<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282</id><updated>2011-07-07T13:25:45.503-07:00</updated><title type='text'>Il Blog di Paolo Camolei</title><subtitle type='html'></subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>83</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-6252453300603610191</id><published>2010-03-25T07:33:00.000-07:00</published><updated>2010-03-25T08:10:31.549-07:00</updated><title type='text'>Occupazione, riqualificare lavoro verso sanità e assistenza</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S6t834BR2sI/AAAAAAAAAHU/dUvRYeZGmEU/s1600/id23_asaoss.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 170px; height: 187px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S6t834BR2sI/AAAAAAAAAHU/dUvRYeZGmEU/s200/id23_asaoss.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5452589073234516674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Avviare subito veri percorsi di riqualificazione professionale e scolarizzazione permanente per compensare il deficit di personale infermieristico in Veneto, stimato in almeno tremila unità. Una carenza di operatori che sposta le visite verso il settore privato e che drena, solo in provincia di Treviso, risorse dalle famiglie per un valore, solo riferito al saldo al netto delle spese dei di ricavi per la sanità privata, stimabile intorno ai 2 milioni e mezzo di euro. Così la sanità pubblica va allo sfascio".&lt;br /&gt;E'  la proposta lanciata oggi da Paolo Camolei, candidato al Consiglio Regionale del Veneto nella lista dell'Unione di Centro.&lt;br /&gt;"Si tratta - ha spiegato Camolei - di dati che spiegano tutto della situazione complessa in cui versa il servizio sanitario nella nostra Regione, a fronte del più basso livello nazionale di spesa sanitaria procapite, pari a 1.590 euro annui per cittadino. Questo senza contare l'effetto economico sui bilanci familiari delle spese per le cure dentistiche, cioè una branca del servizio di medicina che è stato sostanzialmente privatizzato, senza alcun meccanismo di controllo sui costi e su un mercato in cui la concorrenza praticamente non esiste".&lt;br /&gt;"Per risolvere questo problema - ha proseguito Camolei - è necessario innanzitutto adeguare il personale ai bisogni di salute dei veneti. Le liste di attesa sono inefficienze gravi che non possono diventare anche la scusa per una privatizzazione silenziosa. Credo sia invece possibile immaginare, in questa fase di difficoltà per il servizio sanitario regionale e per l'occupazione, di prendere come esempio quanto è stato fatto in altri paesi europei, cioè realizzare veri percorsi di riqualificazione professionale e formazione permanente, calibrati per spostare lavoro inoccupato e con scarse possibilità di essere riassorbito nei settori di provenienza verso comparti in cui vi sia maggiore bisogno di persone". &lt;br /&gt;"Non è possibile  - ha concluso Camolei - che la nostra sia una Regione con alti tassi di disoccupazione che però continua ad importare dall'estero personale scarsamente qualificato per l'assistenza alle persone quando potremmo formare, proprio per le necessità del servizio di sanità e assistenza, nuove figure professionali, risolvendo, in una prospettiva di medio-breve termine, un po' dei problemi del mercato del lavoro". &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Treviso, 25-3-2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-6252453300603610191?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/6252453300603610191/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/03/occupazione-riqualificare-lavoro-verso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6252453300603610191'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6252453300603610191'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/03/occupazione-riqualificare-lavoro-verso.html' title='Occupazione, riqualificare lavoro verso sanità e assistenza'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S6t834BR2sI/AAAAAAAAAHU/dUvRYeZGmEU/s72-c/id23_asaoss.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-6923881210241451714</id><published>2010-03-16T10:20:00.001-07:00</published><updated>2010-03-16T10:46:20.664-07:00</updated><title type='text'>PICCOLE GRANDI SOPRAFFAZIONI ELETTORALI</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S5_D4HoUbGI/AAAAAAAAAHM/oS7SmtsJsJE/s1600-h/70x100.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 140px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S5_D4HoUbGI/AAAAAAAAAHM/oS7SmtsJsJE/s200/70x100.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5449289443029838946" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;D'accordo: lo fanno tutti e, dicono, si è sempre fatto.&lt;br /&gt;Ma sarà anche perchè io sono alla mia prima elezione regionale,ma questa cosa della guerra dei manifesti, cioè coprirsi a vicenda, proprio non la capisco.&lt;br /&gt;Mi dicono i miei esperti di comunicazione che il manifesto non becca un voto; io evidentemente ho chiesto loro perchè gli abbiamo fatti, e la risposta, disarmante, è stata: perchè si deve, vedi mai che a qualcuno la faccia piace.&lt;br /&gt;Scherzi a parte, in tre giorni ho coperto la città, negli spazi in cui potevo, del mio bel faccione. In tre ore gli attacchini della Lega hanno coperto tutto. Mica solo i miei: anche gli altri di quella riga.&lt;br /&gt;La risposta della mia squadra è stata: e noi copriamo i loro. Ah, sì? E per quanto giocheremo al gatto e al topo che si rincorrono? Risposta: fino a domaneica mattina.&lt;br /&gt;Ok. Quindi la sopraffazione, per quel che vale, del manifesto è, a tutti gli effetti, un legittimo strumento di campagna elettorale.&lt;br /&gt;Segno dei tempi, anzi dello stato penoso con cui facciamo politica in questo Paese,  a contare, ad essere un metodo, sono le piccole e grandi sopraffazioni&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-6923881210241451714?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/6923881210241451714/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/03/piccole-grandi-sopraffazioni-elettorali.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6923881210241451714'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6923881210241451714'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/03/piccole-grandi-sopraffazioni-elettorali.html' title='PICCOLE GRANDI SOPRAFFAZIONI ELETTORALI'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S5_D4HoUbGI/AAAAAAAAAHM/oS7SmtsJsJE/s72-c/70x100.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-1871569667691825647</id><published>2010-03-11T05:15:00.000-08:00</published><updated>2010-03-11T05:28:18.902-08:00</updated><title type='text'>CHE BRAVI CHE SIAM, VOTATECI TUTTI. IL BESTIARIO DEI CANDIDATI MAGHETTI</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S5jv4aBOQuI/AAAAAAAAAHE/jLKUgQBWzYI/s1600-h/pifferaio-magico.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 174px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S5jv4aBOQuI/AAAAAAAAAHE/jLKUgQBWzYI/s200/pifferaio-magico.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5447367501640778466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ma che bravi che siamo, noi candidati. Ma quante cose sappiamo, ma per quanto cose ci impegneremo, quante cose faremo.&lt;br /&gt;Scorro le pagine dei giornali, guardo i siti internet: una ne diciamo, noi candidati, cento ne promettiamo. Di tutto e di più. Ce ne fosse uno che dice "io cercherò di fare". L'uso dei tempi verbali invece non lascia dubbi: io farò. Farò che sarete più felici, che lavorerete di più e guadagnerete meglio, che pagherete meno tasse ma avrete anche più servizi, che se siete anziani vi sentirete giovani, se siete giovani vi faremo diventare subito maturi.&lt;br /&gt;Via le liste d'attesa negli ospedali, via la cassa integrazione: più che candidati sembriamo dei maghetti.&lt;br /&gt;Certo che voi elettori, per crederci e votarci, dovete essere proprio degli storditi. Ma come si fa a credere a quiesta valaga di cretinate, a questa fiera dell'insulto all'intelligenza, della pronmessa vana, dell'oscenità intellettuale? Perchè la verità, cari elettori e care elettrici, è che noi canidati consiglieri, alla fine, contiamoe e se eletti conteremo solo per una cosa: l'impegno. Io mi impegnerò, se mai fossi eletto, a cercare di portare in Consiglio e, sogno dei sogni, a far passare, qualche proposta delle mie. Oppure delle vostre. Ci riuscirò? E chi lo sa. Più no che sì, magari.&lt;br /&gt;Io vado avanti con la mia piccola campagna elettorale, sperando che abbastanza di voi abbiano fiducia in quello che sono, quello che ho dimostrato, le cose in cui credo e contro cui, questa non è una promessa ma un giuramente solenne, di certo non andrò. Per il resto, cari elettori, il sottoscritto vi promette solo di non promettervi nulla. Nel mondo dei pifferai magici mi sento fuori posto. E' per questo che mi sono buttato a capofitto nella poltica che non mi piace: vedi mai che qualche cosa si riesca a cambiare.&lt;br /&gt;Buona campagna, amici, e buone promesse a tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-1871569667691825647?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/1871569667691825647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/03/che-bravi-che-siam-votateci-tutti-il.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/1871569667691825647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/1871569667691825647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/03/che-bravi-che-siam-votateci-tutti-il.html' title='CHE BRAVI CHE SIAM, VOTATECI TUTTI. IL BESTIARIO DEI CANDIDATI MAGHETTI'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S5jv4aBOQuI/AAAAAAAAAHE/jLKUgQBWzYI/s72-c/pifferaio-magico.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-645514365239897281</id><published>2010-03-10T01:55:00.000-08:00</published><updated>2010-03-10T02:38:20.779-08:00</updated><title type='text'>GLI AVVERTIMENTI MAFIOSI A UNICREDIT</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S5d2cVwaKyI/AAAAAAAAAG8/w-HiebrtgV8/s1600-h/lupara3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 156px; height: 200px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S5d2cVwaKyI/AAAAAAAAAG8/w-HiebrtgV8/s200/lupara3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5446952503576505122" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Credo che molti di voi oggi ( i trevigiani, alemno) abbiano letto gli articoli sui giornali locali relativi all'attacco di zaia a Unicredit.&lt;br /&gt;Sono di corsa, quindi per commentare vi posto il comunicato stampa che ho mandato oggi agli organi di informazione&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attacco di Zaia alle banche, risponde Paolo Camolei&lt;br /&gt;"Unicredit, dalla Lega  avvertimenti mafiosi e di regime"&lt;br /&gt;"Sanno solo mettere contro, è una cultura distruttiva che atteggiamento politicamente sconcio che manda ai nostri  imprenditori in difficoltà un messaggio profondamente sbagliato"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Quelli di Zaia a Unicredit sono avvertimenti mafiosi formulati con la grammatica arrogante del regime".&lt;br /&gt;Lo ha detto oggi Paolo Camolei, candidato nelle liste dell'Unione di Centro alle prossime elezioni regionali.&lt;br /&gt;"La Lega sa solo mettere contro - ha attaccato Camolei - italiani contro stranieri, lavoratori autonomi contro dipendenti, dialetto contro inglese, adesso anche artigiani e piccoli imprenditori contro questa o quella banca. Ho gli incubi a pensare che questa cultura distruttiva, che coltiva il tanto peggio tanto meglio a scopo elettorale, diventi  cultura di governo nella nostra regione".&lt;br /&gt;"Rispetto alla stretta del credito - ha proseguito il candidato dell'Udc - le banche hanno certamente responsabilità: non si può prima dare dosi sempre più alte di debito e poi chiudere i rubinetti di colpo. Ma quello che fa Zaia è politicamente sconcio e manda un segnale profondamente sbagliato alle imprese: invece di lanciare questi velati appelli al boicottaggio, bisogna piuttosto insegnare come comportarsi rispetto ai nuovi scenari bancari. Agli imprenditori serve capire come tirare avanti e come adattarsi alle nuove condizioni del mercato, non farsi dare in mano un mattone da tirare contro la vetrina di una filiale".&lt;br /&gt;"Quanto alle Olimpiadi e all'appoggio di Unicredit alla candidatura di Roma - ha concluso Camolei - è chiaro che la Lega ne fa una demagogica ossessione mediatica. A tutti piacerebbe vedere i giochi dei cinque cerchi nel Veneto, ma sono sicuro che alle famiglie trevigiane prema di più sapere di potere tornare a vivere con serenità invece che tirare a campare in mezzo alla crisi del lavoro".&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-645514365239897281?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/645514365239897281/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/03/gli-avvertimenti-mafiosi-unicredit.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/645514365239897281'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/645514365239897281'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/03/gli-avvertimenti-mafiosi-unicredit.html' title='GLI AVVERTIMENTI MAFIOSI A UNICREDIT'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S5d2cVwaKyI/AAAAAAAAAG8/w-HiebrtgV8/s72-c/lupara3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-4937391585738743056</id><published>2010-03-02T08:04:00.000-08:00</published><updated>2010-03-02T08:23:42.307-08:00</updated><title type='text'>IL PEGGIO DEL PEGGIO</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S407gvFJwiI/AAAAAAAAAG0/GbJPxr5CTF8/s1600-h/polverini_renata3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 194px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S407gvFJwiI/AAAAAAAAAG0/GbJPxr5CTF8/s200/polverini_renata3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5444072958140727842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ingenui, se pensate che il casino della lista Polverini in Lazio, che ha affossato il candidato del centrodestra, sia solo il frutto della stupidità di un bamboccione della libertà, distrattosi con un panino galeotto al bar.&lt;br /&gt;La promessa è stata mantenuta: la faremo pagare a Fini. Come? Creandogli il vuoto intorno.&lt;br /&gt;L’unico contributo (non a caso di qualità, per una volta il centrodestra presentava un candidato con uno straccio di consapevolezza sociale, un po’ di buon senso e non la solita faccia bella) che Fini ha dato se lo sono bruciati.&lt;br /&gt;Che cosa c’è dietro lo capiremo solo nei prossimi giorni. L’esclusione della Polverini (sui guai di Formigoni non mi esprimo, quella storia puzza meno di congiura) è la Sarajevo che serve all’imperatore per scatenare una resa dei conti.&lt;br /&gt;La figura, in sé, è pessima. Ed è un peccato: Renata Polverini componeva, con la Bonino, una ottima coppia di candidate. Non solo donne, ma soprattutto brave. E solo l’insulsaggine della Rai avrebbe privato noi, ma soprattutto gli elettori del Lazio, di una bella contesa  alla televisione pubblica.&lt;br /&gt;Adesso invece di gustarci la supersfida Bonino-Polverini ci toccherà goderci il day after del centrodestra in questa sfrenata e autodistruttiva corsa alla demolizione di tutto quello che non serve a fare gli interessi di uno contrapposti alle speranze di tutti. E meno male che a Roma, nei palazzi governativi, non è venuta la voglia di usare il solito strumento stragista della norma e della legalità, con una di quelle leggine che piacciono tanto e che sanano in un battibaleno che sembra un colpo di stato le sozzerie della peggiore politica del vecchio continente.&lt;br /&gt;Gli esperimenti di un centrodestra diverso, con un centro forte e ben rappresentato, se ne vanno alla malora. E’ in salute solo l’alleanza tra Pdl e Lega, cioè il peggio che l’elettorato moderato si vede presentare, ma che non è, vivaddio, costretto a sorbirsi per forza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-4937391585738743056?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/4937391585738743056/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/03/il-peggio-del-peggio.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/4937391585738743056'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/4937391585738743056'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/03/il-peggio-del-peggio.html' title='IL PEGGIO DEL PEGGIO'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S407gvFJwiI/AAAAAAAAAG0/GbJPxr5CTF8/s72-c/polverini_renata3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-2854488393271669271</id><published>2010-03-01T04:50:00.000-08:00</published><updated>2010-03-01T05:09:03.497-08:00</updated><title type='text'>HANNO PAURA, PER QUESTO IMBAVAGLIANO L'INFORMAZIONE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S4u6coHhKNI/AAAAAAAAAGs/2mfbl7vCnHw/s1600-h/censura4.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 148px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S4u6coHhKNI/AAAAAAAAAGs/2mfbl7vCnHw/s200/censura4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5443649575575431378" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Beccatevi questa: http://www.corriere.it/politica/10_marzo_01/cda-rai-stop-talk-show_b7dd4ca2-252a-11df-98c5-00144f02aabe.shtml&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ovvero dobbiamo essere tutti consapevoli che il potere non vuole che di politica si parli e si discuta. Ma che campagna elettorale è senza talk show? Una campagna di regime.&lt;br /&gt;Mettiamola così: la gente è preoccupata, tanti sono senza lavoro, più poveri. Ci chiediamo che cosa stia succedendo ma soprattutto che cosa stanno facendo "quelli" che hanno vinto le ultime elezioni. E' troppo, chiedere? Sì. Chiedere e sapere è troppo per il regime padano-berlusconiano. Loro, che hanno in mano tutto e possono fare dell'informazione (ma non nella rete) quello che vogliono, imbavagliano la verità, la discussione, la contrapposizione delle idee. Non sia mai che qualcuno, deluso da Berlusconi che si fa gli affari suoi e dalla Lega che si fa i propri ( e i nostri?)possa cambiare idea.&lt;br /&gt;E allora sotto con la campagna elettorale degli spot, dove vince chi racconta la balla più colossale, fa la promessa più audace, ovviamente da non mantenere. Dove, soprattutto, vince chi ha più soldi. Che nel nostro caso corrisponde a chi ha meno interesse a confrontarsi con gli altri.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E questi sarebbero quelli del popolo della libertà?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-2854488393271669271?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/2854488393271669271/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/03/beccatevi-questa-httpwww.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2854488393271669271'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2854488393271669271'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/03/beccatevi-questa-httpwww.html' title='HANNO PAURA, PER QUESTO IMBAVAGLIANO L&apos;INFORMAZIONE'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S4u6coHhKNI/AAAAAAAAAGs/2mfbl7vCnHw/s72-c/censura4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-7458645481306499068</id><published>2010-02-26T08:53:00.000-08:00</published><updated>2010-02-26T09:04:22.245-08:00</updated><title type='text'>DIARIO ELETTORALE (1)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S4f_BGfrr_I/AAAAAAAAAGk/U_rWm-z2BSQ/s1600-h/S6300174.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S4f_BGfrr_I/AAAAAAAAAGk/U_rWm-z2BSQ/s200/S6300174.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5442599069088985074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cari amici, da ieri è ufficialmente iniziata la mia campagna elettorale.&lt;br /&gt;Un bell’impegno, mi sono preso. Ma francamente devo dire che sono anche pieno di entusiasmo e persino divertito. Del resto, non è la prima campagna elettorale che affronto, considerato che due anni fa ho avuto il coraggio, o la follia, di presentarmi come sindaco a Treviso&lt;br /&gt;Obiettivo della candidatura alle regionali, con l’Unione di Centro: portare voti. Non che essere eletto non mi farebbe piacere, anzi: io cerco di convincere più persone possibile. Ma credo che in questo momento la cosa principale sia portare acqua al mulino della Costituente di Centro e questo può essere possibile solo con un buon risultato elettorale.&lt;br /&gt;L’avversario: la Lega, di sicuro, considerato che la politica del Carroccio è tutto fumo, poco arrosto. Eppure convince, diamine se convince. Il lavoro deve essere quello di convincere, con serietà, che a colpi di proclami e promesse elettorali non si va da nessuna parte. Ci vorrà tempo, ci vorrà pazienza, si dovrà lavorare.&lt;br /&gt;Ieri sera alla mia festa c’era un sacco di bella gente. Bella gente nel senso di belle persone, non di tizi in vista. Ho visto tanta voglia di fare alternativa a questa politica, tanta attesa, tanto desiderio di tornare a vivere la politica come qualche cosa che dia un po’ di speranza.&lt;br /&gt;Bene. Oggi, dopo le fatiche di ieri, riposo. Per modo di dire. Domani giro al mercato di Treviso, domenica lavoro, lunedì riunioni. Il mio team di consulenti della comunicazione ha quasi completato la produzione dei materiali e tra un po’ uscire massicciamente con la mia campagna. Lo slogan? Un veneto forte (che sarei io) per un Veneto libero.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-7458645481306499068?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/7458645481306499068/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/02/diario-elettorale-1.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7458645481306499068'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7458645481306499068'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/02/diario-elettorale-1.html' title='DIARIO ELETTORALE (1)'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S4f_BGfrr_I/AAAAAAAAAGk/U_rWm-z2BSQ/s72-c/S6300174.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-6914780171871972118</id><published>2010-02-24T07:15:00.000-08:00</published><updated>2010-02-24T07:22:31.695-08:00</updated><title type='text'>LEGA E PDL TAGLIANO LA SANITA' IN PROVINCIA DI TREVISO</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S4VEKYRXhoI/AAAAAAAAAGc/lAngDD1VbiA/s1600-h/sanita.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 140px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S4VEKYRXhoI/AAAAAAAAAGc/lAngDD1VbiA/s200/sanita.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5441830669851788930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;PER TREVISO-UDC&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Camolei: “Gravissimo il taglio nella Usl 9, ecco il prezzo del finto federalismo e delle vane promesse elettorali di chi di giorno chiede voti per il Veneto e di notte taglia diritti e servizi”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Capisco l’amarezza del sindaco di Villorba, ma la decisione della Usl 9 di effettuare tagli sulle prestazioni non è una cosa che può finire con le scuse a cittadini che, malgrado la pressione fiscale sia aumentata, non ricevono più prestazioni sociali di qualità”.&lt;br /&gt;E’ il commento di Paolo Camolei, capogruppo in consiglio comunale a Treviso di “Per Treviso-Udc”, membro del coordinamento provinciale dell’Unione di Centro e candidato alle prossime elezioni regionali per l’Udc, sulla decisione della conferenza dei sindaci della Usl 9 di tagliare le “prestazioni non strategiche” e garantire solo l’essenziale.&lt;br /&gt;“Gravissimo che si taglino le risorse alle associazioni che nel territorio si occupano della disabilità, delle dipendenze e della salute mentale. Ci raccontano che la sussidiarietà orizzontale, cioè la collaborazione fra il Pubblico e le associazioni di volontariato, sia il cardine del federalismo. Non mi pare proprio sia così. Senza risorse adeguate succederà che queste associazioni non saranno più in grado di operare sul territorio. E chi le farà quelle cose? Il pubblico senza soldi? Se l’idea è quella di razionalizzare per non aumentare la pressione fiscale, si sappia che alla fine o ci saranno meno servizi o i cittadini se li dovranno pagare completamente ti tasca propria”.&lt;br /&gt;“E’ chiaro che il problema riguarda le risorse e che la scarsità dei trasferimenti su cui possono godere gli enti locali è la dimostrazione del fatto che a Roma praticano solo un federalismo che mette in croce le autonomie. Invece di trattenere denao dei contribuenti e non spendere nulla di fonte alla crisi  per riempire il salvadanaio con cui preparare la riduzione delle tasse alla vigilia del 2013 - così da assicurarsi un bel cavallo di battaglia elettorale - il governo deve allargare i cordoni della borsa oggi. E non si dica che i soldi non ci sono: i 36 milioni in meno di trasferimenti agli enti locali della nostra provincia non sono razionalizzazioni della spesa, ma il costo delle elargizioni clientelari ai comuni cialtroni, come nel caso dei buchi da centinaia di milioni di euro di Catania e Roma”. &lt;br /&gt;“Mi chiedo con quale faccia tosta si vada in giro di giorno a chiedere voti con lo slogan “prima il Veneto” e di notte si tagli su un diritto fondamentale come la sanità. Siccome le bugie hanno le gambe corte, c’è da sperare che i cittadini trevigiani, al momento di votare, si rendano conto dell’enorme presa in giro a cui sono sottoposti dalle false promesse elettorali”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Treviso, 24-2-2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-6914780171871972118?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/6914780171871972118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/02/lega-e-pdl-tagliano-la-sanita-in.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6914780171871972118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6914780171871972118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/02/lega-e-pdl-tagliano-la-sanita-in.html' title='LEGA E PDL TAGLIANO LA SANITA&apos; IN PROVINCIA DI TREVISO'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S4VEKYRXhoI/AAAAAAAAAGc/lAngDD1VbiA/s72-c/sanita.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-8330472149133336184</id><published>2010-02-19T02:03:00.000-08:00</published><updated>2010-02-19T02:06:23.696-08:00</updated><title type='text'>CARI AMICI, MI CANDIDO</title><content type='html'>Cari amici, ho deciso di candidarmi. &lt;br /&gt;Ho deciso di accettare la proposta degli amici della Costituente di Centro e candidarmi al consiglio regionale nelle liste dell’Unione di Centro.&lt;br /&gt;Voglio contribuire anche io a dare una speranza ai cittadini che non votano a sinistra ma che non si sentono rappresentati da un centro destra sempre meno di centro e sempre più di estrema destra. Voglio dire ai moderati della provincia di Treviso, che sarà il mio collegio elettorale,che l’alternativa al cesarismo berlusconiano e all’estremismo padano c’è: è il progetto politico della Costitutente di centro, popolare e liberale, che ha dato vita alla nuova Unione di Centro.&lt;br /&gt;A rafforzare le buone ragioni di questa scelta c’è l’evoluzione del quadro politico e in particolare la presentazione della terza lista a sostegno di Luca Zaia. L’uscita dall’Unione di Centro di certi personaggi della vecchia politica carrierista e careghista e la loro confluenza nell’Alleanza di Centro rende evidente come a destra si tema la nascita e la crescita di un nuovo soggetto di centro riformatore, che è peraltro già riuscito mettere insieme l’esperienza dei cattolici liberali con quella delle liste civiche, dei liberal-democratici e degli autonomisti non secessionisti. L’operazione artificiale dell’Alleanza di Centro, che peraltro toglierà voti alla Pdl e marcherà quindi il vantaggio elettorale della Lega, ha come obiettivo quello di contrastare la vera alternativa moderata alla degenerazione populista e autoritaria imposta dal Carroccio come prezzo del patto di fedeltà a Berlusconi.&lt;br /&gt;Ringrazio gli amici dell’Udc per la fiducia nei miei confronti, spero che insieme potremmo far sì che questa tornata elettorale sia il punto di partenza di una nuova stagione della politica nella nostra regione e nella nostra provincia, per costruire una proposta di governo seria, non demagogica, fatta di cose concrete e non di promesse, capace di guardare all’interesse comune.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-8330472149133336184?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/8330472149133336184/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/02/cari-amici-mi-candido.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/8330472149133336184'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/8330472149133336184'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/02/cari-amici-mi-candido.html' title='CARI AMICI, MI CANDIDO'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-5854213629007082182</id><published>2010-02-17T04:16:00.000-08:00</published><updated>2010-02-17T04:26:46.691-08:00</updated><title type='text'>MAZZETTE &amp; MARCHETTE (il mio editoriale di oggi su La Tribuna di Treviso)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S3vfMPhiviI/AAAAAAAAAGU/kiALGCj_zRg/s1600-h/rock_4.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 200px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S3vfMPhiviI/AAAAAAAAAGU/kiALGCj_zRg/s200/rock_4.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5439186376398650914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Pensavamo che Tangentopoli fosse stato il punto più basso toccato dalla storia repubblicana. Sbagliato: perché se quella era la repubblica della mazzetta, questa, che è la repubblica della mazzetta e della marchetta è persino peggio. A leggere le cronache di questi giorni e le descrizioni di certe intercettazioni telefoniche, più che con una classe dirigente sembra di avere a che fare con un congrega di arroganti detentori di un potere che consente di fare tutto e a proprio piacimento: lucrare sulle disgrazie, trasformare la responsabilità delle cariche in privilegio, la politica in un comitato di affari, la carica elettiva in una specie di satrapia ereditaria con il benefit delle escort giovani e di lusso, da consumare o offrire come favore.&lt;br /&gt;Nel frattempo il Paese, costretto a questa esibizione di arroganza di regime, deve fare i conti, praticamente da solo, con la crisi economica che viene penosamente minimizzata mentre i dati reali indicano che il peggio non è tanto alle spalle quanto davanti a noi.&lt;br /&gt;Manca, è evidente, la politica, perché troppo spesso alle proposte alternative una certa opposizione sembra starsene in attesa di qualche soluzione a mezzo di avviso di garanzia. E viene a mancare l’apporto fondamentale della tradizione moderata, con un Popolo della Libertà ridotto a cortile personale del premier e in cui sembra si voglia giocare una sfida sulla successione al capo che strizza l’occhio alla crisi istituzionale per dare la spallata che serve alla riorganizzazione post berlusconiana.&lt;br /&gt;Questa crisi dello schieramento moderato non è un dettaglio da poco. Nel centrodestra, con il Pdl sempre più invischiato in scandali e scaldaletti e un premier troppo preso dai suoi fatti personali per occuparsi del governo, il direttore d’orchestra lo fa la Lega, con i suoi contenuti estremi, il suo populismo tirato alle estreme conseguenze, a cavallo tra prosopopea nordista in favore del sistema della piccola impresa e la neo- vocazione laburista. Il tutto condito con ricette banali, che non riescono ad andare oltre all’orizzonte delle solite cose sulla sicurezza, dei soliti allarmi sull’immigrazione, della solita demagogia del mal di pancia che indubbiamente porta voti ma non sposta di neppure un centimetro un Paese che ha bisogno di andare avanti e non di chiudersi in se stesso accontentandosi di far studiare il dialetto a scuola.&lt;br /&gt;Ma quale politica del fare, è la politica delle parole, degli slogan. Dove è il federalismo se non inghiottito dai tempi biblici della sgangherata riforma Calderoli e dal buco nero dei 36 milioni in meno ai nostri Comuni, dopo ben tre governi in cui la Lega è stata presente solo per promettere a noi e mantenere invece agli spreconi di Catania e Roma? E quali sono i successi della politica sull’immigrazione, con le città che fioriscono di ghetti che sono un monumento al fallimento dell’integrazione? E dove sarebbe la ripresa economica, se solo in provincia di Treviso, in un anno, la cassa integrazione straordinaria è aumentata del 50 mila per cento, con i licenziati delle piccole imprese lasciati a campare con il sussidio di disoccupazione, gli atipici e gli autonomi abbandonati a se stessi, gli imprenditori strozzati da un sistema del credito che chiede come garanzia tre volte il valore degli affidamenti? Cosa ha combinato insomma questa classe di governo, oltre a procurare affari agli amici e rilassarsi con le donnine nei cosiddetti centri di messaggio?&lt;br /&gt;Se a sinistra il modello riformista del Pd sembra inesorabilmente destinato a fallire, tanto che Massimo Cacciari parla provocatoriamente di tornare a Ds e Margherita, nel centrodestra il sogno liberale del 1994, la rivoluzione modernizzatrice, antistatalista e liberista, è altrettanto inesorabilmente sfumato. Il bisogno del Premier di blindarsi intorno ad un maggioranza che lo metta nelle condizioni di risolvere in Parlamento quello che non vuole, o non può, risolvere nelle aule giudiziarie, ha regalato agli estremisti del Carroccio enormi spazi di manovra. Il caso del Veneto, con il siluramento di Galan e l’imposizione del candidato leghista, sono i segni particolari di quello che oggi è il centrodestra italiano, sempre meno popolare e liberale e sempre più populista e autoritario. E di quello che è e sarà il centrodestra veneto, con la Lega al trentacinque per cento e la Pdl schiacciata sotto il venticinque, dieci punti che non sono solo una differenza matematica ma di sostanza. La moralità, il senso di responsabilità, la politica proiettata verso il bene comune e non al soddisfacimento dell’interesse particolare, o peggio personale, non esistono più in questa Italia, cialtrona e sgangherata.&lt;br /&gt;Non c’è scampo se dalla società, come si diceva una volta, non salirà un visibile e concreto moto di disgusto per le escort offerte come regalo, la corruzione eletta a sistema, l’arroganza a prassi, le promesse vane a programma elettorale. Bisognerebbe che tutti si avesse un po’ più di coraggio nel riconoscere quello che ci troviamo davanti, smettendola di turarci il naso. La politica non cambierà mai se non sarà costretta a farlo. E lo farà solo se si troverà la scheda elettorale puntata alla tempia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;http://www.youtube.com/watch?v=XXqYkQj1QC4&amp;feature=related&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-5854213629007082182?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/5854213629007082182/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/02/mazzette-marchette-il-mio-editoriale-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/5854213629007082182'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/5854213629007082182'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/02/mazzette-marchette-il-mio-editoriale-di.html' title='MAZZETTE &amp; MARCHETTE (il mio editoriale di oggi su La Tribuna di Treviso)'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S3vfMPhiviI/AAAAAAAAAGU/kiALGCj_zRg/s72-c/rock_4.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-3607170662641569861</id><published>2010-02-12T01:52:00.001-08:00</published><updated>2010-02-12T01:53:07.342-08:00</updated><title type='text'>LA CONFRATERNITA DELLA PASSERA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S3Uk97UbePI/AAAAAAAAAGM/Gn2t-OVt8CI/s1600-h/prvni.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 128px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S3Uk97UbePI/AAAAAAAAAGM/Gn2t-OVt8CI/s200/prvni.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5437292771433740530" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ogni regime ha le sue debolezze. E questo, di regime, ha la debolezza del sesso. A pagamento. Da consumare e, perché fa bello, da offrire.&lt;br /&gt;L’Italia si è abituata, forse assuefatta, allo scandalo della tangente, della malapoltica, della cattiva gestione della cosa pubblica, della bustarella di provincia, della spintarella data ai poco meritevoli, giusto perché in fila prendano il posto davanti a quelli che meritano.&lt;br /&gt;Chissà se noi italiani, gioiosamente disinteressarti alla moralità della politica tanto da poter stare ben contenti con un classe di governo in cui gli avvisi di garanzia e i processi  superano i provvedimenti di legge che sforna, possiamo anche sbatterci di questo: ministri, presidenti del consiglio, sottosegretari, capi e capetti che fanno parlare per queste storielle da cui sembra che il consumo di sesso a pagamento sia una specie di collante tra loro, un patto di amicizia, un segno distintivo.&lt;br /&gt;Più che un partito, certa gente sembra una di quelle fratellanze universitarie americane:  lì gli Alfa Alfa e gli Skull and Bones, qui da noi la confraternita della passera.&lt;br /&gt;Ogni regime ha il suo vizio: i petrolio, il gas, le marchette, le tangenti. Il nostro, fatto ad immagine e somiglianza della congreghe comuniste dei paesi d’oltre cortina e che pratica la religione laica del leccaculismo che vive del culto adorante del capo, ha le tette, le chiappe e tutto il resto, conquistati con il fascino del potere e dell’euro, peccatucci sempre meno gravi che andare a trans, come ha recentemente fatto intendere il nostro Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;Più che la repubblica delle banane, quale in effetti siamo, una vera repubblica delle puttane. &lt;br /&gt;Adeste fideles, la cabina elettorale ci aspetta!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-3607170662641569861?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/3607170662641569861/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/02/la-confraternita-della-passera.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3607170662641569861'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3607170662641569861'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/02/la-confraternita-della-passera.html' title='LA CONFRATERNITA DELLA PASSERA'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S3Uk97UbePI/AAAAAAAAAGM/Gn2t-OVt8CI/s72-c/prvni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-600445824684303881</id><published>2010-02-03T05:05:00.000-08:00</published><updated>2010-02-03T05:07:00.409-08:00</updated><title type='text'>POVERI, FARE UN RICOVERO O APRIRE LA STAZIONE DI NOTTE?</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S2l06jd4dTI/AAAAAAAAAGE/JwUhhWyiPrk/s1600-h/barb1.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 133px; height: 200px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S2l06jd4dTI/AAAAAAAAAGE/JwUhhWyiPrk/s200/barb1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5434002974701024562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PER TREVISO-UDC &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Galzignato e Camolei: risolvere il problema dei senza tetto a Treviso aprendo la stazione è una proposta assurda e degradante della dignità delle persone&lt;br /&gt;La coordinatrice provinciale e il capogruppo in consiglio Comunale: servono soluzioni vere, non l’istituzionalizzazione della residualità sociale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Risolvere il problema dei senza tetto aprendo la stazione dei treni alla notte è una proposta non solo assurda, ma degradante della dignità di persone che andrebbero aiutate in maniera concreta, non mettendo a disposizione panchine, il pavimento o un sottopasso. Serve un ricovero vero e, soprattutto, nuove e più efficaci politiche pubbliche di contrasto al disagio sociale estremo”.&lt;br /&gt;Lo hanno  detto  oggi Gianna Galzignato, coordinatrice provinciale dell’Unione di Centro, e Paolo Camolei, capo gruppo, in consiglio comunale a Treviso, di “Per Treviso-Udc”.&lt;br /&gt;“Le parole dell’assessore Michielon, che curiosamente prende ispirazione da una  provocazione del consigliere Atalmi – hanno detto i due esponenti dell’Udc trevigiana – suonano come una istituzionalizzazione dell’indigenza, del degrado e della esclusione, quando invece, di fronte all’aumento delle situazioni di residualità sociale, il Comune avrebbe il dovere di intervenire con strumenti di welfare vero, coordinandosi con la Provincia, i comuni contermini e le associazioni di volontariato. Ma il sociale non è evidentemente un punto di forza della Giunta. E l’assessore Michielon, con quella dichiarazione, ammette di non avere la più pallida idea sul cosa fare”.&lt;br /&gt;“Siamo di fronte ad una situazione di emergenza crescente che merita, da parte delle istituzioni, risposte concrete che tutelino la dignità delle persone. L’idea di aprire la stazione alla notte, invece che pensare ad un ricovero vero, significherebbe una resa della comunità cittadina di fronte all’umiliazione della povertà estrema”. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Treviso, 3-2-2010&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-600445824684303881?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/600445824684303881/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/02/poveri-fare-un-ricovero-o-aprire-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/600445824684303881'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/600445824684303881'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/02/poveri-fare-un-ricovero-o-aprire-la.html' title='POVERI, FARE UN RICOVERO O APRIRE LA STAZIONE DI NOTTE?'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S2l06jd4dTI/AAAAAAAAAGE/JwUhhWyiPrk/s72-c/barb1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-3026890082772721483</id><published>2010-01-20T06:05:00.000-08:00</published><updated>2010-01-20T06:10:16.291-08:00</updated><title type='text'>BRINDISI ELETTORALE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S1cOwJLOSKI/AAAAAAAAAF8/z0NFv2FyKII/s1600-h/vino1ly0.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 179px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S1cOwJLOSKI/AAAAAAAAAF8/z0NFv2FyKII/s200/vino1ly0.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5428824096077924514" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Due bicchieri di vino fanno bene o fanno male? Benissimo alla salute non fanno, ma funzionano che è un piacere in campagna elettorale.&lt;br /&gt;Ecco perché Luca Zaia, candidato a Governatore del Veneto ma ancora Ministro della Repubblica, quindi con livello di responsabilità un po’ più alto del cliente qualunque di un qualunque osteria, si è buttato a capofitto sulla polemica da bar scatenata dal sindaco di Tarzo, innamorato consumatore del succo d’uva con le bollicine, che tra i mille consigli che si sente di dare ai suoi concittadini ha deciso di cominciare dal consumo di un paio di bicchieri di quello buono, che fanno bene.&lt;br /&gt;Alla sponda dei bacchettoni, quelli che ricordano come il vino, anche quello buono, è pur sempre una sostanza  potenzialmente dannosa per il corpo, mortale se se ne ha troppo in circolo quando si guida, il trevigiano Zaia risponde con la semplicità e la simpatia della consuetudine nostra di bere al pasto, di bere fuori pasto, di bere prima e dopo il pasto.&lt;br /&gt;Non siamo un popolo di ubriaconi, e se lo siamo il più delle volte la causa non è il vino, ma di bevitori sì. E’ nella nostra tradizione, fa parte della nostra cultura, come lo era condire l’insalata con il lardo, mangiare le frattaglie del maiale, come lo è cicchettare di musetti e salami. Tutto buono, ma anche tutto poco salutare.&lt;br /&gt;Quando si parla di alcolici, lo sappiamo bene proprio perché alla stragrande maggioranza di noi il vino piace e parecchio, bisognerebbe stare molto attenti. La differenza la fa ovviamente la quantità, se assunte in abbondanza anche le frittelle di carnevale sono una insidia per lo stomaco. Ed è questo il punto. Il bevitore responsabile è quello che sa con che cosa ha a che fare. E’ il bevitore maturo, non il ragazzino alla ricerca di trasgressione o sensazioni forti. E’ uno consapevole, come lo è anche il Ministro, che si può essere al di sotto dei limiti fissati dalla legge per il consumo di alcol di chi si mette al volante ed essere comunque, dopo “do goti”, meno lucido del solito, meno del normale, meno di quello che servirebbe.&lt;br /&gt;Che per il vino facciano campagna i produttori è una cosa normale. Che ci si mettano gli amministratori pubblici, soprattutto un sindaco, a cui spetta anche la difesa e la promozione della salute e dell’igiene pubblica, è una cosa un po’ meno ordinaria. Ci sarebbe altro di cui occuparsi. E comunque, come giustamente fatto notare da più di qualcuno, non sarebbe male ricordarsi di scrivere in quei manifesti che il vino può anche fare male e cercare di evitare di dare un messaggio di normalità del bere soprattutto ai giovani, che già sono assidui e ingordi consumatori di alcol, tra spritz ed altro.&lt;br /&gt;Meno ortodossa potrebbe invece apparire la scelta dell’amico Zaia, candidato ma soprattutto Ministro, quindi uno che per forma mentale, visto il lavoro che fa, dovrebbe avere il principio di cautela più che le strizzatine d’occhio alla doppia ombra.&lt;br /&gt;Ma l’effetto che l suo messaggio, rassicurante e allegro, produce in noi, bevitori sociali e qualche volta anche socialmente un po’ sbronzi, è quello della simpatia. Ma che palle questi medici preoccupati, ma che noia quelli del Sert: saranno sicuramente di sinistra, Luca sì che invece le cose le sa, che è  uno di noi. E che male faranno due bicchieri di quello de casada?&lt;br /&gt;Un bicchiere, dice chi ne sa, può persino fare bene al cuore, se è vino rosso. Due di fila fanno allegria ma aprono anche la strada al terzo. Se berli è la normalità di una regola di vita sempre un po’ al limite, lo dice un fumatore e amante del vino, incentivare al berli fa diventare “uno de noantri”. Punti in più per il bravo Zaia e la sua campagna elettorale, punti in meno per qualche patente. E non solo per quella.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-3026890082772721483?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/3026890082772721483/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/01/brindisi-elettorale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3026890082772721483'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3026890082772721483'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/01/brindisi-elettorale.html' title='BRINDISI ELETTORALE'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S1cOwJLOSKI/AAAAAAAAAF8/z0NFv2FyKII/s72-c/vino1ly0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-149347576298487404</id><published>2010-01-14T03:04:00.000-08:00</published><updated>2010-01-14T03:08:17.219-08:00</updated><title type='text'>LA RIFORMETTA PER I RICCHI (il mio editoriale di ieri su La Tribuna di Treviso)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S077F3og5uI/AAAAAAAAAF0/p8idZkl3pzw/s1600-h/tremonti_230104.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 107px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S077F3og5uI/AAAAAAAAAF0/p8idZkl3pzw/s200/tremonti_230104.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5426550679279822562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E’ dal 1994 che Silvio Berlusconi propone e sogna una riforma delle imposte sulle persone fisiche che abbia come approdo l’adozione di due solo aliquote. A dire il vero allora, al suo primo giro di giostra da Premier,  parlava anche di quoziente familiare, cioè la vera riforma del fisco che andrebbe attuata, ma poi lo ha lasciato nel dimenticatoio, come se fosse un dettaglio.&lt;br /&gt;Affrontare il tema dei soldi, e di tasse, in questo momento è indubbiamente la scelta giusta. Il Paese è in difficoltà per la crisi economica e il messaggio, lanciato non a caso alla vigilia delle elezioni regionali, trova la gente molto sensibile. Sicuramente interessa quel blocco sociale di elettori del centrodestra e della Lega che vede nel fisco il nemico numero uno della sua prosperità. Un ragionamento che in Veneto, bombardati dall’antistatalismo un po’ iperliberista e un po’ secessionista, trova e soprattutto genera grandi consensi.&lt;br /&gt;Ma la manovra rischia di rivelarsi soprattutto una operazione di propaganda che porta vantaggi residuali; e che, paradossalmente, non marcia nella direzione che lo stesso primo ministro vorrebbe, cioè quella di rendere disponibile più reddito e quindi favorire i consumi e la ripresa dell’economia.&lt;br /&gt;E’ vero che il sistema fiscale e tributario italiano è vecchio, dal momento che la sua attuale struttura risale ai primi anni 70’; questo di per sé non basta, per riformarlo più che guardare al dato anagrafico, occorrerebbe infatti  capire quale è la situazione attuale e quali sono gli obiettivi più urgenti da raggiungere.&lt;br /&gt;La realtà ci dice che oltre la metà dei contribuenti italiani dichiara all’incirca 15 mila euro all’anno. Si tratta di quasi il 60% dei pensionati, più del 40% dei dipendenti e di un considerevole 22% dei cosiddetti autonomi. Al netto dell’evasione fiscale, per la categoria dei professionisti e delle imprese individuali, è probabile che si tratti non solo di “finte imprese”, cioè in maggioranza lavoratori precari, ma anche di veri autonomi, colpiti più di altri della recessione e messi all’angolo anche dalla stretta del credito.&lt;br /&gt;Complessivamente, pur prendendo in considerazione quel 16% del Pil che viaggia sotto la superficie del “nero”, l’ottanta per cento dei contribuenti non va oltre i 26 mila euro lordi all’anno.&lt;br /&gt;Questi dati dicono che, complessivamente, la condizione reddituale in questo paese è negativa. In media, ce lo dice l’Europa, l’Italia è la nazionane in cui si guadagna meno all’interno dell’Unione Europea. E’ per questo, cioè a causa di un Paese che si sta impoverendo e che rende sempre più evidenti le differenze tra ricchi e poveri, che il 10% dei contribuenti sostiene più della metà del carico fiscale: è lo stesso 10% che detiene, statistiche alla mano, il 43% della ricchezza nazionale e che lascia al rimanente 90% degli italiani solo il 57%.&lt;br /&gt;Una vera riforma fiscale dovrebbe prendere in considerazione soprattutto l’equità e intervenire, per giustizia, in primo luogo sui redditi più bassi. Questa proposta del Governo, invece, scardina il principio di progressività – cioè meno guadagni, meno paghi – e privilegia i redditi alti o altissimi, a cui abbassa di fatto l’imposizione. Per i redditi fino a 15 mila euro non ci sarebbero vantaggi, per quelli fino a 30 mila euro il risparmio pro capite è risibile e meglio sarebbe allora mettere insieme queste risorse non per fare l’elemosina al singolo, ma spenderle complessivamente per tentare di attuare misure strutturali, ad esempio sul fronte del welfare.&lt;br /&gt;Ma al di là di questo, la non giustezza del sistema fiscale italiano non è data tanto da “quanto” si paga, ma dal “come”. Il nostro non è il Paese dell’Unione in cui si versano più tasse sul lavoro, in Germania e Francia si paga molto di più; il problema è che da noi, contrariamente a quanto avviene all’estero, il sistema è indifferente a chi sia e in quali condizioni si trovi il contribuente. A parità di reddito, e quindi di imposizione, discrimina tra chi ha famiglia e chi vive da single. E le detrazioni, soprattutto quelle per familiari a carico, sommate agli assegni familiari che però valgono solo per i dipendenti (altra ingiustizia) non compensano la distorsione.&lt;br /&gt;La vera riforma è quindi quella prevista dall’attuazione del quoziente familiare: cioè prendere a riferimento non  solo il reddito, ma anche la condizione sostanziale di quel contribuente, se ha famiglia o no, se è l’unico reddito disponibile, e inserire lì il sistema dei risparmi fiscali. Agendo, ovviamente, soprattutto sulla fascia bassa e media dei redditi, cioè sul gruppo di contribuenti che si è maggiormente impoverito in questi anni, senza distinguere tra lavoro dipendente e lavoro autonomo.&lt;br /&gt;Questa sì, soprattutto nel Veneto e nella Marca della piccola e piccolissima impresa, sarebbe una vera  ed efficace riforma fiscale.&lt;br /&gt;Certo, sarebbe anche una riforma costosa alla luce del  debito pubblico e dell’eccessiva spesa pubblica, su cui comunque la spesa sociale pesa per meno di un terzo del totale.&lt;br /&gt;Ma se si parla di stabilità dei conti, deve essere ricordato ai lettori come l’ottimo ministro Tremonti pensi di finanziare le due aliquote: cioè con un  aumento dell’Iva. Bella mossa: non solo l’Iva, come imposta indiretta, colpisce tutti allo stesso modo, quindi incide di più sui redditi bassi. Ma un suo inasprimento, anche se marginale, comporterà il crescere delle transazioni economiche in nero, perché è soprattutto l’imposta sul valore aggiunto quella che si cerca di aggirare con l’economia sommersa, come sa chi evita la fattura dell’idraulico, del fabbro, del gommista o del dentista.&lt;br /&gt;La scelta, alla fine, è una questione di valori: se metto al centro la persona, e la considero nel suo insieme, il quoziente famigliare diventa una opzione quasi obbligata per dare più equità al sistema fiscale. Se invece ragiono per slogan semplificanti posso anche permettermi di fare la riformetta delle due aliquote. Una riformetta che, in una Italia e in un Veneto sempre più poveri e diseguali, regala qualche cosa ai ricchi e non concede nulla ai meno abbienti. Anzi, gliene  toglie. Il problema è che ce ne accorgeremo quando sarà troppo tardi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-149347576298487404?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/149347576298487404/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/01/la-riformetta-per-i-ricchi-il-mio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/149347576298487404'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/149347576298487404'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2010/01/la-riformetta-per-i-ricchi-il-mio.html' title='LA RIFORMETTA PER I RICCHI (il mio editoriale di ieri su La Tribuna di Treviso)'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/S077F3og5uI/AAAAAAAAAF0/p8idZkl3pzw/s72-c/tremonti_230104.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-7799255972335698320</id><published>2009-12-21T05:19:00.001-08:00</published><updated>2009-12-21T05:19:55.203-08:00</updated><title type='text'>NEVE E CAOS A TREVISO CITTA'</title><content type='html'>PER TREVISO-UDC&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Neve &amp; caos, fallimento politico di chi ha promesso le ronde e ha ridimensionato la macchina della sicurezza che serve davvero alla città di Treviso”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Più che pensare alle dimissioni di qualche assessore, ritengo che la Giunta comunale debba riflettere su un fallimento, quello della macchina di pronto intervento contro gli effetti del maltempo, che è soprattutto un fallimento politico. La Lega riempie la testa dei trevigiani di fregnacce sulle ronde e svuota le strade dalla Protezione civile. Bel modello di sicurezza”.&lt;br /&gt;Il gruppo consiliare di “Per Treviso-Udc” critica l’operato del Comune a seguito della nevicata che ha investito la città nel fine-settimana per bocca del suo capogruppo, Paolo Camolei.&lt;br /&gt;“Alla prova dei fatti verifichiamo che la disorganizzazione ha vanificato il grande e generoso lavoro degli addetti, il cui numero, intorno al centinaio, è però troppo limitato per poter fronteggiare un evento di questa portata. Il punto è che certamente si è trattato di una nevicata straordinaria, ma era anche un fatto ampiamente previsto  e atteso. La scarsità di uomini e mezzi e il fatto che l’allarme sia scattato solo alle 2 della mattina di sabato, cioè a precipitazioni in corso hanno fatto sì che una città del Nord di quasi centomila abitanti si sia non solo paralizzata, ma sia anche diventata una trappola ad alto rischio per pedoni e automobilisti a causa di una spessa coltre di ghiaccio non rimossa, in Centro come in periferia. I trevigiani sono stati lasciati in balia degli eventi”.&lt;br /&gt;“Stupisce soprattutto l’insufficienza nell’azione della Protezione Civile, che era stata un punto di vanto della gestione Gentilini e il cui organico è stato recentemente ridimensionato. Forse in Giunta si pensa troppo alle ronde, peraltro solo annunciate, e poco alle cose concrete e ragionevoli. Se invece di sprecare tempo, energie e promesse su cose inutili, si prenda atto del fallimento a cui porta la politica delle promesse elettorali. Il caos provocato dalla nevicata è un richiamo ai leghisti affinché l’azione amministrativa ritrovi la concretezza di un tempo , ma è anche un monito ai tanti cittadini che si sono fatti ubriacare dalle storielle sulle ronde e la sicurezza fai-da-te e che nel momento del bisogno vero sono stati completamente dimenticati”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Treviso, 21-12-2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-7799255972335698320?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/7799255972335698320/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/12/neve-e-caos-treviso-citta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7799255972335698320'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7799255972335698320'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/12/neve-e-caos-treviso-citta.html' title='NEVE E CAOS A TREVISO CITTA&apos;'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-3416583616232039789</id><published>2009-12-18T05:27:00.001-08:00</published><updated>2009-12-18T05:27:57.322-08:00</updated><title type='text'>LETTERA AGLI AMICI VENETI DEL POPOLO DELLA LIBERTA'</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://4.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SyuDWCLuHkI/AAAAAAAAAFs/SZlij9aB5k8/s1600-h/48455835d74e3_zoom.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 173px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SyuDWCLuHkI/AAAAAAAAAFs/SZlij9aB5k8/s200/48455835d74e3_zoom.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5416567391409544770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Cari amici veneti del popolo della Libertà,&lt;br /&gt;l’accelerazione degli avvenimenti della politica regionale mete a nudo l’insoddisfazione del vostro elettorato, dei vostri simpatizzanti, di molti iscritti e militanti per la decisione di lasciare alla Lega la presidenza del Veneto e così, nei fatti, cancellare la stagione di governo di Giancarlo Galan.&lt;br /&gt;Nei vostri siti, in quello dell’oramai ex governatore, nei gruppi dei social network, i commenti sono improntati a forte delusione e anche ad amarezza. E in molti “promettono” di non essere disposti a votare un candidato leghista.&lt;br /&gt;Le scelte “romane”, in faccia a qualsivoglia considerazione della realtà locale, credo vi impongano una riflessione sulla natura della vostra alleanza con il Carroccio e sulla vostra stessa politica.&lt;br /&gt;La Lega, lo sappiamo, ha avuto il merito di iscrivere il federalismo nell’agenda della politica. Lo ha fatto con una tale forza che oggi tutti si dicono federalisti. Ha avuto anche il merito di dare per prima rappresentanza sociale e politica a quei nuovi ceti produttivi che sono stati l’anima del miracolo economico, soprattutto a nord est, e che per lungo tempo erano stati snobbati, visti con fastidio e sospetto, dalla politica dei vecchi partiti della Prima Repubblica.&lt;br /&gt;Non appena anche altre forze hanno cominciato a giocare su questo terreno, la Lega ha iniziato, per necessità, a differenziarsi. E oggi, dopo aver coltivato per lungo tempo le peggiori paure e pulsioni, la Lega si è di fatto trasformata in un partito di estrema destra, xenofobo, intollerante, illiberale, autoritario, per quanto con un forte tratto popolare.&lt;br /&gt;Cari amici, è questa l’alternativa moderata, liberale e riformatrice che sognavate con  l’entrata in campo di Silvio Berlusconi?&lt;br /&gt;Il sogno era quello di un Paese che si modernizzasse, che mettesse merito ed efficienza come pilastri dell’attività della Pubblica amministrazione, l’onestà e la trasparenza a caposaldo della politica, che realizzasse quella rivoluzione liberale che è la rivoluzione della persona, della sua dignità e libertà, accumunando questo processo con un forte tratto di solidarietà vero, di welfare non al risparmio ma sostanziale. Diventare, insomma, un paese moderno e più europeo. Più giusto.&lt;br /&gt;Oggi, cari amici, siete ostaggio della Lega e del suo consenso. Non voglio fare dietrologie sugli interessi personali del Presidente del Consiglio, anche se la questione esiste; e allora mi limito a dire  che Berlusconi non ha il coraggio di lasciarsi dietro le spalle la Lega estremista e dare vita ad una forza liberale e popolare. &lt;br /&gt;Essere ostaggio del Carroccio, cari amici, è costoso, soprattutto per il Paese. A voi forse serve l’appoggio della Lega per governare, ma governare non è tutto, se lo si fa a discapito della nostra nazione.&lt;br /&gt;Il problema non è Berlusconi, ma un partito che ha scambiato l’ammirazione e il consenso per il suo leader per una sorta di vera e propria adorazione, un culto del capo quasi religioso. Ciò non fa del bene a Berlusconi, che invece si merita, anche se non lo volesse, un partito che discute, che suggerisce, che critica e propone. Né fa bene a voi, che vi chiudete in faccia la porta del futuro, perché un partito così, quando Berlusconi non ci sarà più, non avrebbe ragione di esistere.&lt;br /&gt;Non vi invito alla ribellione, cari amici veneti del Pdl. Non sono nessuno per farlo né è mia intenzione. Ma serve, per il bene della politica, del Paese e di una prospettiva liberale, democratica e popolare, uno scatto di dignità e distacco nei confronti di una forza minoritaria che con spocchia e arroganza “sgoverna” per slogan, assecondando la pancia dell’elettorato senza nutrirne l’intelligenza.&lt;br /&gt;Dal Veneto, non solo per il rischio di perdere potere ma per il gusto di non doversi continuamente turare il naso, abbassando la testa ai diktat dell’estremismo, deve venire una coraggiosa voce di dissenso. Dissenso produttivo e fecondo di dibattito e discussione, cose queste che fanno la democrazia.&lt;br /&gt;Il punto non è il nome di Galan, ma la logica spartitoria, che sembra fatta apposta per far sostenere che Berlusconi farebbe di tutto, ma davvero di tutto, pur di conservare il potere a tutti i costi, con il solo fine di sistemare se stesso e i suoi guai con le procure.&lt;br /&gt;Il sogno della rivoluzione liberale, cullato nel 1994 non è morto. Cari amici, adesso, però, tocca a voi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-3416583616232039789?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/3416583616232039789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/12/lettera-agli-amici-veneti-del-popolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3416583616232039789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3416583616232039789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/12/lettera-agli-amici-veneti-del-popolo.html' title='LETTERA AGLI AMICI VENETI DEL POPOLO DELLA LIBERTA&apos;'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SyuDWCLuHkI/AAAAAAAAAFs/SZlij9aB5k8/s72-c/48455835d74e3_zoom.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-2941364529309084674</id><published>2009-12-16T06:24:00.000-08:00</published><updated>2009-12-16T06:29:44.610-08:00</updated><title type='text'>UP PATRIOTS TO ARMS</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SyjuRGejewI/AAAAAAAAAFk/0lmOYqyb6K4/s1600-h/stor_15478501_06120.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 133px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SyjuRGejewI/AAAAAAAAAFk/0lmOYqyb6K4/s200/stor_15478501_06120.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415840529476975362" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Leggo su repubblica.it (&lt;span style="font-style:italic;"&gt;http://www.repubblica.it/2009/11/sezioni/economia/crisi-44/bankitalia-16dic/bankitalia-16dic.html)&lt;/span&gt; che il 10% della popolazione italiana detiene il 44% della ricchezza nazionale. Come può un Paese così sperare di poter uscire dalla crisi e riprendere a prosperare, mentre, sempre nello stesso articolo, si spiega come per il rimanente 90% le condizioni economiche e di reddito siano in netto e continuo peggioramento?&lt;br /&gt;Che fa quel 90% che deve farcela con il 56% della ricchezza nazionale? Si sveglia, si scuote, si batterà per se stesso? O Continuerà a formare una delega in bianco ad un governo che non pensa più alla gente, ma solo alle questioni personali del Presidente del Consiglio?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-2941364529309084674?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/2941364529309084674/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/12/up-patriots-to-arms.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2941364529309084674'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2941364529309084674'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/12/up-patriots-to-arms.html' title='UP PATRIOTS TO ARMS'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SyjuRGejewI/AAAAAAAAAFk/0lmOYqyb6K4/s72-c/stor_15478501_06120.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-8109138433739524171</id><published>2009-12-14T02:16:00.000-08:00</published><updated>2009-12-14T02:18:33.703-08:00</updated><title type='text'>IL DOVUTO E L'IMPOSSIBILE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SyYQwn_j9jI/AAAAAAAAAFc/W5oYePvropw/s1600-h/ansa_17445640_30530.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 150px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SyYQwn_j9jI/AAAAAAAAAFc/W5oYePvropw/s200/ansa_17445640_30530.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5415034029514946098" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C’è più di una maniera di leggere l’aggressione che ha avuto come vittima ieri il presidente del Consiglio. La prima è che si tratti di un fatto figlio della campagna di “odio” nei confronti di Silvio Berlusconi, un primo ministro che scambia le accuse di natura politica per un insulto personale, neanche lui fosse l’alfa e l’omega di tutto quello che esiste in Italia e di quello che l’Italia è.&lt;br /&gt;L’altro è dire, semplicemente e con una spruzzata di buon senso, che il gesto isolato di una persona che non è evidentemente mosso da accanimento e odio politico ma da un malessere psicologico (magari Berlusconi gli stava antipatico, ma lo è anche a milioni di italiani che non si sognerebbero mai di prenderlo a pugni in faccia) e non descrive un clima.&lt;br /&gt;Clima che non è di odio per Berlusconi, ma di tensione sì. Tensione per un Paese che non esce dalla crisi anche perché, va detto, governato da un premier che pensa a se stesso e ai suoi problemi giudiziari (e a come risoverli con una legge, non con un processo) dieci volte di più di quanto pensa ai problemi sociali ed economici.&lt;br /&gt;Fare di un gesto folle e sconsiderato una tappa del processo di martirizzazione, beatificazione e santificazione del leader è una tentazione  a cui che quelli del Pdl (e in parte della Lega) non sono riusciti a resistere. Scarso il livello di censura del gesto in quanto offesa prima ad una persona, poi anche ad una istituzione. Piuttosto prevale quel retrogusto di ceauseschismo, leaderismo venerante, adorazione paganeggiante, di uno, Silvio Berlusconi, che fa il presidente del Consiglio e miracoli non ne ha ancora compiuti, almeno non in pubblico.&lt;br /&gt;Essere consapevoli che il clima in Italia è bruttino, che la tensione c’è ed è destinata ad aumentare anche per responsabilità di Berlusconi (lui e Di Pietro a me sembrano le due facce della stessa medaglia dialettica) è cosa importante. Senza dimenticare che al clima contribuisce anche l’isteria giudiziaria del nostro Primo Ministro, che a me piacerebbe vedere battersi con tanta foga anche contro i licenziamenti, le cassa integrazione ed il destino misero e miserabile a cui sono destinati tanti lavoratori precari e le loro famiglie.&lt;br /&gt;Il gesto è grave e inqualificabile, violento e quindi spregevole. Di qui a chiedere l’armistizio politico verso un governo che non governa ma “sgoverna”, però,  ce ne passa. A Silvio Berlusconi vanno, doverose, tutte le rappresentazioni di solidarietà umana e istituzionale, perché il gesto violento è una offesa alla sua dignità di uomo, prima che al suo ruolo. Ma l’aggressione non basta ad assolverlo dal fallimento della politica di questo governo ostaggio della demagogia della Lega. L’umana comprensione e vicinanza sono una cosa, la giustificazione per l’assenza dell’esecutivo dall’occuparsi del paese è un’altra. Le prime sono dovute, la seconda è impossibile.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-8109138433739524171?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/8109138433739524171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/12/il-dovuto-e-limpossibile.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/8109138433739524171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/8109138433739524171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/12/il-dovuto-e-limpossibile.html' title='IL DOVUTO E L&apos;IMPOSSIBILE'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SyYQwn_j9jI/AAAAAAAAAFc/W5oYePvropw/s72-c/ansa_17445640_30530.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-2291281522108926767</id><published>2009-11-30T02:59:00.000-08:00</published><updated>2009-11-30T03:01:41.732-08:00</updated><title type='text'>CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELLA GESTIONE IDRICA (Il mio editoriale pubblicato sabato 28 novembre su "La Tribuna di Treviso"</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SxOmDH2pMSI/AAAAAAAAAFU/Tz3RzQTC1-c/s1600/berlusconi_pesca_acqua.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 144px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SxOmDH2pMSI/AAAAAAAAAFU/Tz3RzQTC1-c/s200/berlusconi_pesca_acqua.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409850149980156194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Quello che sta succedendo ai cittadini di Povegliano, che hanno subito un aumento della bolletta idrica da parte del gestore che arriva al 50% rispetto a quanto si pagava prima, può essere considerato solo un antipasto del futuro che ci attende, in provincia di Treviso come nel resto dell’Italia.&lt;br /&gt;E’ l’effetto della privatizzazione della gestione della distribuzione idrica previsto dall’art 15 del decreto Ronchi recentemente passato alla Camera e al Senato. In sostanza una tassa in più che verrà a pesare sui bilanci soprattutto delle famiglie, figlia di una decisione che, vista dal punto di vista dell’efficienza economica della gestione, fa, è proprio il caso di dirlo, acqua da tutte le parti.&lt;br /&gt;Va innanzitutto spiegato ai cittadini che la motivazione che sta dietro a quell’art 15, che non riguarda solo l’acqua ma l’interezza dei servizi pubblici locali, è un imbroglio: il decreto impone infatti privatizzazioni e le giustifica come adeguamento a norme emanate dall’Unione Europea. Ma non è vero perché  le due direttive europee in questione, la 92/50/CEE e la 93/38/CEE, si limitano a chiedere che vi sia concorrenza per i servizi pubblici nazionali e locali, ma escludono da logiche di mercato proprio il servizio idrico.&lt;br /&gt;Persino la famigerata “direttiva Bolkestein” tiene fuori dalla libera circolazione dei servizi proprio quello idrico e affida ai singoli Stati membri il compito di stabilire quali siano i servizi “a interesse economico” e quali quelli “intrinsecamente non a scopo di lucro”. Per questi ultimi, ogni singolo Stato può sancire il divieto totale di apertura al mercato. &lt;br /&gt;Quindi l’infornata di privatizzazioni decisa dal governo Berlusconi non è adeguamento all’Europa, ma la via tutta italiana di perseguire quegli obiettivi di efficienza legati alla concorrenza che l’Unione chiede.&lt;br /&gt;Proprio la concorrenza, parlando di acqua, è il punto chiave di tutta la faccenda. La concorrenza nei servizi presume la possibilità per un utilizzatore di scegliere, nel libero mercato, l’offerta semplicemente più conveniente o che abbia il miglior rapporto prezzo-prestazioni. La risposta del mercato può essere l’efficienza, appunto attraverso la concorrenza, o il cartello, come già avvenuto nel caso delle assicurazioni e del mercato dei carburanti. E dal momento che il cartello turba i mercati, si tratta di una situazione che viene contrastata dai governi, anche se in Italia con molta debolezza.&lt;br /&gt;La molteplicità dell’offerta, che è la spina dorsale di una privatizzazione che liberalizza, è qualche cosa che per quanto riguarda la distribuzione dell’acqua non può esistere, perché la gestione idrica è, tecnicamente, un monopolio naturale.&lt;br /&gt;Di fatto, dunque, non si tratta di liberalizzazione e concorrenza, ma di mera privatizzazione. Se il cittadino non può scegliere a quale gestore affidarsi, come succede nel caso di gas, elettricità e telefono, l’acqua diventa un servizio in cui l’unico elemento di concorrenza si forma nell’offerta per ottenere, dalla proprietà pubblica, la gestione economica. Si presume che la scelta dovrebbe avvenire sulla base della tutela degli interessi diffusi, ma sappiamo che nel nostro paese contano di più le lobby e le loro buone pubbliche relazioni.&lt;br /&gt;Quello che sta succedendo a Povegliano, già accaduto in altre parti d’Italia e in fase di sviluppo in tutta la nostra provincia, è una corsa dei prezzi legata all’assenza di meccanismi che regolino la formazione della tariffa. Questa assenza è confermata nell’art 15 del Decreto Ronchi, che sul punto è fumoso se non proprio reticente. Sarà quindi possibile, anche nella Marca, un caso come quello di Firenze: la gestione è privata e il Comune adotta una campagna per la riduzione dei consumi che viene seguita dai cittadini; siccome i consumi in effetti calano, il gestore privato, per non rimetterci, che ha fatto? Ha ovviamente aumentato la tariffa per metro cubo.&lt;br /&gt;Altro fatto: i cittadini di Povegliano, come altri,  pagano un conto che non tiene in considerazione solo la gestione del servizio, ma anche l’intervento sulla rete, che disperde molto. E questo perché nessun gestore privato si prenderebbe a carico un sistema in cui viene perso il 34% medio del prodotto da vendere. Quindi il cittadino prima paga la ristrutturazione della rete, poi si accolla la remunerazione che il privato vuole ottenere dalla sua attività.&lt;br /&gt;Si capisce che questi meccanismi aprono un mercato oligopolistico, se non proprio monopolistico, in cui ci guadagnano tutti, ma non i cittadini consumatori. &lt;br /&gt;L’Onu, nell’affrontare il tema dell’accesso all’acqua, che  in molte aree del pianeta è ancora  difficoltoso, considera come diritto umano inalienabile la disponibilità di almeno 20 litri di acqua garantiti al giorno mentre il contratto mondiale sull’acqua, discusso anche in sede Fao, ha tra i suoi principi proposti la disponibilità pro-capite di 40 litri al giorno come diritto umano e sociale, universale, indivisibile e imprescrittibile. Questi livelli andrebbero considerati dalla normativa per la gestione privatizzata in Italia come quantità garantita e non tariffata pro capite. Così come deve essere cancellata la possibile iniquità di una tariffazione legata al consumo, che faccia pagare di più alle famiglie rispetto ai singles e alle famiglie numerose rispetto a quelle senza figli.&lt;br /&gt;La gestione idrica deve certamente essere più razionale ed efficiente, deve puntare su una responsabilizzazione del consumo e una sua riduzione. Ma la privatizzazione italiana, senza un ragionamento sui limiti di consumo garantiti in quanto diritto e sulle fasce e tipologie sociali che devono essere protette, finirà per trasformarsi solo in un ulteriore iniquo prelievo, altro che concorrenza..&lt;br /&gt;Ultima annotazione: è curioso che un governo che sveltola la bandiera del federalismo marchiato con il “padroni a casa nostra” decida di imporre, dal centro alla periferia, i criteri di concorrenza nei servizi pubblici, quando secondo il principio della sussidiarietà, dovrebbe limitarsi a descrivere la cornice di adeguamento alle direttive Ue e lasciare libertà di azione alle autonomie locali. E’ una ulteriore dimostrazione che, in realtà, il federalismo che si rincorre è solo la bella copertina di una disegno  in cui il centralismo di potere della partitocrazia e dei poteri forti rimane ben saldo al potere.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Camolei&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-2291281522108926767?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/2291281522108926767/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/11/contro-la-privatizzazione-della.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2291281522108926767'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2291281522108926767'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/11/contro-la-privatizzazione-della.html' title='CONTRO LA PRIVATIZZAZIONE DELLA GESTIONE IDRICA (Il mio editoriale pubblicato sabato 28 novembre su &quot;La Tribuna di Treviso&quot;'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SxOmDH2pMSI/AAAAAAAAAFU/Tz3RzQTC1-c/s72-c/berlusconi_pesca_acqua.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-2553453531549673518</id><published>2009-11-30T02:48:00.001-08:00</published><updated>2009-11-30T02:51:53.831-08:00</updated><title type='text'>LA PERESTROIKA NEL CENTRODESTRA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SxOjw_YwyRI/AAAAAAAAAFM/WqA0_OFaRAQ/s1600/Perestroika+Key+Art+v3.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 110px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SxOjw_YwyRI/AAAAAAAAAFM/WqA0_OFaRAQ/s200/Perestroika+Key+Art+v3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5409847639446440210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La distanza di Silvio Berlusconi dalla mafia si deve misurare sulla fiducia e sul  consenso che gli resta (che è ancora alto) che sui fatti. &lt;br /&gt;Si legge nell’Apocalisse (20, 12-14)che si verrà giudicati per le proprie opere. Aver mantenuto a libro paga uno stalliere casualmente affiliato (e che affiliazione) alla mafia che opera è?&lt;br /&gt;Rimane, ovviamente, la buona fede. Quindi per questo inciampo Berlusconi, che era in buona fede, non verrà giudicato male. Resta ora ai giudici definire se sono vere le rivelazioni dei pentiti e quelle sconvolgenti notizie sulla responsabilità del capo della Pdl per le stragi che insanguinarono il nostro paese ad inizio degli anni ottanta.&lt;br /&gt;E per fortuna che la procura di Firenze ha smentito i giornali (non quelli di sinistra, ma quelli del presidente del Consiglio) riguardo al possibile status di indagato suo e di dell’Utri.&lt;br /&gt;Parto da questo, ultima sciagura mediatica del Silvio nazionale, per spiegare come, secondo me, le vicende personali e il modo di governare siano oggi strettamente legate, malgrado la distrazione del cosiddetto “popolo”.&lt;br /&gt;C’è da chiedersi a chi importa del fatto che Berlusconi abbia o meno avuto rapporti/contatti con la mafia, tanto quanto mi chiedo a chi interessi che Brerlusconi abbia o meno corrotto, non pagato le tasse, imbrogliato le carte a proprio beneficio, pagato politici, piegato le leggi in favore delle sue aziende.&lt;br /&gt;Verrebbe da dire pochi (gli interessati) visto che il consenso rimaner alto, cosa di cui si deve prendere nota.&lt;br /&gt;Ora: io non auspico un colpo di magistratura. Spero sinceramente che Berlusconi sia, in effetti, innocente. Questo non vuol dire che mi iscrivo al partito di quelli che vorrebbero usare il lanciafiamme contro i giudici (il lanciafiamme è una citazione di tal Cesare Previti) anche se credo che i poteri dello Stato, oggi terribilmente in conflitto, debbano ritrovare – tutti - equilibrio e misura.&lt;br /&gt;Semplicemente vorrei risparmiarmi la vergogna di aver avuto un capo del governo con la fedina penale potenzialmente lunga come i rotoloni regina.&lt;br /&gt;Resta il fatto che Silvio Berlusconi fa poco o nulla per gettare trasparenze intorno alle sue vicende giudiziarie: e il modo di fare di questo governo, tutto proiettato a salvare il suo capo, a costo di funambolici equilibrismi e a tutto beneficio delle pretese della lega, sta penalizzando un paese che avrebbe bisogno di un esecutivo che pensi ai problemi della gente, non a quelli di un tycoon primo ministro assediato dalle procure (so che l’idea di Berlusconi che pensa per sé e non a noi riprende lo slogan dei manifesti del Pd: scusatemi, non volevo).&lt;br /&gt;La questione non è se funziona meglio la destra o la sinistra: le pene di Berlusconi non bastano a legittimare il Pd come forza di governo capace, né i  successi del Premier nelle aule giudiziarie (magari a colpi di prescrizione) non fanno necessariamente del bene alla destra costituzionale italiana, liberale e riformatrice, che rimane drammaticamente orfana o quasi di veri interpreti.&lt;br /&gt;Ecco perché ho recentemente usato il termine “perestroika” per il centrodestra italiano: serve spaccare il regime, rimettere in piedi uno schieramento moderato “dal volto pubblico” e non solo con “pruriti privati”.&lt;br /&gt;In un mio stato di Facebook, in cui parlavo di perestroika del centro destra, l’amico Nicola Marasciulo (amico di facebook) mi scrive che prima dovrebbe cadere Breznev, intuisco parli di Berlusconi. Sbagliato: non deve cadere il despota, deve sollevarsi il popolo moderato, chiamato a scrollarsi di dosso il peso oramai gravosissimo degli infiniti conflitti di interesse. L’amico (in carne e ossa) Arthur  Carponi Schittar scrive invece che “devono cadere troppi muri perché succeda”. Beh: i muri non cadono da soli. Mano ai picconi, amici liberali: un altro moderatismo è possibile!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-2553453531549673518?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/2553453531549673518/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/11/la-perestroika-nel-centrodestra.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2553453531549673518'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2553453531549673518'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/11/la-perestroika-nel-centrodestra.html' title='LA PERESTROIKA NEL CENTRODESTRA'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SxOjw_YwyRI/AAAAAAAAAFM/WqA0_OFaRAQ/s72-c/Perestroika+Key+Art+v3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-9014943198265136660</id><published>2009-11-18T02:01:00.001-08:00</published><updated>2009-11-18T02:03:29.463-08:00</updated><title type='text'>LODO COSITUZIONALE E IMMUNITA' PARLAMENTARE, MENTRE LA CRISI SI DIVORA IL PAESE</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SwPGTLtg31I/AAAAAAAAAFE/I1RIBJlzH6Y/s1600/giustizia3.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SwPGTLtg31I/AAAAAAAAAFE/I1RIBJlzH6Y/s320/giustizia3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5405382010638229330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Per uscire dal corto circuito giustizia-politica, e riparare i danni che questo scontro fra poteri sta causando ai cittadini italiani, si affacciano due soluzioni: una è il Lodo Alfano introdotto con una legge costituzionale, proposta fatta dal presidente dell’Udc Pierferdinando Casini; il secondo è entrato sulla bocca di tutti ma è stato reso esplicito in maniera interessante dal giudice Carlo Nordico, procuratore aggiunto a Venenzia, in una sua recente intervista e in un intervento pubblicato oggi su “Il Riformista”.&lt;br /&gt;Entrambe mi sembrano soluzioni non corrette, in grado di ledere, il secondo più del primo, quella uguaglianza davanti alla legge che sta al fondamento del nostro ordinamento, configurando una “specialità” della politica così profonda da rendere il politico eletto sostanzialmente impermeabile all’azione di giustizia, e con il rischio di ripristinare meccanismi di casta.&lt;br /&gt;Il Lodo Alfano in versione costituzionale punta ad uscire dalla fanghiglia del cosiddetto “processo breve”. La proposta di Casini vuole superare i dubbi che hanno portato alla bocciatura del primo Lodo da parte della Corte Costituzionale. Ma significherebbe iscrivere  nella costituzione del nostro paese la regola dell’intangibilità delle alte cariche dello Stato non solo dai procedimenti che possono essere relativi a reati commessi nell’esercizio delle loro funzioni, ma da tutto quello che è perseguibile.&lt;br /&gt;Domanda: falso in bilancio e corruzione sono fattispecie tali da rendere chi le ha commesse, se è una “alta carica dello Stato”, meritevole di una protezione così forte per la durata del suo ufficio?&lt;br /&gt;La mia risposta è, per questi reati come per altri (il Lodo Alfano di fatto sana tutto), assolutamente no. Significherebbe far dire alla nostra costituzione che la legge è uguale per tutti ma ci sono alcuni che sono più uguali degli altri. &lt;br /&gt;Alla responsabilità della carica, responsabilità che deriva dal fatto di avere un profilo personale e morale tale da meritarsela, si sostituirebbe il principio del “privilegio”, in un campo molto delicato come quello della giustizia.&lt;br /&gt;Semmai, sarebbe da ipotizzare un meccanismo più articolato: immunità di principio per le alte cariche, giurì di nomina della Corte Costituzionale (o funzione esercitata dalla corte stessa) che valuti, in seduta dibattimentale pubblica, se il soggetto, rispetto alla fattispecie di reato di cui si parla, sia o meno meritevole delle specifica tutela in relazione all’assolvimento del suo ufficio. &lt;br /&gt;Quanto all’immunità parlamentare, e al suo ripristino, ne ha parlato bene il giudice Nordio. Il procuratore aggiunto di Venezia ha definito il cosiddetto processo breve odioso “perche’ sottrae alla prescrizione alcuni tipi di reati, dall’immigrazione clandestina al furto di una bicicletta, che non sono certo più gravi della corruzione e del falso in bilancio”, definendone poi i connotati  “funesti” perché si tratterebbe di una riforma “irrazionale”.&lt;br /&gt;In una recente intervista, per dirsi favorevole alla reintroduzione dell’immunità parlamentare (anche come via d’uscita da soluzioni pasticciate come il processo breve), Nordio ha detto che “una metà scarsa degli italiani pensa che il presidente del Consiglio attacca i magistrati per sfuggire ai procedimenti che lo riguardano, una metà abbondante pensa che i magistrati lo vogliano processare per ragioni politiche, per riuscire a fare, nelle aule dei tribunali, quello che non si riesce invece a fare in cabina elettorale”. E ha aggiunto: “Possono essere vere entrambe, o nessuna delle due, il dato è che questi processi durano da 15 anni”. E si è detto favorevole all’immunità richiamando il principio, voluto dalla generazione politica da cui è nata la nostra Costituzione, per cui “la politica non deve essere  aggredita da un altro potere dello stato”.&lt;br /&gt;Al tempo in cui l’immunità parlamentare fu concepita si parlava ancora di democristiani, socialisti, comunisti e fascisti., Il clima politico era spesso esasperato, il rischio di un uso “di Stato” della giustizia contro gli oppositori ampiamente concreto.&lt;br /&gt;Tutte cose che oggi non esistono più, semmai esiste il rischio di un controllo del potere esecutivo su quello giudiziario. Nordio sostiene, giustamente, che l’immunità esiste in altri Stati e che vale anche per i parlamentari europei. Verissimo. Il punto è che le deroghe giudiziarie della politica italiana, purtroppo molto frequenti, non si risolvono, di principio e di fatto, rendendo i parlamentari immuni dai processi per la durata della loro carica. &lt;br /&gt;Il punto vero è che il nodo giustizia non riguarda il rapporto fra magistrati e politici, ma i cittadini, l’uguaglianza , la libertà e la difesa dei diritti. La questione giustizia non può risolversi con le scappatoie che il primo ministro deve trovare ai procedimenti che lo riguardano o il ripristino della condizione di privilegio “supra legem” dei parlamentari, ma i tempi del giudizio, che tolgono certezza del diritto, la responsabilità civile dei magistrati, la riforma di un sistema improntato all’obbligatorietà dell’azione penale, che porta i tribunali all’intasamento, salvo i miracolosi effetti condonatori della prescrizione.&lt;br /&gt;Oggi invece la questione giustizia è affare privato del Premier e della casta degli eletti. Il Paese ha bisogno di essere condotto fuori dalla crisi, e invece rischia  di infilarsi dentro alla crisi, di governo, magari proprio per la resa dei conti piediellina sui problemi giudiziari di Silvio Berlusconi. &lt;br /&gt;Siamo un’Italia senza guida, un guscio di noce in mezzo al mare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-9014943198265136660?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/9014943198265136660/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/11/lodo-cosituzionale-e-immunita.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/9014943198265136660'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/9014943198265136660'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/11/lodo-cosituzionale-e-immunita.html' title='LODO COSITUZIONALE E IMMUNITA&apos; PARLAMENTARE, MENTRE LA CRISI SI DIVORA IL PAESE'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SwPGTLtg31I/AAAAAAAAAFE/I1RIBJlzH6Y/s72-c/giustizia3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-3299635445602542560</id><published>2009-11-11T06:34:00.000-08:00</published><updated>2009-11-11T06:38:25.902-08:00</updated><title type='text'>IL DISASTRO DI VALLA' E GLI IMBROGLI DELLA LEGA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SvrMWRss1nI/AAAAAAAAAE8/k7Lr3Vqu0OM/s1600-h/federalismo+news.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 253px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SvrMWRss1nI/AAAAAAAAAE8/k7Lr3Vqu0OM/s320/federalismo+news.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5402855386064410226" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Perché i soldi a Messina, subito, e Vallà no, dopo sei mesi dalla tromba d’aria che ha sconvolto il Paese?&lt;br /&gt;Seccherà ammetterlo, ma la verità potrebbe stare nella provocazione lanciata, qualche giorno fa, da  Marco Travaglio ospite a Castelbrando: perché il Veneto, ha detto il giornalista, per la Pdl e soprattutto per la Lega, è un territorio politicamente acquisito. Morale: qui non c’è bisogno di mostrare nulla, qui non servono le telecamere delle televisioni di proprietà e di quelle controllate perché tanto a Vallà non c’è da cercare voti: sono già tutti presi.&lt;br /&gt;Resta da chiedersi, e da chiedere, cosa ne pensino i cittadini di Vallà di questa provocazione di Travaglio. Chiedere se la condividano, se davvero  pensino che la crociata anti-islam vale di più una casa scoperchiata che per la politica non esiste, se un capannone rovinato e una impresa al collasso contano meno di una ronda (mai partita, peraltro), se una legge assurda e ingiusta come quella sui respingimenti in mare degli immigrati irregolari sia elettoralmente più convincente di uno Stato che, nel momento del bisogno,  non sa fare lo  Stato e di un esecutivo che, di fronte ad una catastrofe naturale, non sa fare il  suo dovere, o lo fa solo dove conviene.&lt;br /&gt;Certo bisogna ammettere che Vallà non ha una lobby potente  come quella della Pdl del sud, soprattutto di quella siciliana. In piena ebollizione del quadro politico la minaccia di ribellione della frangia sudista del partito del presidente del consiglio è una grana che merita tutti quei 60 milioni di euro arrivati praticamente subito, e per fortuna che sono arrivati, alle popolazioni messinesi. E bisogna rassegnarsi al fatto che i tre ministri veneti e la folta pattuglia dei nostri deputati e senatori. se non niente di sicuro conta meno degli esponenti siciliani del Popolo della Libertà. Loro sì che ci sanno fare, loro sì sanno toccare i tasti giusti. Il Veneto invece porta acqua gratis.&lt;br /&gt;Fosse successo 15 anni fa, un disastro come quello di Vallà ed il trattamento vergognoso dello Stato che ha lasciato soli quei cittadini al loro destino sarebbe stato argomento buono per accendere la voglia di secessione. Ma quelli erano i tempi della Lega di lotta, non di governo; la Lega antisistema, fiera nemica di Roma Ladrona.&lt;br /&gt;Oggi invece, con il Carroccio al governo e fedele quanto indispensabile alleato di Berlusconi, nessuno fiata. E’ qui che sta tutta la forza della provocazione di Travaglio. Che se fosse vera significherebbe una cosa: evidentemente la colpa per quei soldi mai arrivati è anche nostra, perché piuttosto che confidare su uno Stato giusto, che sa essere vicino ai suoi cittadini nel momento del bisogno, dovremo rassegnarci ad avere a che fare con  uno Stato occupato da una politica opportunista e cinica, interessata solo a se stessa e alla difesa di interessi personali. E quindi ci si  dovrebbe comportare di conseguenza, magari iniziando a smetterla di  vot,i ma facendoli pesare, e costare, come fanno i più furbi.&lt;br /&gt;Quindici anni fa Vallà sarebbe diventata un caso, un emblema, un simbolo di quanto l’Italia possa essere ingiusta. Oggi è solo un paesino sperduto di una provincia politicamente blindata dove è casualmente passata una tromba d’aria che ha fatto danni per 33 milioni di euro. La sua gente farà come ha sempre fatto: si rimboccherà le maniche senza  dovere elemosinare nulla. Finirà che a metterci qualche euro saranno la Regione e magari la Provincia, supplenti di uno Stato assente ingiustificato, indifferente ai più deboli e debole con i forti. &lt;br /&gt;Roma non è più ladrona e di Vallà di Riese  non gliene frega niente a nessuno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-3299635445602542560?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/3299635445602542560/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/11/il-disastro-di-valla-e-gli-imbrogli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3299635445602542560'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3299635445602542560'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/11/il-disastro-di-valla-e-gli-imbrogli.html' title='IL DISASTRO DI VALLA&apos; E GLI IMBROGLI DELLA LEGA'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SvrMWRss1nI/AAAAAAAAAE8/k7Lr3Vqu0OM/s72-c/federalismo+news.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-6453764821123195900</id><published>2009-11-05T06:47:00.000-08:00</published><updated>2009-11-05T06:51:23.666-08:00</updated><title type='text'>DISASTRO DI VALLA', VERGOGNA DI STATO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SvLmW-xSevI/AAAAAAAAAE0/RwODwxj5X6c/s1600-h/200969141236IMG00101-20090606-1821.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SvLmW-xSevI/AAAAAAAAAE0/RwODwxj5X6c/s320/200969141236IMG00101-20090606-1821.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5400632185651886834" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Perchè dopo il disastro a Messina sono arrivati 60 milioni di euro e a Vallà di Riese, paese della provincia di Treviso devastato da una tromba d'aria, i cittadini sono stati abbandonati e non c'è ancora un euro di aiuti? Servono i morti, il prime time dei telegiornali o  le telecamere di porta a Porta per spingere questo governo a fare le cose? Questo è il comunicato che ho diffuso oggi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;UNIONE DI CENTRO&lt;br /&gt;Coordinamento Provincia di Treviso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La gente  di Vallà abbandonata e trattata da cittadini di serie B. Si muovano le Istituzioni locali perché lo Stato faccia lo Stato e il governo faccia il suo dovere&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dichiarazione di Paolo Camolei, componente del coordinamento provinciale: “I cittadini veneti e trevigiani devono rimboccarsi le maniche, quelli di Catania e Roma si fanno risanare i buchi del bilancio per centinai di milioni di euro dei loro Comuni da tutto il Paese e la gente di Messina, dopo la tragedia, ha avuto la fortuna di poter contare anche sul sostegno dell’unione Europea per un intervento di oltre 60 milioni di euro, arrivati pressoché subito. E’ questo il federalismo che ci promettono da 20 anni?”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“I cittadini veneti e trevigiani devono rimboccarsi le maniche, quelli di Catania e Roma si fanno risanare i buchi del bilancio per centinai di milioni di euro dei loro Comuni da tutto il Paese e la gente di Messina, dopo la tragedia, ha avuto la fortuna di poter contare anche sul sostegno dell’unione Europea per un intervento di oltre 60 milioni di euro, arrivati pressoché subito. E’ questo il federalismo che ci promettono da 20 anni?”.&lt;br /&gt;Se lo chiede Paolo Camolei, membro del coordinamento provinciale dell’Unione di Centro a proposito della mancata destinazioni di fondi a sostegno delle popolazioni di Vallà, vittime a giugno della tromba d’aria che ha devastato la località del trevigiano.&lt;br /&gt;“Basta con le umiliazioni! Siamo sempre stati bravi a fare per conto nostro, ma adesso ci stanno prendendo in giro. Arrangiarsi è una buona cosa, ma non consente allo Stato italiano di fregarsene di chi vede la propria vita sconvolta a causa di una calamità naturale. Non ci sono e non ci possono essere cittadini di serie A e di serie B, chi viene  aiutato e chi viene ingiustamente dimenticato. Noi trevigiani, purtroppo, siamo cittadini di seconda serie. Dove sono finiti il federalismo e la fiscalità  federale contenuti nel progetto di riforma derivato dalla Bozza Calderoni? La vicenda di Vallà è la dimostrazione che quello è un federalismo falso,  fumoso, inconsistente, dannoso. La prova sta nella disuguaglianza di trattamento tra Messina e la località trevigiana: alla prima è arrivato anche l’aiuto dell’Europa, alla seconda nulla, come se quei 33 milioni di euro di danni non valessero niente se non parole e giustificazioni di circostanza. E non conta il fatto che la Regione stanzierà fino a 5 milioni di euro  e che anche la Provincia di Treviso faccia la sua parte: non è compito di Venezia o della Giunta Muraro quello di reperire fondi straordinari per le catastrofi, ma dello Stato centrale. Intanto noi saremo chiamati a pagare due volte, dirottando risorse del territorio, che non potranno quindi essere spese per altro, al fine di supplire alle manchevolezze del governo centrale ostaggio del finto federalismo da copertina della Lega”.&lt;br /&gt;“Come Unione di Centro della provincia di Treviso non vogliamo dimenticarci delle popolazioni di Vallà né  farci ubriacare dalle tante parole di giustificazione a cui, fino ad oggi, sono seguiti solo fatti sconsolanti. Piuttosto è giunto il tempo che, in maniera trasversale e con senso di responsabilità i rappresentanti istituzionali trevigiani convergano nella costituzione di una vera e propria lobby territoriale che compia fatti e che richiami il governo, i ministri veneti, il parlamento e gli eletti in questo collegio alle loro precise responsabilità. Condurremo una battaglia politica a oltranza,  di sostanza, non di forma o di immagine, affinché venga fatto valere il diritto delle popolazioni di Vallà ad essere sostenute e ad essere considerate esattamente come tutti gli altri che, in circostanze similari, hanno invece potuto godere di quella presenza e vicinanza dello Stato su cui il veneto non sembra poter contare. Basta con i trevigiani che lavorano e tacciono, a solo vantaggio di una politica incapace di fare se non per se stessa: lo Stato faccia lo Stato e il governo faccia il suo dovere, anche lì dove non ci sono convenienze elettorali e non arrivano le telecamere di Porta a Porta”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Treviso, 5-11-2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-6453764821123195900?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/6453764821123195900/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/11/disastro-di-valla-vergogna-di-stato.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6453764821123195900'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6453764821123195900'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/11/disastro-di-valla-vergogna-di-stato.html' title='DISASTRO DI VALLA&apos;, VERGOGNA DI STATO'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SvLmW-xSevI/AAAAAAAAAE0/RwODwxj5X6c/s72-c/200969141236IMG00101-20090606-1821.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-8668771660984041052</id><published>2009-10-30T06:48:00.000-07:00</published><updated>2009-10-30T06:51:14.961-07:00</updated><title type='text'>IL CONTO SALATO DEI CONCORDATI (il mio editoriale di oggi su Tribuna di Treviso)</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SurvQ2LySwI/AAAAAAAAAEs/97Y6_3VDjiY/s1600-h/banks-time-of-changing.JPG"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 236px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SurvQ2LySwI/AAAAAAAAAEs/97Y6_3VDjiY/s320/banks-time-of-changing.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5398390176058854146" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Questo giornale si è imposto, attraverso un’inchiesta, di spiegare ai suoi lettori come sia possibile salvare imprese destinate al fallimento trovando un accordo per cui i creditori si accontentano di una parte residuale di quanto spetterebbe loro, a volte anche solo un sesto del credito originario.&lt;br /&gt; E siccome nessuno fa nulla per nulla, viene spontaneo chiedersi anche, e provare a capire, chi e come ci guadagni da questo meccanismo e chi, al fondo della «catena alimentare economica», si ritrovi con il cerino in mano senza poterlo dare a qualcun altro.&lt;br /&gt; Nel suo editoriale, Enrico Pucci propone domande a cui in fondo già da delle risposte. In effetti i principali beneficiari dei concordati sono le banche, creditori chirografari, non privilegiati, che non hanno nessun interesse a far fallire una azienda, soprattutto se una grande azienda, rispetto alla quale vantano crediti, sotto qualsiasi forma. E questo non solo perché rientrare anche solo del 16% è sempre meglio che non rientrare di nulla, come spesso succede nei fallimenti. Ma anche perché dal momento che il concordato viene concesso lì dove ci sia un piano industriale che consente un effettivo rilancio delle attività, gli istituti di credito spesso entrano nel capitale sociale dell’azienda risanata. Così, con gli utili che si andranno a fare, chiudono il cerchio dell’esposizione originale e si procurano anche una rimessa di denaro futura che sarà puro guadagno.&lt;br /&gt; Nel frattempo la banca pratica il rigore altrove: chiude fidi alle famiglie o alle piccole imprese, si ingegna in nuove e costose commissioni, impone rientri, taglia mutui e prestiti, richiede garanzie personali pari anche a quattro volte la linea di credito richiesta.&lt;br /&gt; Il trasferimento del rischio dalle banche al tessuto sociale non è però il solo effetto dei concordati. Infatti per salvarne una, di impresa, spesso se ne ammazzano decine. Pensate cosa sia il danno per un sub fornitore artigiano che cade nel gorgo del fallimento di un debitore e che si vede imporre, a maggioranza, un concordato al 20%. Vuol dire che se vantava un credito di 100 mila euro ne riceverà solo 20 mila. Una botta che è abbastanza per distruggere quella piccola impresa, per far saltare i posti di lavoro che garantisce e per disperdere le professionalità del titolare e dei dipendenti.&lt;br /&gt; La ratio del concordato preventivo era quella di fare il possibile per consentire la prosecuzione di una attività, evitando l’evento traumatico del fallimento. E in parte dovrebbe anche garantire, se pur in una quota residuale, i creditori, sull’assunto che poco sia meglio di nulla. Il fatto è che in questa situazione, caratterizzata da crisi di mercato e di liquidità delle piccole e medie imprese, la drastica riduzione del credito esigibile non è un «meglio» rispetto a niente, ma equivale al nulla. Tanto più se quella piccola impresa si vede tagliato il credito proprio dalla banca e deve cercare di sopravvivere, pagare gli stipendi i contributi e i fornitori, con la liquidità di cui dispone.&lt;br /&gt; Il diritto fallimentare non poteva, nel concepire questa procedura, prevedere la recessione. Ma è singolare che una crisi da debito, che ha visto il mondo finanziario infettato di crediti inesigibili, porti come conseguenza, per evitare i fallimenti, la distribuzione del debito privato di una impresa sulla collettività di un territorio, con i danni che è facile immaginare. Né è ammissibile che le banche finiscano per diventare, da vittime peraltro un pò colpevoli e consapevoli della bolla mondiale dei subprime, ad esecutori materiali della distruzione della ricchezza locale, del massacro delle aziende piccole, cioè la stragrande maggioranza delle realtà produttive. E diventare un problema in più per le famiglie.&lt;br /&gt; Il sospetto è che l’inchiesta di questo giornale finirà per mettere in luce come nella crisi, senza che si siano ad oggi adottate dal governo politiche anticicliche e di vera ammortizzazione del danno, ognuno fa quello che può per salvare il proprio didietro. Ciascuno con la sua forza, il suo potere, la sua capacità di manovra. Alla fine della fiera, a pagare il conto sono insomma i soggetti economici e sociali più deboli, quelli che non hanno forza, capacità di manovra, potere contrattuale. Nel frattempo, c’è chi si bea che il nostro Pil sia migliore di altri nel continente, anche se a fare felici dovrebbe essere una insignificante frazione di decimale. Peccato che la distribuzione della ricchezza in Italia sia tra le più disuguali nell’Europa dell’Unione, le tasse le più alte, la povertà in esponenziale crescita, la fiducia ai minimi, il tessuto produttivo spompato. E peccato che i furbi, come appare evidente, riusciranno a far pagare il conto della crisi a quelli che neanche si sono mai avvicinati alla tavola e che oggi sono diventati i più esclusi degli esclusi.&lt;br /&gt; Tutte cose che il Pil, misuratore vecchio e oramai obsoleto della ricchezza di una nazione, non dice.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-8668771660984041052?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/8668771660984041052/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/10/il-conto-salato-dei-concordati-il-mio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/8668771660984041052'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/8668771660984041052'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/10/il-conto-salato-dei-concordati-il-mio.html' title='IL CONTO SALATO DEI CONCORDATI (il mio editoriale di oggi su Tribuna di Treviso)'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SurvQ2LySwI/AAAAAAAAAEs/97Y6_3VDjiY/s72-c/banks-time-of-changing.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-4834306575680442978</id><published>2009-10-26T05:41:00.001-07:00</published><updated>2009-10-26T05:53:31.270-07:00</updated><title type='text'>IL SENSO DELLA STORIA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SuWbwpQs6qI/AAAAAAAAAEk/ZgB4mMtUmeQ/s1600-h/terzo_stato.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 173px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SuWbwpQs6qI/AAAAAAAAAEk/ZgB4mMtUmeQ/s320/terzo_stato.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5396890988485339810" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;"Un senso a questa storia" era lo slogan scelto da Bersani per le primarie del Partito Democratico.&lt;br /&gt;Ora che è stato eletto segretario, un senso a quella storia, la storia della lunga trasformazione del Pci, della confluenza con la parte di sinistra degli ex popolari, del nuovo partito che per un po' è sembrato quello del "né né", della necessità di trovare una collocazione politica che non forse cerchio-bottista, Bersani lo può dare.&lt;br /&gt;Con lui il Pd assume una immagine decisamente più di sinistra, come più di sinistra è l'uomo, rispetto a Franceschini. Che cosa questo voglia significare lo scopriremo nei prossimi giorni, cercando anche di capire se ci sarà la fronda interna, la scissione minacciata da Rutelli o l'opposizione dura a cui è tentato lo sconfitto delle primarie.&lt;br /&gt;Se non altro i democratici, per volere del loro "popolo", ritrovano un identità precisa, cosa che avevano perso nel lungo percorso di costruzione. E con questa identità di sinistra, che evidentemente l'elettorato sentiva bisogno, Bersani si presenterà a fare i conti con la destra e con il centro.&lt;br /&gt;Più che a colpi di legge elettorale maggioritaria, questa è la semplificazione di cui si sente il bisogno; non importa se si condivide o meno il messaggio e il programma del Pd di Bersani perchè ora la politica italiana prende una forma più definita: da un lato una sinistra che ha ancora in sé forti richiami socialdemocratici, dall'altro una destra populista, in mezzo un centro popolare.&lt;br /&gt;Da domani la politica non sarà più la stessa, ammesso che il Pd non si dissolva per fuga della sua parte di centro; ma anche questa, in fondo, sarebbe una evoluzione chiarificatrice.&lt;br /&gt;Insomma, più giochetti: l'elettorato ha uno strumento in più per capire, e per decidere.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-4834306575680442978?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/4834306575680442978/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/10/il-senso-della-storia.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/4834306575680442978'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/4834306575680442978'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/10/il-senso-della-storia.html' title='IL SENSO DELLA STORIA'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SuWbwpQs6qI/AAAAAAAAAEk/ZgB4mMtUmeQ/s72-c/terzo_stato.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-2581950173283270617</id><published>2009-10-23T02:11:00.000-07:00</published><updated>2009-10-23T02:39:41.241-07:00</updated><title type='text'>CARO BERSANI, IL PUNTO NON E' PIU' L'ANTIBERLUSCONISMO</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SuF5YapW_lI/AAAAAAAAAEc/sd6iXLIceC8/s1600-h/lucida-confusione11.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 274px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SuF5YapW_lI/AAAAAAAAAEc/sd6iXLIceC8/s320/lucida-confusione11.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5395727288943181394" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sarà generosa, dice lui, l'offerta che verrà dal Pd se Bersani verrà eletto segretario del partito alle primarie. Una offerta , riportano i giornali di oggi "generosa" con l'Udc e le altre forze di opposizione,  perchè "il premio dell'antiberlusconismo lo vince chi manda casa le destre".&lt;br /&gt;Sembra l'idea di un Ulivo allargato all'Udc, cosa che francamente non vuol dire nulla, Nè appare poi così generosa. Ma che soprattutto denota una certa "debolezza" politica del Pd: il carrozzone dell' "anti", piuttosto che il programma e il progetto politico "per".&lt;br /&gt;Difficile, francamente, che possa reggere l'idea di mettere insieme Pd e Udc, e Udc con i comunisti e "questo" Di Pietro. Dalla sinistra radicale l'Unione di Centro è separata, credo irrimediabilmente, da idee, programmi e valori. Da "questo Di Pietro" soprattutto ci separano i modi: non che i temi portati all'attenzione dall'Idv non siano meritevoli di considerazione o non sia importanti, rilevanti e urgenti. Ma non mi sento di essere contro la maleducazione lessicale della destra perchè è destra (e perché non né condivido i contenuti) e passar sopra alla maleducazioen lessicale di di Di Pietro (penso agli attacchi contro il Presidente Napolitano) perchè entrambi stiamo all'opposizione.&lt;br /&gt;Semmai, in Veneto come altrove, è LA QUESTIONE è politica. Stare insieme al Pd (e non mi nascondo che per tanti elettori "storici" dell'Udc sarebbe una cosa complicata da digerire) non mi spaventa in quanto tale; così come non mi spaventerebbe, anzi, ritrovare tanti moderati della Pdl in un progetto comune di Partito Popolare (che è poi il nome che a me sarebbe piaciuto come sbocco della costitutente di centro). Il nodo è infatti questo,  polItico: non so cosa voglia rappresentare il Pd, se un nuovo partIto socialdemocratico o un soggetto con una sua originalità. Non vedo chiaro su quali valori si posizioni, così come ad oggi non è chiaro come e perché, al suo interno, convivano diversità che sono anche contraddizioni.&lt;br /&gt;Come Unione di Centro noi puntiamo alla realizzazione di un soggetto nuovo, moderato ma fortemente riformista e liberale. Penso che, sulla lunga distanza, sia un progetto alternativo al Pd. Ma in via contingente, se è l'anomalia della videocrazia populista e autoritaria quello che si vuole superare, e se il processo è quello di far far fare meno danni possibili alle ali estreme (in questo momento Lega e Idv), il confronto può restare aperto. Ma dobbiamo parlarci, e chiaramente, di valori, di idee, di programmi. E' intorno a questo, come avvenuto in Trentino, che si può trovare una convergenza. Sul fare, non tanto sull'essere.&lt;br /&gt;Ma per essere generosa, come dice lui, l'offerta di Bersani dovrebbe mettere sul tavolo questi spunti di confronto, tralasciando parole vecchie e perdenti, come l'antiberlusconismo. L'accozzaglia di quelli che stanno insieme solo perché hanno in comune uno che ti sta sulle scatole a tutti non è politica. E' confusione. Per questo, allo stato dei fatti, tra Udc e Pd la distanza resta. E sarà molto difficile colmarla.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-2581950173283270617?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/2581950173283270617/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/10/caro-bersani-il-punto-non-e-piu.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2581950173283270617'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2581950173283270617'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/10/caro-bersani-il-punto-non-e-piu.html' title='CARO BERSANI, IL PUNTO NON E&apos; PIU&apos; L&apos;ANTIBERLUSCONISMO'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SuF5YapW_lI/AAAAAAAAAEc/sd6iXLIceC8/s72-c/lucida-confusione11.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-5075820989061850457</id><published>2009-10-20T07:53:00.000-07:00</published><updated>2009-10-20T07:54:07.826-07:00</updated><title type='text'>IL CREDITO ALLE FAMIGLIE IN DIFFICOLTA' A TREVISO. UIL E PD PROPONGONO UN FONDO PUBBLICO DI GARANZIA. LA NOSTRA POSIZIONE</title><content type='html'>COORDINAMETO PROVINCIALE&lt;br /&gt;UNIONE DI CENTRO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Credito ai lavoratori in difficoltà, sì ad un confronto Provincia, parti sociali e istituti di credito del territorio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Camolei avverte: “Attenti a non pensare di uscire da una crisi da debito solo con altro debito a carico delle famiglie. Dubbi sulla possibilità di finanziare un fondo pubblico di garanzia”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E’ giusto fare tutto quello che è possibile per sostenere le famiglie in difficoltà economica, e fare di più rispetto ad oggi. Ma quando si chiede un fondo pubblico di garanzia per il credito al consumo a rischio, perché chiesto da chi non ha più il reddito, bisogna anche dire per che cosa e come lo si finanzia, altrimenti sono le solite parole al vento”.&lt;br /&gt;E’ il giudizio di Paolo Camolei, membro del coordinamento provinciale dell’Unione di Centro, rispetto alla proposta del segretario della Uil Antonio Confortin e condivisa dal Partito Democratico, sull’opportunità di creare un fondo pubblico provinciale a garanzia delle richieste di credito al consumo da parte di lavoratori disoccupati o cassaintegrati.&lt;br /&gt;“Attenzione alla ricette improvvisate, non si esce da una drammatica crisi causata anche dall’eccesso del debito privato finanziando altro debito, per quanto sia condivisibile l’idea di trovare formule per gestire quelle emergenze economiche a cui famiglie che perdono il reddito possono far fronte solo attraverso un prestito. Il punto è quello di trovare equilibrio fra le preoccupazioni delle banche, che non possono trovarsi a gestire crediti che divengono inesigibili, e il bisogno di traghettare chi è impoverito attraverso questa fase complicata. Un confronto con gli istituti di credito, su modalità e criteri di erogazione da un lato e tasso di interesse d’altro, può essere una strada da percorrere e su questo credo che la Provincia debba aprire una discussione costruttiva con le parti sociali e le banche del territorio”.&lt;br /&gt;“Sulla proposta del fondo pubblico di garanzia rimane comunque il nodo di come finanziare queste misure straordinarie, soprattutto in una fase che vede i bilanci degli enti pubblici fortemente penalizzati dalle regole sul rigore della spesa e la riduzione degli introiti fiscali a causa della crisi. Le belle idee rimangono tali se non si riesce a dare concretezza. Senza dimenticare che l’uscita da questa condizione di impoverimento non può avvenire attraverso la creazione generalizzata di nuovo debito, ma lavorando perché tornino le condizioni per una nuova e buona occupazione”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Treviso, 20-9-2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-5075820989061850457?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/5075820989061850457/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/10/il-credito-alle-famiglie-in-difficolta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/5075820989061850457'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/5075820989061850457'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/10/il-credito-alle-famiglie-in-difficolta.html' title='IL CREDITO ALLE FAMIGLIE IN DIFFICOLTA&apos; A TREVISO. UIL E PD PROPONGONO UN FONDO PUBBLICO DI GARANZIA. LA NOSTRA POSIZIONE'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-5279349985422064325</id><published>2009-10-20T07:52:00.000-07:00</published><updated>2009-10-20T07:53:22.015-07:00</updated><title type='text'>MODERATI RIFORMATORI E LIBERALI: INSIEME!</title><content type='html'>COORDINAMETO PROVINCIALE&lt;br /&gt;UNIONE DI CENTRO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;APPELLO DELL’UDC PROVINCIALE: UNITA’ DEI MODERATI LIBERALI E RIFORMATORI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ai moderati stanchi del mercato delle vacche che svende l’Italia, il Veneto e la nostra provincia alla Lega diciamo: facciamo subito nella Marca l’unità dei moderati riformatori e liberali per lavorare insieme ad un nuovo soggetto ispirato al popolarismo italiano ed europeo”.&lt;br /&gt;E’ l’appello rivolto oggi da Paolo Camolei, componente del coordinamento provinciale dell’Unione di Centro e capogruppo, in consiglio comunale a Treviso, di “Per Treviso-Udc”.&lt;br /&gt;“Non è un appello rivolto solo agli scontenti della Pdl ma una proposta politica che punta a costruire una alternativa al ricatto politico della Lega, che grazie alla debolezza del Presidente del Consiglio, riesce a tenere in scacco la politica e il Paese. Ma i liberali riformatori, anche a Treviso, hanno una alternativa all’estremismo e ai giochini partitocratici: contribuire a costruire insieme un soggetto politico nuovo, moderato nei modi ma profondamente riformista, capace di costruire su valori condivisi quella modernità liberal-democratica di cui si sente un urgente bisogno”.&lt;br /&gt;“Ai balletti di nomi per questa o quella carica l’Unione di Centro trevigiana preferisce la discesa sul piano della proposta e dei programmi, per una politica che torni ad essere fatta di idee e non di caselle con posti di potere da riempire. Il nodo Galan, qualunque sarà l’epilogo della vicenda, ha posto una questione politica che i liberali della Pdl non possono più eludere, sempre che non si voglia proseguire a sacrificarsi in nome degli accordi siglati ad Arcore che non tengono in minima considerazione il territorio. Per questo il percorso della cosiddetta Lista Civica, proposta dal segretario regionale De Poli all’attuale governatore della Regione, può trasformarsi, da scelta tattica e contingente, a progetto di unità dei moderati riformatori contro i conservatorismi di destra e sinistra. E questo cammino può iniziare concretamente anche a Treviso, per aprire spazi e prospettive nuove alle imposizioni della Lega e al quel metodo di governo del Carroccio che coltiva e gestisce la paura ma non risolve i problemi concreti dei cittadini”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Treviso, 20-10-2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-5279349985422064325?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/5279349985422064325/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/10/moderati-riformatori-e-liberali-insieme.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/5279349985422064325'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/5279349985422064325'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/10/moderati-riformatori-e-liberali-insieme.html' title='MODERATI RIFORMATORI E LIBERALI: INSIEME!'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-6968879995257336083</id><published>2009-10-20T07:41:00.001-07:00</published><updated>2009-10-20T07:51:08.936-07:00</updated><title type='text'>L'IMPEGNO</title><content type='html'>Cari amici, so che ci siete, anche se non commentate di frequente, ma tra questo blog e facebook ora i riscontri diventano più assidui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi devo qualche notizia: dalla settimana scorsa sono entrato a far parte del coordinamento provinciale di Treviso dell'Unione, il partito nuovo (e non solo un nuovo partito) che mette insieme le esperienze poltiche dell'Unione dei Democratici cristiani, quella della Rosa Bianca, delle liste civiche (di cui sono un rappresentante) e, in veneto, del Veneto per il Partito Popolare Europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Giovedì scorso, a Treviso, abbiamo tenuto la nostra prima vera assemblea. Quella ell'Unione di Centro è una bella avventura, a cui partecipo con entusiasmo. E nella speranza di poter contribuire a questo nuovo soggetto: liberale e riformatore, che mette insieme laici e cattolici ma tenuti insieme dal collante dei valori della nostra civiltà, dal senso di servizio verso le comunità, dalla voglia di fare e dimostrare una politica nuova, più attenta alle esigenze dei cittadini, davvero federalista, davvero attenta alla valorizzazione del territorio, delle sue tradizioni, senza le chiusure xenofobe che ben conosciamo e che non ci appartengono. E che ha nella dottrina sociale della Chiesa e nell'economia sociale di mercato  punti fermi per dare risposta alla domanda: ma che società vogliamo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lontano da facili semplificazione e banalizzazioni, il nostro è un partito che discute, con passione, anche su temi delicati e sensibili come quelli dell'etica, sulla base della libertà della coscienza e nello stesso tempo dell'adesione a principi fondamentali che appartengono a noi tutti: laici, cattolici, credenti e non credenti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo impegno mi porterà ad aggiornare questo blog con maggiore assiduità, con più attenzione, cercando di approffondire tanti temi con voi. Non voglio sapere come la pensate per poi dirvi che avete ragione e chiedervi i voti, voglio sapere cosa pensate, come vivete, che proposte fate, che bisogni ritenete urgenti, con uno spirito critico e costruttivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spero si potrà fare, arricchendoci insieme, indipendentemente dal partito per cui si vota o si è votato. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vi saluto tutti&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-6968879995257336083?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/6968879995257336083/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/10/limpegno.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6968879995257336083'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6968879995257336083'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/10/limpegno.html' title='L&apos;IMPEGNO'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-1934120002359348576</id><published>2009-10-12T00:25:00.001-07:00</published><updated>2009-10-12T00:27:41.361-07:00</updated><title type='text'>PIU' SATIRO CHE INTELLIGENTE? LE DONNE SECONDO SILVIO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/StLaIaY3S1I/AAAAAAAAAEU/tSDN7G9VbJw/s1600-h/berlusconi-strizzata.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 238px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/StLaIaY3S1I/AAAAAAAAAEU/tSDN7G9VbJw/s320/berlusconi-strizzata.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5391611541973322578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La rozzezza dell’infelice battuta “lei è più bella che intelligente” che Silvio Berlusconi ha rivolto a Rosy Bindi è solo un ennesimo esempio della volgarità istituzionale a cui il Premier si lascia consapevolmente andare quando entra in difficoltà.&lt;br /&gt;Il rosario di scorrettezze verbali, rivolte non solo agli avversari ma anche al Presidente della Repubblica e alla Corte Costituzionale, sono la cartina di tornasole con cui si misura l’onnipotenza  che Berlusconi si attribuisce, da cui discende naturalmente il desiderio di impunità, reso tanto più urgente quanto è complessa la situazione giudiziaria di un Presidente del Consiglio che non è perseguitato, ma semmai a rischio di essere perseguito, il che è una cosa molto diversa.&lt;br /&gt;Il dizionario della gretta semplicità nella comunicazione politica, che fa presa in buona parte dell’elettorato, è un codice di comportamento che discende da Roma alla politica locale, come peraltro insegnano bene anche le vicende trevigiane, dove tra liste di proscrizione dei culattoni e delle lesbiche e comportamenti arroganti e autoritari della maggioranza che regge Ca’ Sugana, la politica si esprime con volgarità e grettezza ricevendo in cambio, dall’elettorato, una gratificazione in termini di consenso che va capita, ma che sconcerta pure.&lt;br /&gt;Quanto all’offesa di Berlusconi alla Bindi il punto non è quello di inalberarsi in difesa del bon ton della lingua e del rispetto dei generi contro il machismo da osteria di cui purtroppo anche il Premier di tutti gli italiani si rende capace. Ci si dovrebbe invece chiedere che cosa pensino le donne di un Presidente del consiglio  untore di una in-cultura arretrata, che continua a considerare le “femmine” come un combinato di tette e culi solo incidentalmente accessoriate di cervello. Quindi l’idea della “gnocca” suppellettile che porta alla pratica di affollare le proprie feste private di donnine e i dicasteri ministeriali di ex pin up, meglio se con l’aria un po’ svampita.&lt;br /&gt;Quanto alle donne e ai loro giudizi, penso  soprattutto a quelle donne che fanno politica quotidianamente e soprattutto a quelle che si impegnano nelle fila della Pdl e della Lega. E’ da loro che dovrebbe venire uno scatto di ribellione, anche pubblicamente silenziosa non per questo meno urlata nei loro ambienti, che ci aiuti a mandare in soffitta il vero problema della democrazia, da Roma a Ca’ Sugana, che è l’affermarsi di una politica indifferente alle regole, leaderista e quindi naturalmente portata alle spinte autoritarie, volgare e che coltiva la volgarità anche nella società, giusto per rappresentarla meglio.&lt;br /&gt;L’idea, come padre, che mia figlia possa, nell’Italia figlia di 15 anni di berlusconismo,  essere considerata e valutata nella generalità dei casi più per la lunghezza delle sue gambe che per la sua personalità o intelligenza mi rivolta. Così come non se ne può più di quella cultura maggioritaria, ben messa in vetrina dalla Mediaste del Presidente del Consiglio come dalla controllata Rai, che propone modelli di donna che percorrono, come strada verso il successo personale, i vicoletti dei reality o del velinismo, in cui ottenere fama e successo esibendosi cretine.&lt;br /&gt;Se proprio non si riuscirà a convincere Berlusconi a rappresentare un centro destra degno di essere riconosciuto come schieramento di destra costituzionale, ci sarebbe da augurarsi che il buon senso e la buona educazione della gente freni la deriva dalla repubblica delle banane alla repubblica del mignottismo fondata, al suo primo articolo, sulla cultura della sputatata per terra e della innocente palpata gaudente alla prima chiappa che passa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-1934120002359348576?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/1934120002359348576/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/10/piu-satiro-che-intelligente-le-donne.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/1934120002359348576'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/1934120002359348576'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/10/piu-satiro-che-intelligente-le-donne.html' title='PIU&apos; SATIRO CHE INTELLIGENTE? LE DONNE SECONDO SILVIO'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/StLaIaY3S1I/AAAAAAAAAEU/tSDN7G9VbJw/s72-c/berlusconi-strizzata.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-7268337347114676284</id><published>2009-10-07T05:18:00.000-07:00</published><updated>2009-10-07T05:21:25.652-07:00</updated><title type='text'>IL FORTINO DI CA' SUGANA. L'EDITORIALE DI OGGI DEL DIRETTORE DI TRIBUNA MOSER SULLE DELIBERE DI INIZIATIVA POPOLARE A TREVISO</title><content type='html'>Ciao, lettori. Come avrete letto sui giornali (poco, a dire il vero), la nostra iniziativa per introdurre le delibere di iniziativa popolare anche a Treviso è fallita, sotto i colpi della mannaia di regime di lega e Pdl.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Posto, sulla vicenda, il bell'editoriale scritto dal direttore di Tribuna di Treviso, Sandro Moser, e pubblicato quest'oggi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non disturbare il manovratore. Da anni è questa - o meglio, vorrebbe essere questa - l’aspirazione della maggioranza che governa Treviso. E bisogna dire che in questa partita la giunta Gobbo ha segnato un ottimo punto nell’ultima seduta del consiglio comunale, quando è stata bocciata la proposta di istituire anche a Treviso, come in tante altre città, la «delibera di iniziativa popolare» proposta da Paolo Camolei (come tutti sanno, un noto estremista). Un buon punto per la giunta Gobbo, una pessima cosa per Treviso e per i suoi cittadini. Con una «delibera di iniziativa popolare» un gruppo di cittadini - raccolto un certo numero di firme - può mettere a fuoco un proporre una soluzione e chiedere che il consiglio comunale, in tempi ragionevoli, ne discuta e decida in proposito. Può essere un sì, può essere un no. Ma una risposta, a quei cittadini, deve arrivare e tutto avviene in modo trasparente.&lt;br /&gt;Perchè la bocciatura della proposta di Camolei è grave e ci chiama in causa tutti? Perchè la «delibera di iniziativa popolare» è uno strumento autentico di partecipazione democratica, di responsabilizzazione e di crescita civile.&lt;br /&gt;In tutti i comuni italiani esiste un problema di partecipazione. Sindaco e giunta possono tutto e i consigli comunali sono sempre più spesso declassati al ruolo di notai, piuttosto che di vere assemblee in cui la discussione è libera e fattuale. Un problema reso più acuto, a Treviso, da anni e anni di monocolore leghista e dalla sua concezione autoritaria del governo. L’ingresso in maggioranza del Pdl avrebbe potuto dare un po’ d’aria a Palazzo dei Trecento. In molti se lo aspettavano, ma questo finora non è avvenuto.&lt;br /&gt;In ogni caso lo spazio di discussione si è ridotto e una conseguenza non banale è stato il proliferare, spesso disordinato, dei comitati di protesta. Accettare l’istituzione della «delibera popolare» avrebbe potuto riequilibrare la dialettica sul merito dei problemi della città, incoraggiando la partecipazione dei cittadini. Ma Gobbo non l’ha voluto. A lui le cose stanno bene così.&lt;br /&gt;Organizzare una protesta attorno a un istituto come la «delibera popolare» significa anche assumersi una responsabilità: i problemi vanno studiati, le soluzioni vanno meditate. Significa anche imporre responsabilità: come detto, giunta e consiglio comunale possono anche rispondere picche. Ma devono argomentare. A loro volta devono studiare e meditare. Diciamo che c’è meno spazio per ideologismi e strumentalizzazioni e più spazio per i ragionamenti di merito. Da entrambe la parti.&lt;br /&gt;Studiare, meditare, assumersi la responsabilità di un atto concreto come una «delibera popolare» vuol dire anche crescere civilmente. Come? Razionalizzando la propria insofferenza, dando una forma compiuta alle proprie rivendicazioni, sforzandosi di individuare soluzione praticabili. Esattamente il contrario di quello che succede troppo spesso con i comitati di protesta che nascono e muoiono, appunto, nel fuoco effimero della protesta, che non sa diventare proposta perchè non ha gli strumenti per farlo. Ma anche qui è comprensibile che un manovratore - che non ama essere infastidito - preferisca le urla alle argomentazioni nero su bianco di una «delibera popolare». Alle urla si può rispondere con un’alzata di spalle: prima o dopo cessano per mancanza di fiato. A una «delibera popolare» bisogna rispondere.&lt;br /&gt;Partecipazione democratica, responsabilità, crescita civile: a noi sembrano ottime cose. Alla giunta Gobbo invece no. E per sotterrare la proposta di Camolei, Ca ’Sugana si è messa d’impegno. Prima ostacolandone il viaggio verso il consiglio con un sacco di bizantinismi. Poi in commissione - e questo passaggio merita di essere raccontato - cercando di sterilizzarne la portata. Ad esempio proponendo con un emendamento di portare da 350 a 1.500 le firme necessarie per avviare una «delibera popolare». Solo per capire a Roma e Milano ne sono necessarie 5 mila. Oppure, altro esempio, limitando in modo drastico le materie trattabili. Modifiche, insomma, strumentali.&lt;br /&gt;Dunque, la partita è chiusa? Forse, ma ci piacerebbe che - reso onore alla sconfitta di Camolei - tutta l’opposizione per una volta trovasse un punto di incontro e richiamasse Gobbo alla rivincita, ripresentando la proposta di dare anche a Treviso il diritto di presentare una «delibera di iniziativa popolare». E che insieme all’opposizione arrivasse a Ca’Sugana anche la voce di quei trevigiani che sono stufi di sentirsi esclusi dal Fortino Ca’Sugana.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-7268337347114676284?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/7268337347114676284/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/10/il-fortino-di-ca-sugana-leditoriale-di.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7268337347114676284'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7268337347114676284'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/10/il-fortino-di-ca-sugana-leditoriale-di.html' title='IL FORTINO DI CA&apos; SUGANA. L&apos;EDITORIALE DI OGGI DEL DIRETTORE DI TRIBUNA MOSER SULLE DELIBERE DI INIZIATIVA POPOLARE A TREVISO'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-6221019185518040539</id><published>2009-09-14T07:25:00.000-07:00</published><updated>2009-09-14T07:38:58.178-07:00</updated><title type='text'>A CHIANCIANO, UNA COSA GRANDE</title><content type='html'>Sono reduce dalla tre giorni di Chianciano, che io considero una grande speranza per la politica di questo paese. Perchè c'è il progetto di un nuovo soggetto politico non schizzofrenico, e anche per i contributi dati da Rutelli e da Fini.&lt;br /&gt;Credo che la tradizione liberale e popolare di questo paese, davvero riformatrice e non populista, sia ad una proobabile svolta. &lt;br /&gt;Penso che il paese sia stanco di questa poltichetta del consenso, giocata tra paure e mignotte. Ovviamente non tutti saranno d'accordo sulle soluzioni politiche del Centro, ma non credo che sia questo il punto.&lt;br /&gt;E' invece condiviso il bisogno di una poltica capace di mettereci nelle condizioni di avere una alternanza compiuta, con due schieramenti che rispettano le medesime regole e condividono i medesimi principi di base dello stato. Poi sulle politiche, ovviamente e naturalmente, ci si divide. Oggi non è così, l'operato di Berlusconi e della Lega sfacia, non crea nulla.&lt;br /&gt;La strategia di Casini credo sia un contributo, ed io, essendo moderato, sto da quella parte. Ma mi piacerebbe che il Pd si mettesse nelle medesime condizioni.&lt;br /&gt;A Chianciano ho visto tanti giovani, ho assaporato speranze, ho ascoltato ragionevolezza. Insomma: alle armi, cittadini, alle armi!!!!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-6221019185518040539?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/6221019185518040539/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/09/chianciano-una-cosa-grande.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6221019185518040539'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6221019185518040539'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/09/chianciano-una-cosa-grande.html' title='A CHIANCIANO, UNA COSA GRANDE'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-3201693040524097367</id><published>2009-09-02T06:44:00.001-07:00</published><updated>2009-09-02T06:50:09.991-07:00</updated><title type='text'>IL RITORNO..ALLA BARBARIE</title><content type='html'>Dopo un po' di ferie (un po' tante, a dire il vero, ma diciamo che me le sono meritate)riprendo ad aggiornare anche il mio blog.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riparto con una risposta ad un intervento, che ho letto lunedì 1 settembre su La Tribuna di Treviso, a firma dell'onorevole della lega Nord Dussin, sul caso Feltri-Boffo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di seguito pubblico lo scritto dell'on Dussin e il mio commento, pubblicato oggi sempre da La Tribuna di Treviso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VAI FELTRI, FACCI SOGNARE&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;di Luciano Dussin * &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È il fatto del giorno: Feltri contro Boffo. Personalmente ritengo che il direttore del quotidiano «Il Giornale» abbia dato prova di essere un grande. E’ entrato a gamba tesa in una disputa che ormai logorava i più.&lt;br /&gt; Da una parte Berlusconi martirizzato, per essersi attorniato di qualche bella ragazza, da chi intendeva creare lo scandalo per negargli in futuro quella verginità nei comportamenti che è richiesta ai futuri presidenti della Repubblica.&lt;br /&gt; I primi a gioire per il terreno minato ai piedi di Berlusconi, proprio per impedirgli i primi passi verso quella presidenza, sono stati senza dubbio buona parte dei magistrati: va ricordato che il presidente della Repubblica è anche presidente del CSM (Consiglio Superiore della Magistratura).&lt;br /&gt; C’é da chiedersi se alcuni magistrati vogliano evitare i ricordi e le intromissioni «subite» ai tempi del picconatore Cossiga?&lt;br /&gt; Dall’altra, Dino Boffo, direttore dell’Avvenire, quotidiano dei vescovi, che, assieme alla stampa comunista, da mesi attua quello che certa magistratura si aspetta, vale a dire il logoramento politico-morale di Berlusconi.&lt;br /&gt; Feltri ha contrattaccato ricordando a Boffo i suoi trascorsi giudiziari legati anche ai suoi comportamenti sessuali, e al direttore della vera Unità, parliamo di «Repubblica», ha ricordato che chi fa il moralizzatore dovrebbe esimersi dall’effettuare pagamenti in nero come invece sembra aver fatto.&lt;br /&gt; Allora, mi sento di ringraziare Feltri, perché mi ha fatto sognare. Mi si sono presentati due ipotetici presidenti della Repubblica. Uno avvezzo a frequentazioni femminili, l’altro logoro per aver speso l’intera sua gioventù nel proporci il modello comunista che tanto ha affamato il mondo negli anni, e mi sono chiesto quali dei due avrei preferito. Ho scelto il primo.&lt;br /&gt; E, vista la contingenza degli avvenimenti, ho cominciato a respingere con disprezzo tutti quelli che in queste ore hanno attaccato Feltri, e quasi beatificato il Boffo.&lt;br /&gt; Tra questi, si sono espressi esponenti della chiesa cattolica che, ahimè, dimenticano che, parole della stessa Chiesa, l’omosessualità sia contro la vita e atto contro natura. Hanno difeso Boffo perché direttore dell’Avvenire, punto e basta. Contenti loro...&lt;br /&gt; Ovviamente la politica è intervenuta sulla questione, hanno parlato quelli che vanno a rimorchio delle notizie degli altri. Non poteva mancare Franceschini, d’altronde i suoi maggiorenti non mancano mai alle eleganti marce gay, quindi come avrebbe potuto esimersi dal condannare Feltri. Incomprensibili gli uomini del Pdl che si sono indignati per la mancanza di eleganza e di riservato equilibrio manifestata da Feltri per quello che ha scritto.&lt;br /&gt; Personalmente ringrazio chi ha dato prova di uscire dalle nebbie del compromesso, dagli equilibri di comodo, dal ciarpame di che vive per lo più da stipendiato dallo Stato e che si affanna affinché il sistema non abbia mai a soffrire...&lt;br /&gt; Di questa gente i cittadini ne hanno le tasche piene, quindi, benvenuto a chi ha ancora il coraggio di dire la verità insopprimibile da qualunque ipocrita consapevole di esserlo.&lt;br /&gt;* Parlamentare della Lega&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;BOFFO E DUSSIN&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;SCIACALLAGGIO SESSUALE&lt;br /&gt; &lt;br /&gt; &lt;br /&gt;di Paolo Camolei &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A fare da sfondo ai colpi di artiglieria pesante, che le trincee della politica italiana si scambiano attraverso gli scandali mediatici e che hanno oramai sfondato la linea-limite del buon senso civile, c’è da qualche tempo il richiamo a ridurre il livello della cosiddetta barbarie.&lt;br /&gt; È barbarie la pubblicazione delle foto compromettenti del Presidente del Consiglio, viatico alle voci sul suo stile di vita libertino? È barbarie la lista delle dieci domande di «Repubblica», oggetto ora di un azione giudiziaria in sede civile da parte del Premier? È barbarie lo sciacallaggio intimidatorio a cui viene sottoposto il direttore del quotidiano della Cei «Avvenire»?&lt;br /&gt; Ognuno, e purtroppo temo non esercitando la propria intelligenza ma più spesso imbracciando una bandiera, potrà dare le sue rispettabili risposte.&lt;br /&gt; Ma tutti concordando sul fatto che, comunque la si veda, i toni andrebbero non solo abbassati, ma ricondotti su binari più congeniali ad un paese moderno e civile.&lt;br /&gt; Ma se a cominciare questa rincorsa non solo al decoro quanto al buon senso dovrebbe essere per prima la politica, l’intervento pubblicato su questo giornale a firma dell’Onorevole Luciano Dussin non mi pare un bel segnale. Sorvolo sui toni da tifoso, perché ciascuno, giustamente, è libero di esprimere le proprie idee e di farlo, nei limiti del rispetto, con i toni che più gli piacciono.&lt;br /&gt; Ma ricondurre tutto all’alternativa fra il machismo da pacche sulla spalla del Premier, che si circonda di belle e giovani donne, e una supposta omossessualità è il segnale di un preoccupante clima in cui l’agone della politica si è trasformato in una arena per gladiatori, dove si comincia a combattere sapendo che Cesare, allo sconfitto, offrirà il pollice verso e quindi tutti i colpi valgono, fino all’annullamento totale dell’avversario.&lt;br /&gt; Non entro sul fatto se aver scritto di un decreto penale a carico di Boffo sia stato, da parte del «Il Giornale», un atto conforme non tanto all’etica quanto alla pratica del mestiere di giornalista, il cui compito è quello di informare.&lt;br /&gt; Ma resto francamente amareggiato nel leggere un intervento, quello dell’onorevole Dussin, in cui prevale il gusto di utilizzare come argomento «contro» comportamenti, peraltro solo supposti, non tanto di rilevanza penale ma di natura sessuale (e su quest’ultima cosa mettere l’accento), che atterrebbero alla sfera del privato e, nel caso di un credente, alla sfera personalissima del rapporto fra sé e i propri convincimenti morali.&lt;br /&gt; Il punto non credo sia distinguere i cavilli della vicenda privata di Berlusconi e quella di Boffo: semmai serve un stigmatizzazione forte, autorevole e condivisa, del metodo dello sputtamento intimidatorio, verso chiunque e comunque, perché in questi casi il mal comune non fa un mezzo gaudio, né può più valere l’orrendo teorema per cui se tutti sono colpevoli, allora non c’è mai nessun colpevole.&lt;br /&gt; Dietro alla vicenda del documento pubblicato da «il Giornale», come concordano molti osservatori, c’è poi il lato oscuro della sua provenienza e compilazione, un lessico incerto e persino un po’ oscuro che offre il fianco alla quella specialità italiana che è la dietrologia.&lt;br /&gt; Essendo convinto che più che per le sue supposte scappatelle il Premier andrebbe giudicato per l’azione di governo, sono altrettanto e assolutamente certo che le posizioni dell’«Avvenire» e del suo direttore riguardo alla politica dell’esecutivo sui respingimenti e sulle vicende personali del Presidente del Consiglio meriterebbero semmai, da chi si sente in titolo di darne, risposte circostanziate e di merito.&lt;br /&gt; Vincono invece la denigrazione, il tentativo di calunniare (peraltro di cattivo gusto se come offesa si utilizza un anche solo supposto orientamento sessuale) e l’intimidazione, che diventano il lessico popolare di una politica di breve respiro, che si accontenta di compiacere la pancia dei propri elettori, incapace di affrontare con efficacia le esigenze reali del Paese, e quindi, anche se così può anche non apparire, drammaticamente lontana dalla gente e dai suoi bisogni.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-3201693040524097367?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/3201693040524097367/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/09/il-ritornoalla-barbarie.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3201693040524097367'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3201693040524097367'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/09/il-ritornoalla-barbarie.html' title='IL RITORNO..ALLA BARBARIE'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-6026000057126803412</id><published>2009-07-30T06:14:00.001-07:00</published><updated>2009-07-30T06:14:33.976-07:00</updated><title type='text'>IL PARTITO DEL SUD</title><content type='html'>Sono cambiate tante cose in Italia negli ultimi venti anni, più o meno dalla caduta del muro di Berlino e la stagione della Seconda Repubblica, ma il nodo del sud, la cosiddetta “Questione Meridionale”, è rimasta tale e quale.&lt;br /&gt;Il meridione rimane un’area fortemente arretrata del Paese, economicamente e socialmente, caratterizzata dalla cattiva gestione, dagli sprechi, dagli alti livelli di disoccupazione e presenza invasiva nel territorio della criminalità organizzata; e rimane identico il modo di affrontare tutti questi problemi, cioè nel solco del clientelarismo più smaccato.&lt;br /&gt;Ne sono una dimostrazione i fatti della cronaca politica di questi ultimi giorni, cioè il ricatto del cosiddetto “partito del sud”, che costringe ora Berlusconi a fare quello che, secondo i neo-meridionalisti, non avrebbe fino ad oggi fatto per colpa della Lega e di Tremonti.&lt;br /&gt;E’ vero: il sud non decolla perché non ci sono politiche di ampio respiro che lo mettano in condizione di liberare le energie e non continuare ad essere solo una costosa zavorra, che mortifica le aspirazioni di benessere e riscatto della sua gente. E’ anche vero però  che l’unica chance per il Sud è il federalismo, cioè il riappropriarsi con responsabilità, da parte dei cittadini, del loro destino e della possibilità di amministrarsi senza dover contare sui regalini di Roma. Ovvero tutto il contrario, è bene dirlo, della “centralizzazione” della gestione degli interventi promessi dall’esecutivo.&lt;br /&gt;Al momento invece, malgrado la riforma federalista diventata legge dello Stato ma fumosa e di difficile applicazione, la politica meridionalista va alla riscossa facendo cioè suonare in testa al primo ministro il campanello d’allarme di una secessione morbida dal centrodestra, che tolga forza all’attuale maggioranza e al Popolo della Libertà. Argomenti verso cui Berlusconi   è sensibilissimo: e infatti invece di commissariare Campania e Calabria a causa della malagestione, ricavandone magari persino risparmi da reinvestire, il premier ha deciso l’ennesimo piano straordinario, fatto sì di investimenti, ma che promette soprattutto, malgrado quanto detto proprio dal Primo Ministro,  nuovo lustro  a quella classe di politici che si è sentita emarginata per l’emergere dei leghisti e il peso che questi hanno acquisito in seno all’alleanza che governa a Roma.&lt;br /&gt;Chi pagherà tutto questo? Di sicuro noi. Chiamiamolo, se vogliamo, un ennesimo costo della politica.  E chi può difenderci da questa nuova degenerazione assistenzialista? Da queste parti verrebbe da dire la Lega, se non fosse che il Carroccio non è più partito di rottura, ma è parte fondamentale di una maggioranza che, nel suo governare con il metodo della ricerca del consenso, ha fatto e continua a fare degli equilibrismi e dei compromessi il proprio modo di tirare avanti.&lt;br /&gt;Il vero problema che il parlamento dei nominati, asserviti al capo e non espressione dei loro elettori, non ha strumenti per proteggere i cittadini contribuenti dagli sprechi della partitocrazia. Senza una riforma che metta al centro il rapporto fra eletto ed elettori, con il primo espressione territoriale del collegio e chiamato a rispondere del suo operato ai secondi e non alle segreterie di partito, non c’è Lega che tenga: i ricatti della “grande politica” continueranno, facendo pagare a noi il conto salato e sacrificando gli interessi generali del Paese sull’altare delle pressioni di questa o quella cordata localista.&lt;br /&gt;Risultato: a Nord riprenderà fiato e forza l’antimeridionalismo, a sud si ricostituiranno le clientele. In mezzo ci stiamo noi, alle prese con la crisi e un bilancio nazionale che non ha soldi per farcela affrontare come si deve.&lt;br /&gt;Se il resto della politica, dal Pd alla Pdl pensando per il Centro,  non svolterà verso una riforma federale non solo dello Stato ma anche di sé stessa, mettendo cioè i territori, gli elettori e i politici locali nel ruolo di protagonisti, si lascerà alla Lega il monopolio nel frenare il neo assistenzialismo meridionalista. Sapendo però che, in fondo, al partito di Bossi il rifiorire della stagione delle casse del mezzogiorno può, elettoralmente, fare molto comodo, dato che sarebbe un argomento in più da usare per distinguersi e mettersi in mostra. &lt;br /&gt;Fa invece molto male al resto del Paese, che di tutto ha bisogno fuorché di una nuova era di assistenzialismo sprecone, quello per intenderci delle pensioni di invalidità date ai ciechi che guidano i taxi. &lt;br /&gt;Se la questione meridionale non svolta ma continuerà ad essere gestita alla solita maniera, i danni non saranno solo economici, ma anche morali, perché si alimenterà ancora di più, qui a Nord, la  preoccupante e crescente disaffezione, che è la strada maestra al populismo demagogico.&lt;br /&gt;Solo l’idea federale della politica e una riforma elettorale che faccia tornare la preferenza possono permettere all’Italia di andare avanti e di evitare quella secessione delle coscienze che è molto più vera e pericolosa della folcloristica secessione della Padania.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-6026000057126803412?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/6026000057126803412/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/07/il-partito-del-sud.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6026000057126803412'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6026000057126803412'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/07/il-partito-del-sud.html' title='IL PARTITO DEL SUD'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-9119802860716031365</id><published>2009-07-16T03:39:00.000-07:00</published><updated>2009-07-16T03:44:23.040-07:00</updated><title type='text'>DELIBERE DI INIZIATIVA POPOLARE: A TREVISO LA LEGA NON LE VUOLE</title><content type='html'>La Lega, complice la più totale indifferenza della Pdl, ha affossato l’introduzione, anche nella città di Treviso, delle Proposte di Deliberazione di Iniziativa Popolare, massacrando il testo della delibera consigliare discussa in commissione per la variazione dello Statuto, vittima di emendamenti che sono delle bestialità formali e sostanziali. Evidentemente hanno paura della partecipazione popolare, ma è anche vero che non hanno neppure provato a capire di che cosa si tratta Così, ieri, in Commissione Statuto, quando si trattava di esaminare la mia proposta per introdurre questo strumento di democrazia diretta nella mia città, si è finito che sul testo conclusivo,  pesantemente e profondamente modificato dalla maggioranza, tutte le liste di opposizione hanno espresso voto contrario.&lt;br /&gt;Nessuno della maggioranza si è preso la briga di leggere approfonditamente e capire  la proposta di modifica dello Statuto tanto che hanno scambiato le delibere di iniziativa popolare con il referendum, arrivando a infarcire il testo di assurde esclusioni su materie di competenza consiliare, ovvero proprio l’oggetto delle delibere stesse. Il capolavoro delle castronerie è l’esclusione, pretesa dalla Lega,  delle materia di “competenza dello Stato e delle Regioni”. Ma che c’azzeccano lo Stato e la Regione con le delibere comunali di iniziativa popolare?.&lt;br /&gt;Adesso mi rifiuto di presentare in Consiglio Comunale un testo farsa, ridotto ad una buffonata di facciata con il chiaro intento di rendere impossibile l’esercizio del diritto, tanto che il Carroccio ha voluto elevare da 350 a 2 mila le firme necessarie per la presentazione delle delibere (ed escludendo le delibere di iniziativa popolare per la modifica dello Statuto), cioè tante quante ne servono a Torino, che ha quasi un milione di abitanti, mentre  Treviso non arriva a 100 mila. Quella non è una soglia ragionevole, come è stato detto in Commissione, ma il tentativo di fare ostruzionismo alla democrazia diretta, rendendo impossibile la raccolta delle firme. Basti pensare che a Roma, con più di due milioni e mezzo di abitanti, per la presentazione delle delibere di iniziativa popolare di firme ne bastano 5 mila. Il risultato di questo pasticciaccio è stato che in  Commissione Statuto hanno costretto me, che ero il presentatore della delibera di modifica dello Statuto, a esprimere voto contrario. Il nuovo atto, che è una vera presa in giro della cittadinanza, se lo presentino in  Consiglio e se lo votino loro.&lt;br /&gt;Insomma,non è vero che la partitocrazia è morta: l’arroganza di una certa politica che pensa solo al potere vive ed è in piena salute, incarnata in questa città dall’atteggiamento della Lega Nord. Alla partecipazione responsabile e costruttiva dei cittadini alla buona amministrazione, al rapporto trasparente e democratico con la popolazione la “Casta di Ca’ Sugana”  preferisce evidentemente i ricevimenti dei singoli a porte chiuse nelle stanze del sindaco e degli assessori. E preferiscono il conflitto con i Comitati, perché è nel confronto sguaiato che la Lega si sente più a suo agio. A  questa maggioranza non basta governare e amministrare, loro vogliono comandare. Non vogliono cittadini, ma sudditi: è’ per questo che rifiutano il dialogo e si oppongono agli strumenti partecipativi che oramai sono diventati strumento comune e molto utilizzato in quasi tutte le principali municipalità italiane.&lt;br /&gt;Ma la cosa più scandalosa è che a guardare le modifiche introdotte, che stravolgono il senso del provvedimento e lo svuotano di significato, si capisce non solo l’atteggiamento di chiusura ideologica, ma anche il fatto che nessuno della maggioranza si è davvero preso la briga di leggere con attenzione la delibera e di capire di che cosa si stava parlando. Il blitz in commissione è soltanto il risultato di un arrogante diktat politico arrivato dall’alto. Ci hanno fatto però la figura degli improvvisati e sprovveduti, questa città meriterebbe una classe politica migliore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-9119802860716031365?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/9119802860716031365/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/07/delibere-di-iniziativa-popolare-treviso.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/9119802860716031365'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/9119802860716031365'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/07/delibere-di-iniziativa-popolare-treviso.html' title='DELIBERE DI INIZIATIVA POPOLARE: A TREVISO LA LEGA NON LE VUOLE'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-1268283952857360263</id><published>2009-07-09T01:10:00.000-07:00</published><updated>2009-07-09T01:11:31.467-07:00</updated><title type='text'>BADANTI, UNA DISCUSSIONE SU FACEBOOK</title><content type='html'>Paolo Camolei: per il Ministro Tremonti la disoccupazione è un falso problema. E quale è, allora, quello vero?&lt;br /&gt;Ieri alle 15.31 · Commenta · Mi piace&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Denis Barea alle 15.31 del 08 luglio&lt;br /&gt;lui?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Alessandro Boggian alle 15.44 del 08 luglio&lt;br /&gt;normale che per lui non sia un problema..il posto di lavoro sicuro e lo stipendio più che abbondante ce li ha..&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Arthur Carponi Schittar alle 15.44 del 08 luglio&lt;br /&gt;Già... E se parlassero un po' delle prospettive dei giovani tra i 20 e i 35, intrappolati nella morsa del lavoro interinale, dei contratti a progetto, dei co.co.co, no? Male non farebbe, forse. Ma immagino che ci siano problemi molto più importanti, sia per la destra che per la sinistra: Noemi, la D'Addario, adesso Salvini.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Denis Barea alle 15.49 del 08 luglio&lt;br /&gt;osteria numero 20...paraponzi ponzi po'.....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ornella Masciotti alle 16.09 del 08 luglio&lt;br /&gt;...e se parlassero degli over 45, senza più un lavoro, figli e moglie da mantenere, mutuo etc.....????&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Alfonso De Marchi Scalabrio alle 16.32 del 08 luglio&lt;br /&gt;...e se parlassimo e soprattutto ricordassimo i nostri genitori che pur di lavorare andavano in motorino da treviso a padova,vicenza ecc... magari anche sotto la pioggia(mio padre), e visto che negli anni sessanta (almeno noi ) il telefono non lo avevamo, spesso arrivava sul posto e lo rispedivano a casa perch... Visualizza altro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ornella Masciotti alle 16.53 del 08 luglio&lt;br /&gt;e se parlasdimo di chi non ha una lira,50 anni di esperienza, disposto anche a spostarsi, ma non lo vogliono perchè si spende meno a prendere uno stagista o uno di 29 anni inquadrandolo come apprendista?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Denis Barea alle 16.53 del 08 luglio&lt;br /&gt;e se parlassimo di tutti quelli che, l'ultima volta, hanno votato sbagliato?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ornella Masciotti alle 16.55 del 08 luglio&lt;br /&gt;e se parlassimo di tutti quelli che hanno provato a votare entrambi ma non hanno avuto niente da nessuno?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Denis Barea alle 16.56 del 08 luglio&lt;br /&gt;ecco, parliamone. da qualche parte dovremo pur cominciare, no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ornella Masciotti alle 16.57 del 08 luglio&lt;br /&gt;non credo più a nessuno....solo interessi personali in politica, e basta!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Denis Barea alle 17.00 del 08 luglio&lt;br /&gt;e secondo te, se ci mettiamo io e te e qualche altro qualche cosa cambia? Noi abbiamo il DIRITTO a far s... Visualizza altro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ornella Masciotti alle 17.05 del 08 luglio&lt;br /&gt;partecipare...mi ricorda i miei anni di gioventù...e non mi pare le cose siano cambiate molto...se permetti li mando tutti a cagare (scusa il francesismo)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Denis Barea alle 17.09 del 08 luglio&lt;br /&gt;moriremo svuotati e leggeri, ma sfiniti a furia di lamentarci....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ornella Masciotti alle 17.13 del 08 luglio&lt;br /&gt;non mi lamento più...ormai sono rassegnata...forse solo una rivoluzione....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Denis Barea alle 17.14 del 08 luglio&lt;br /&gt;la rivoluzione si fà ogni giorno, un gesto e una parola alla volta....convinceremo anche camolei....:-)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Alfonso De Marchi Scalabrio alle 17.14 del 08 luglio&lt;br /&gt;....ingegno, mollllllta grinta, sacrificio, che tornino pure i calli sulle morbide mani e soprattutto poche chiacchiere!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Denis Barea alle 17.15 del 08 luglio&lt;br /&gt;sono d'accordo. magari anche meno r moscie al tesoro, meno troie al governo, meno pippaioli all'opposizione. Basta non votarli.....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ornella Masciotti alle 17.17 del 08 luglio&lt;br /&gt;Infatti...quando votammo a sinistra...che pacchia!!! Bah...tutte parole...la politica è tutta parole e niente fatti (x noi: x loro, invece....tutti i privilegi possibili...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Denis Barea alle 17.18 del 08 luglio&lt;br /&gt;detto questo, che si fa? che gli diciamo a sto camolei, che fa tanto casino per il dalai lama e propone anche le delibere di inziativa popolare a TReviso? lasciamo che si faccia strada tra i privilegi o a quelli come lui chiediamo e proponiamo qualche cosa?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ornella Masciotti alle 17.19 del 08 luglio&lt;br /&gt;che facciano come vogliono...mi danno la nausea...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Denis Barea alle 17.19 del 08 luglio&lt;br /&gt;bandiera bianca?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Ornella Masciotti alle 17.20 del 08 luglio&lt;br /&gt;da un bel po'....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Denis Barea alle 17.22 del 08 luglio&lt;br /&gt;peccato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Elena Marasciulo alle 17.35 del 08 luglio&lt;br /&gt;perchè non ricordiamo allora al signor tremonti che l'ultima volta che stavano al governo inneggiavano alla FLESSIBILITA' che c'era in Spagna, dove adesso c'è il più alto tasso di disoccupazione d'Europa? ah, dimenticavo, essendo un falso problema, in Spagna possono stare tranquilli....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Denis Barea alle 17.37 del 08 luglio&lt;br /&gt;olè!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Elena Marasciulo alle 17.45 del 08 luglio&lt;br /&gt;anca i tori se lamenta!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Denis Barea alle 17.45 del 08 luglio&lt;br /&gt;però non capisco: tutti si lamentano, poi tutti a fare una bella ritirata.....&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-1268283952857360263?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/1268283952857360263/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/07/badanti-una-discussione-su-facebook.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/1268283952857360263'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/1268283952857360263'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/07/badanti-una-discussione-su-facebook.html' title='BADANTI, UNA DISCUSSIONE SU FACEBOOK'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-4821690986296012522</id><published>2009-07-09T01:06:00.000-07:00</published><updated>2009-07-09T01:09:39.473-07:00</updated><title type='text'>BADANTI IN NERO, IL DITO E LA LUNA</title><content type='html'>&lt;a onblur="try {parent.deselectBloggerImageGracefully();} catch(e) {}" href="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SlWlssV75kI/AAAAAAAAAEM/Oxi60j8-RCE/s1600-h/badante3.JPG"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 224px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SlWlssV75kI/AAAAAAAAAEM/Oxi60j8-RCE/s320/badante3.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5356369519063066178" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;C’è da dubitare che vi possa essere un provvedimento ad hoc per “sanare” la situazione delle badanti irregolari. Come potrebbe infatti la Lega, dopo aver fatto la voce grossa e aver ottenuto il doppio giro di vite sull’immigrazione nel pacchetto sicurezza, fare due o tre passi indietro?&lt;br /&gt;Quindi chi resterà escluso dalle programmazioni del prossimo decreto flussi finirà per ritrovarsi clandestino e quindi, come dice il decreto, diventerà un criminale.&lt;br /&gt;Chi oggi si appella a revisioni del decreto sicurezza, magari perché incalzato dalle critiche della Chiesa, poteva francamente svegliarsi prima. Come giustamente ha già detto qualcuno, dove erano i cattolici della maggioranza, oggi prodighi di consigli riparatori  e anche di critiche, quando il decreto è stato scritto, discusso e votato? Insomma: chi rompe paga, e i cocci sono suoi. E la Lega non accetterà di rientrare nel mucchio della vecchia politica, quella che “fatta la legge, trovato l’inganno”, perché della questione sicurezza e immigrati e sull’atteggiamento di estrema durezza sul punto ha costruito una battaglia politica sostanziale, che le serve per mantenere, nel centrodestra, una identità e una riconoscibilità precisa.&lt;br /&gt;La vicenda del decreto, della criminalizzazione della clandestinità in quanto tale e della conseguente stretta sulle badanti in nero, non è però qualche cosa che ha a che fare solo con la gestione dell’immigrazione. Il dito delle badanti indica infatti la luna del fallimentare, o se si preferisce inesistente, welfare italiano. Un welfare la cui assenza costringe i cittadini e le famiglie ad arrangiarsi, secondo la più italica delle tradizioni.&lt;br /&gt;Chi  scopre oggi il “bubbone” delle badanti in nero è un ipocrita. Che funzioni così lo si sa da sempre, praticamente da quando le badanti hanno cominciato ad arrivare. Per anni ci siamo messi una mano davanti agli occhi per tollerare non solo il lavoro abusivo, ma il fatto che questa società lascia a se stessi gli anziani e più in generale i cittadini in stato di bisogno e di assistenza. Lo Stato italiano, così prodigo di parole  quando si tratta di parlare di famiglia e così vergognosamente assente quando si deve fare davvero qualche cosa per sostenerla, ha affidato al mercato la soddisfazione del bisogno di curare e assistere, spesso con orario continuato, i nostro genitori e i nostri nonni. &lt;br /&gt;Una bella riconoscenza davvero per quelle persone che, per tutta la vita, hanno supplito alle manchevolezze dello stato sociale, generoso con i finti invalidi e tirchio invece con i cittadini per bene. Il risultato è che troppo spesso le famiglie sono costrette a sobbarcarsi in proprio  il compito e i costi di essere una rete di protezione naturale e necessariamente sostitutiva del welfare universalistico di cui si sente sempre più bisogno: si assistono i figli giovani, che non trovano lavoro o lo hanno precario e mal pagato. Poi ci si occupa della cura dei figli dei nostri figli, perché posti negli asili nido ce ne sono pochi e se ci sono, spesso sono solo nelle strutture private che costano una fortuna. Infine, arrivati al momento del bisogno, i genitori diventati anziani da assistere devono per forza affidarsi, a loro volta, a qualcun altro, cioè alla brava e leale signora dell’Est, magari a digiuno di qualsiasi nozione infermieristica di base.&lt;br /&gt;Non serve scomodare lo stato babysitter per immaginare che, invece, quella filiera del bisogno, che gli italiani risolvono con il fai da te, dovrebbe essere l’oggetto di un sistema di welfare efficiente, che non abbandona le famiglie a se stesse e che non lasci al mercato, cioè il luogo dove si fanno profitti e non socialità e assistenza, il compito di soddisfare bisogni primari.&lt;br /&gt;Il dito delle badanti in nero e dei problemi delle famiglie che dovranno metterle in regola (forse) se ne hanno le possibilità ma che adesso temono di autodenunciarsi, indica la luna del più generale nodo dell’assistenza, del welfare, del modo di intendere l’assistenza, di essere società che promuove e tutela la persona. &lt;br /&gt;Questa vicenda, che al di là delle valutazioni sull’atteggiamento nei confronti dei migranti mette anche a  nudo il modo confusionale e spesso propagandistico  con cui la politica italiana scrive le leggi e regola la convivenza, potrebbe quindi servire a rendere più consapevole l’opinione pubblica su un problema sociale il cui valore va  ben al di là della sicurezza che si vorrebbe imporre a colpi di nuovi reati da scrivere nel codice penale e con la  gestione con il pugno di ferro e i cavalli di frisia del fenomeno migratorio. &lt;br /&gt;Si tratta di vedere se sapremo guardare alla luna, invece di fissarci solo sul dito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-4821690986296012522?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/4821690986296012522/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/07/badanti-in-nero-il-dito-e-la-luna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/4821690986296012522'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/4821690986296012522'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/07/badanti-in-nero-il-dito-e-la-luna.html' title='BADANTI IN NERO, IL DITO E LA LUNA'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SlWlssV75kI/AAAAAAAAAEM/Oxi60j8-RCE/s72-c/badante3.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-7395581428818581646</id><published>2009-07-02T08:40:00.000-07:00</published><updated>2009-07-02T08:53:53.005-07:00</updated><title type='text'>SE QUESTA E' SICUREZZA, A FUROR DI POPOLO</title><content type='html'>Pochi di noi se lo ricordano, lo abbiamo letto sui libri di scuola. Ma nell'america del sud, intendo gli stati meridionali degli Stati Uniti, sapete come si giustificava la segegreazione razziale negli anni '50? Con esigenze di sicurezza. I negri (sì, i negri) erano infatti "corrotti, stupratori, ladri, portatori di sporcizia e malattie, cattivi lavoratori, inaffidabili, falsi e miscredenti".&lt;br /&gt;Tolta la miscredenza, mi pare che ci siano tutti, o gran parte, degli aggettivi che oggi vengono rivolti agli immigrati e cioè tutto l'impianto ideologico che sta alla base di quella parte del decreto sicurezza che riguarda l'immigrazione.&lt;br /&gt;Io non ho mai visto con simpatia le teorie e le posizioni terzomondiste, quelle cose del tipo "noi li abbiamo sfruttati per anni, adesso dobbiamo dare qualche cosa in cambio". Non esiste, da parte di un paese, l'obbligo a ricevere gli immigrati, anche se penso ci sia l'obbligo morale di fare sì che la condizione umana, nel mondo, sia la più giusta possibile, anche senza inseguire chimere o falsi miti.&lt;br /&gt;Ma c'è una grande differenza dal dire che in Italia serve una legislazione attenta a tutto, quando si parla di immigrazione, e questo pateracchio di norme e normacce, guidate solo dal sentimento, purtroppo diffuso, di xenofobia e fastidio per gli stranieri.&lt;br /&gt;Non penso tanto al reato di clandestinità, che comunque secondo me è inutile, quanto alla parte di applicazione, quella che riguarderà i clandestini malati, i figli dei clandestini e quindi essi stessi clandestini. Essere clandestino non è sempre essere un delinquente. Il più delle volte è essere un disperato. C'è una umanità di fondo che va usata anche nei confronti di chi non ha le carte in regola per stare nel nostro paese. E' una umanità che, a furor di popolo, questo pacchetto sicurezza non rispetta minimamente. E' solo una legge punitiva, che fa felici i tanti, dalle mie parti qui al Nord, che se ne fregano  che, nei fatti, si stia parlando di persone molto spesso indifese, disperate, in una condizione di povertà e indigenza che noi non riusciamo neppure a immaginare. Rispetto alle quali va certo applicata una legge giusta che consenta di mettere regole da rispettare, ma anche che guardi all'integrazione. Perchè questi migranti non sono soltanto "corrotti, stupratori, ladri, portatori di sporcizia e malattie, cattivi lavoratori, inaffidabili, falsi e miscredenti". Sono persone, sono uomini, donne e famiglie che, senza saperne più di tanto, scappano e vagano alla ricerca di una vita con la V maiuscola. Sono come tanti nostri nonni, nonne e padri e madri, emigranti e pieni di speranza, scambiati per cenciosi e mafiosi, puzzolenti maltrattatori dei figli. Sono gli ultimi del mondo. E per ultimi, mi pare, li vogliamo lasciare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-7395581428818581646?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/7395581428818581646/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/07/se-questa-e-sicurezza-furor-di-popolo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7395581428818581646'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7395581428818581646'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/07/se-questa-e-sicurezza-furor-di-popolo.html' title='SE QUESTA E&apos; SICUREZZA, A FUROR DI POPOLO'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-2155522180764394491</id><published>2009-06-29T03:26:00.000-07:00</published><updated>2009-06-29T03:30:12.375-07:00</updated><title type='text'>FACEBOOK E DINTORNI</title><content type='html'>L'altro giorno ho messo, sul mio stato in facebook, tre domande rivolte alla comunità di amici. Solo una persona mi ha risposto, ma credo che i suoi commenti meritino di essere pubblicati anche qui.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le mie tre domande erano:&lt;br /&gt;Tra il Pd di Bersani o Franceschini, di cui non si capisce bene la linea politica, e la Pdl del Berlusconi di oggi, in deficit di liberalismo, che spazio c'è, se c'é, per un soggetto terzo, moderato e riformatore? Il referendum ha davvero bocciato il bipartitismo? Quali valori e quali istanze oggi non sono rappresentate dal bipolarismo muscolare destra-sinistra, pur essendo i bisogni della maggioranza degli italiani?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Queste sono le risposte di Donatello Negrisolo (http://www.facebook.com/profile.php?id=1186447846&amp;ref=profile#/profile.php?id=1561312148&amp;ref=mf)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Uno spazio potrebbe esserci se nel centro-destra ci sarà un "fuggi fuggi" ...&lt;br /&gt;http://www.ft.com/cms/s/d0170a52-6120-11de-aa12-00144feabdc0,Authorised=false.html?_i_location=http%3A%2F%2Fwww.ft.com%2Fcms%2Fs%2F0%2Fd0170a52-6120-11de-aa12-00144feabdc0.html%3Fnclick_check%3D1&amp;_i_referer=http%3A%2F%2Fwww.repubblica.it%2F2009%2F06%2Fsezioni%2Fpolitica%2Fberlusconi-divorzio-10%2Frassegna-25%2Frassegna-25.html&amp;nclick_check=1&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non penso che il referendum abbia bocciato il bipartitismo.Temo che la questione sia molto più "terra terra": il livello medio culturale si è talmente abbassato che molti cittadini non capiscono più i contenuti dei quesiti referendari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La 3a domanda è sicuramente la più impegnativa e la più interessante.Una delle istanze potrebbe essere il CAMBIAMENTO reale della classe dirigente.Quello del centro-destra è un cambiamento fittizio,ma è percepito come reale dalla società.Il cambiamento del centro-sinistra è talmente ipocrita e sterile che viene percepito tale qual è.&lt;br /&gt;Uno dei valori di cui si avverte l'assenza è la schiettezza,tanto nei "big" locali che nazionali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-2155522180764394491?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/2155522180764394491/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/06/facebook-e-dintorni.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2155522180764394491'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2155522180764394491'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/06/facebook-e-dintorni.html' title='FACEBOOK E DINTORNI'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' 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src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-3205962463951782360</id><published>2009-06-23T07:15:00.001-07:00</published><updated>2009-06-23T07:15:47.166-07:00</updated><title type='text'>BALLOTTAGGI: CESA, PER UDC NESSUNA POLITICA DEI DUE FORNI</title><content type='html'>(ANSA) - ROMA, 23 GIU - l' Udc non ha adottato la politica&lt;br /&gt;dei ''due forni'' in queste elezioni amministrative. Lo afferma&lt;br /&gt;il segretario dei centristi Lorenzo Cesa, in collegamento&lt;br /&gt;telefonico con Radio Anch'io.&lt;br /&gt;In sostanza, Cesa sottolinea che le alleanze decise dal suo&lt;br /&gt;partito a livello locale, con il centrodestra ed il&lt;br /&gt;centrosinistra, hanno preso in considerazione esclusivamente&lt;br /&gt;chi, nei due schieramenti, ha ''preso a cuore'' le proposte&lt;br /&gt;dell'Udc. E questo non prefigura nessuna alleanza in vista di&lt;br /&gt;altre tornate elettorali.&lt;br /&gt;Cesa ha aggiunto che le scelte fatte dall'Unione di centro a&lt;br /&gt;livello locale per i ballottaggi rappresentano anche la risposta&lt;br /&gt;all'arroganza di qualche leader locale nei confronti dei&lt;br /&gt;centristi. (ANSA).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-3205962463951782360?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/3205962463951782360/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/06/ballottaggi-cesa-per-udc-nessuna.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3205962463951782360'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3205962463951782360'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/06/ballottaggi-cesa-per-udc-nessuna.html' title='BALLOTTAGGI: CESA, PER UDC NESSUNA POLITICA DEI DUE FORNI'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-7724897488030782403</id><published>2009-06-23T07:14:00.001-07:00</published><updated>2009-06-23T07:14:41.959-07:00</updated><title type='text'>ZUGNO? UN PASSO INDIETRO</title><content type='html'>PER TREVISO-UDC&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Il sindaco Gobbo prenda atto del bisogno di intervenire sulla gestione della politica finanziaria del Comune”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“E’ tempo che il sindaco Gobbo prenda atto del bisogno, non rinviabile, di mettere mano alla politica finanziaria del Comune di Treviso e riportarla nell’alveo della diligenza e della perizia che servono quando si gestisce il denaro dei cittadini. Lo scontro con l’assessore regionale al Bilancio dimostra che non stiamo parlando di cose “politiche” ma tecniche, che hanno a che fare con la competenza. Non è detto che un buon commercialista sia anche un ottimo amministratore pubblico”.&lt;br /&gt;Paolo Camolei, capogruppo in Consiglio Comunale di “Per Treviso-Udc” è intervenuto con queste parole per commentare la polemica a distanza, sullo sforamento del patto di stabilità da parte di Treviso , tra l’assessore al Bilancio della Regione Isi Coppola e quello del Comune di Treviso Fulvio Zugno.&lt;br /&gt;“Si tratta dell’ennesimo episodio sintomatico di una gestione che non è quella di cui ha bisogno un ente pubblico. Dalle modalità e dagli esiti della trattativa sull’aeroporto all’enorme avanzo di bilancio accumulato alla fine del precedente mandato, dall’esercizio provvisorio alla pessima gestione del caso doppio canone, è chiaro che siamo in balia della confusione più totale. Il problema non è politico ma tecnico: ci si renda conto, come in passato è stato fatto con coraggio ad esempio da Gentilini, che a volte negli assessorati c’è bisogno dei operare un ricambio”.&lt;br /&gt;“Non chiedo le dimissioni di Zugno, preferisco invitarlo a fare un passo indietro. Non mi interessa di mettere in difficoltà la maggioranza, perché credo che questa situazione abbia a che fare con il buon governo cittadino, non con lo scontro fra partiti. Per questo mi aspetto da parte del Sindaco, della Giunta e anche da parte di Lega e Pdl, il riconoscimento della situazione. In casi contrario, allora sì l’imperizia diventerebbe responsabilità politica, di cui rispondere alla cittadinanza. In questa fase delicatissima per i bilanci degli Enti Pubblici, la gestione finanziaria del Comune di Treviso richiede, evidentemente, maggiore efficienza. E’ un fatto a cui non si può sfuggire”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Treviso, 22-6-2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-7724897488030782403?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/7724897488030782403/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/06/zugno-un-passo-indietro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7724897488030782403'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7724897488030782403'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/06/zugno-un-passo-indietro.html' title='ZUGNO? UN PASSO INDIETRO'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-3647645967435732074</id><published>2009-06-10T06:50:00.000-07:00</published><updated>2009-06-10T06:51:58.972-07:00</updated><title type='text'>LA LEZIONE DELLA LEGA (il mio editoriale di oggi su Tribuna di Treviso)</title><content type='html'>16 Comuni della provincia trevigiana in cui si conferma la guida di sindaci della Lega Nord, i 17 conquistati, l’effetto trascinamento - come a Paese - a beneficio di coalizioni di centrodestra, i 90 campanili su 95 in cui il Carroccio è il partito più votato sono un dato politico incontestabile che segna l’affermazione, elettorale e culturale del partito di Umberto Bossi nella Marca.&lt;br /&gt; Sono anche dati che ci dicono come, nell’epoca della comunicazione politica, dell’ immagine e dello straripante effetto stampa e tivù, vince e convince, alle amministrative, il candidato di prossimità.&lt;br /&gt; Paga di sicuro aver imposto, in tempo di crisi, il conflitto orizzontale sostituendolo a quello verticale.&lt;br /&gt; La rivendicazione - e il malumore - non si esprimono più con modalità «di classe» dal basso verso l’alto, ma si rivolgono verso problemi, o nemici, esterni anche se contigui: gli immigrati, la criminalità, la burocrazia, le tasse, lo Stato romanocentrico.&lt;br /&gt; In questo senso i poster elettorali con le barche ricolme di disperati e la scritta «abbiamo fermato l’invasione», o le rassicuranti fotografie di Umberto Bossi che promette di non lasciarci soli, o il pittoresco accostamento tra gli noi e gli indiani d’america, finiti a vivere nelle riserve a causa dell’immigrazione europea, centrano il bersaglio della pancia, ma sono solo dettagli in più.&lt;br /&gt; Perché la Lega vince e convince soprattutto grazie alla capacità di radicarsi. E’ il partito dei candidati che sono «quelli come noi»: il macellaio, il commercialista, l’amico del bar, l’artigiano stimato e conosciuto da tutti, l’imprenditrice. Personalità e persone che nel loro ambiente non si fanno vedere in giro solo qualche mese prima delle elezioni, ma che vivono la realtà sociale in cui sono immersi: animano le feste, discutono nei bar, danno lavoro, organizzano le gite della scuola.&lt;br /&gt; L’asso nella manica rappresentato dal senso di identità e di comunità è quindi calato con sapienza e maestria. E riesce a catalizzare anche i voti di protesta, che non si dirigono verso proposte troppo complesse e troppo articolate, ma trovano soddisfazione in risposte molto più semplici. Il conflitto in orizzontale, appunto.&lt;br /&gt; Questo voto è trasversale, interclassista. E la prossimità a tutti noi del candidato è il cavallo di Troia che consente di affermare certe opinioni, idee e convinzioni, anche quelle più rudi, come nel caso dell’atteggiamento nei confronti degli stranieri.&lt;br /&gt; Il caso Treviso, isola infelice nella giornata della grande vittoria leghista, è di per se l’altra faccia della medaglia, che però non smentisce ma conferma le ragioni del voto leghista: al di là della tradizionale debolezza rispetto ad altri centri della Marca, la Lega del capoluogo paga una modalità politica e amministrativa, in questo primo anno di mandato, che è nei fatti di rottura non solo con la lunga esperienza gentiliniana, ma anche con il primo giro di giostra con Paolo Gobbo sindaco.&lt;br /&gt; E sono forse certi imbarazzi e passi incerti, se non proprio falsi, su alcune questioni tutte cittadine, che le drenano consenso perchè l’hanno allontanano dalla «piazza», facendola superare, nell’urna, da Pdl e anche Pd.&lt;br /&gt; Con la Lega nostrana che vince, tutti - compreso il suo alleato Popolo della Libertà - devono fare i conti. Ma il confronto è e dovrà necessariamente essere, oltre che sui programmi, sul metodo.&lt;br /&gt; Il punto non è inseguire il Carroccio sui suoi temi più congeniali, dal federalismo alla sicurezza, passando per l’immigrazione. Anzi: lo scimmiottamento ha solo rafforzato l’originale, come peraltro è anche giusto che sia.&lt;br /&gt; Quello che si conferma terreno di battaglia è invece il nodo della prossimità: il contatto con le comunità, il saper riannodare i rapporti con il tessuto sociale, riprendersi pezzi di partecipazione e di identità.&lt;br /&gt; La partita non si gioca sul piano banale di chi è più bravo ad assecondare la pancia dell’elettore, ma vedrà vincere, come succede ora, chi riesce a farsi comprendere dalla gente solo dopo aver saputo, prima, ascoltare e capire.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-3647645967435732074?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/3647645967435732074/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/06/la-lezione-della-lega-il-mio-editoriale.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3647645967435732074'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3647645967435732074'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/06/la-lezione-della-lega-il-mio-editoriale.html' title='LA LEZIONE DELLA LEGA (il mio editoriale di oggi su Tribuna di Treviso)'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-8862280165978523210</id><published>2009-06-09T04:18:00.001-07:00</published><updated>2009-06-09T04:18:55.689-07:00</updated><title type='text'>I MERITI DELLA LEGA, UNA SFIDA PER GLI ALTRI</title><content type='html'>Non c’è dubbio: la risposta alle paure della globalizzazione, ai timori per la crisi, alle incertezze di un quadro politico sempre più smutandato, abbiamo risposto con un voto iperlocale, comunitario, identitario. &lt;br /&gt;Ma la crocetta sopra al simbolo della Lega non è solo sintomo di chiusura e paura: credo vada dato merito – e atto – al Carroccio di essere il partito che meglio interpreta il rapporto con il territorio.&lt;br /&gt;Penso che la lezione, che non è di oggi ma è stata solo confermata dalle ultime elezioni, sia piuttosto ovvia: nell’epoca del candidato mediatico, dello strapotere della comunicazione, della tentazione dell’immagine e della personalizzazione come inizio e fine della strategia per arrivare al consenso, vada riscoperta la politica come servizio.&lt;br /&gt;Di quello che i leghisti dicono e pensano io non condivido più quasi nulla. Ma non posso non riconoscere la loro abilità nel mettersi, o quantomeno dare l’impressione di farlo,  “a disposizione”. Per questo sono popolari, interclassisti, trasversali. Per questo vincono.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-8862280165978523210?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/8862280165978523210/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/06/i-meriti-della-lega-una-sfida-per-gli.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/8862280165978523210'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/8862280165978523210'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/06/i-meriti-della-lega-una-sfida-per-gli.html' title='I MERITI DELLA LEGA, UNA SFIDA PER GLI ALTRI'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-7620581243932292871</id><published>2009-06-08T06:50:00.000-07:00</published><updated>2009-06-08T06:55:55.796-07:00</updated><title type='text'>EUROPEE</title><content type='html'>Quanto vale il fatto che Berlusconi si sia fermato a quota 36? Praticamente nulla, se non che questa è, nella logica del referendum pro o contro e rispetto ai suoi appelli e millantati sondaggi, una microsconfitta. Esce sconfitto non il Pdl, o la sua politica, ma la brama di plebiscito.&lt;br /&gt;Detto questo, l'alta astensione e il fatto che si trattasse di elezioni europee dovrebbero secondo me consegnare tutto ad una dimensione di commento un po' meno frenetica.&lt;br /&gt;Il vero dato politico, per così dire, è la netta e abbondante maggioranza al gruppo popolare a Strasburgo, per quello che tutto ciò vorrà dire in termini di scelte politiche su molti temi.&lt;br /&gt;Vedo sui blog e su facebook che nel Pd c'è una certa soddisfazione per il fatto che Berlusconi non abbia oltrepassato quota 40: mi pare una vittoria di Pirro, anzi neppure quella.&lt;br /&gt;Semmai il vero nodo è un altro: esce sconfitto il bipolarismo bipartitismo bramato dal Pd e da Berlusconi, e questo per merito della lega, dell'Udc e dell'Italia dei Valori.&lt;br /&gt;Una ragione in più per non votare al prossimo referendum capestro sulla legge elettorale, con cui i pesci grandi della politica italiana vorrebbe mangiarsi i piccoli, a dispetto di quello che pensano gli elettori.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-7620581243932292871?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/7620581243932292871/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/06/europee.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7620581243932292871'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7620581243932292871'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/06/europee.html' title='EUROPEE'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-8678750446509525430</id><published>2009-05-20T00:43:00.001-07:00</published><updated>2009-05-20T00:43:51.415-07:00</updated><title type='text'>E MENO MALE CHE NOI ABBIAMO IL PROSECCO</title><content type='html'>Posto questo articolo di Gian Antonio Stella, decisamente illuminante&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Xenofoba non per razzismo ma per pi­grizia, clientelismo, gelosia accademica e professionale. Risultato: su 20 milioni di laureati dei paesi Ocse che arricchisco­no i paesi nei quali si sono trasferiti, quelli che hanno scelto l’Italia sono lo 0,7%. Meno di quanti hanno scelto la Tur­chia. Un dato umiliante. Che emerge da un dettagliatissimo rapporto che animerà sabato a Pisa il convegno «Brain Drain and Brain Gain» (un gioco di parole sui cervelli in fuga e cervelli guadagnati) or­ganizzato alla Scuola Superiore «Sant’An­na » dalla fondazione Rodolfo Debenedet­ti con la partecipazione, tra gli altri, di Maria Stella Gelmini. Intitolato «La batta­glia dei cervelli: come attrarre i talenti» e curato da ricercatori di vari paesi (Her­bert Brucker della IAB, Simone Bertoli dell’Istituto Universitario Europeo, Gio­vanni Facchini della Statale di Milano), Anna Maria Mayda della Georgetown University e Giovanni Peri della califor­niana University of Davis), il rapporto esamina «le conseguenze della competi­zione internazionale per la manodopera altamente qualificata dal punto di vista dei paesi che ricevono i talenti». E i nu­meri, che sono sì del 2001 (ultimo censi­mento disponibile) ma sono inediti per­ché elaborati in questi mesi, ci fanno ar­rossire. Vi si spiega infatti che, a causa dell’«at­tuale sistema a quote» che «non mira a selezionare i lavoratori più qualificati», gli stranieri laureati che vivono da noi «sono il 12% del totale, di cui solo l’1,8% possiede anche una specializzazione post-laurea». Si tratta della percentuale più bassa tra i paesi dei quali sono dispo­nibili i dati del censimento. Di più: «Gli stranieri che arrivano nel nostro Paese sono mediamente più istruiti degli italia­ni, ma meno degli immigrati che si diri­gono in altri Paesi europei, soprattutto in quelli che adottano politiche di immi­grazione selettive». Qualche esempio? In Italia ogni cento laureati nazionali ce ne sono 2,3 stranieri contro una media Oc­se di 10,45. Negli Usa ce ne sono 11 ab­bondanti, in Austria 12, in Svezia 14, in Olanda e Gran Bretagna 16, in Nuova Ze­landa 21, in Canada 25, in Irlanda 26, in Australia addirittura 44. Va da sé che il rapporto fra «cervelli» che esportiamo e importiamo è perden­te. I laureati italiani che se ne sono anda­ti a lavorare nei 30 paesi Ocse sono 395.229. Quelli che hanno fatto il percor­so inverso 57.515. Con un saldo negati­vo di 337.714 «dottori». Saldo che, an­che ad aggiungere gli 84.903 laureati arri­vati da paesi non Ocse, resta altissimo: ci mancano 252.811 «teste». Gente che, mentre importavamo mungitori di muc­che pakistani e raccoglitori di pomodori nigeriani, ha regalato intelligenza, prepa­razione, fantasia a università e istituti di ricerca e aziende e sistemi professionali meno arroccati dei nostri. Certo, non siamo i soli ad avere un sal­do in rosso. Anche la Francia per esem­pio, rispetto al panorama import-export all’interno dell’Ocse, è sotto di circa 70mila «cervelli». La Spagna di 43mila, l’Olanda di 84mila, la Germania addirit­tura di 370mila. Ma tutte queste grandi nazioni (tran­ne la Gran Bretagna, sulla quale pesa la storica emorragia verso l’ex colonia ame­ricana) non solo attirano molti ma molti più laureati di noi ma recuperano con l’immigrazione qualificata dai paesi non Ocse fino ad andare in attivo. Peggio di noi stanno solo la Corea, il Messico e la Polonia. Quanto ai poli di attrazione, fanno in­vidia il Canada (che tra immigrati laurea­ti di paesi Ocse e non Ocse va in attivo di due milioni e 200 mila unità), l’Australia (in attivo di un milione e 520mila) e gli Stati Uniti, capaci di attrarre complessi­vamente quasi dieci milioni di «dottori» stranieri. Una forza d’urto intellettuale, scientifica, professionale impressionan­te. Che straccia ogni confronto. E che proprio in momenti di crisi quale questo rischia di pesare come l’enorme differen­za tra loro e noi. Con le nostre università piene di mogli, figli e cognati. I nostri istituti di ricerca asfissiati da conti­nui tagli di bilancio. Le nostre azien­de familiari dove il padre preferi­sce passare al figlio, magari un po’ «mona», piuttosto che affidar­si a «forestieri». I nostri Ordini sbarrati con i catenacci verso i giovani «intrusi». Certo, quelle degli altri sono società «multietniche». Che qualcuno, da noi, guarda con fa­stidio. Ma ce la possiamo per­mettere una società ermetica­mente chiusa e protetta non so­lo dalle motovedette ma anche dai vigilantes degli orticelli scientifici e professionali in un mondo in cui, come spiegava l’al­tra settimana sul «Sole 24 ore» Giorgio Barba Navaretti, i lavoratori immigrati sono «uno ogni quattro in Australia, ogni sei negli Usa, ogni nove in Gran Bretagna e ogni quindici in Ita­lia »? Certo è che i risultati sono lì, nella tabella del rapporto di Pisa: dei 20.426.737 «cervelli» del gruppo Ocse che si sono sparpagliati per il mondo con­tribuendo alla ricchezza dei paesi prescel­ti, più della metà sono finiti negli Usa, un settimo nel Canada, un dodicesimo in Au­stralia. E solo 7 su mille (sette su mille!) hanno scelto la penisola di Leonardo Da Vinci, Antonio Meucci, Enrico Fermi che non a caso forse se n’erano andati loro pure all’estero. Fate voi i conti: di questo immenso patrimonio umano e intellet­tuale mondiale siamo riusciti ad attinge­re sette gocce: la metà della Svizzera, un quarto della Francia, un settimo della Germania, un nono della Gran Bretagna. E meno male che abbiamo il sole, Vene­zia, Capri, la pizza, il prosecco... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gian Antonio Stella&lt;br /&gt;20 maggio 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-8678750446509525430?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/8678750446509525430/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/05/e-meno-male-che-noi-abbiamo-il-prosecco.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/8678750446509525430'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/8678750446509525430'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/05/e-meno-male-che-noi-abbiamo-il-prosecco.html' title='E MENO MALE CHE NOI ABBIAMO IL PROSECCO'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-3223357873219834472</id><published>2009-05-18T04:49:00.000-07:00</published><updated>2009-05-18T04:50:55.955-07:00</updated><title type='text'>I NOSTRI (BASSI) STIPENDI</title><content type='html'>Non basta l’alto livello della tassazione a giustificare il fatto che lo stipendio italiano è il più povero tra quelli che vengono erogati nei paesi “avanzati”. Lo dimostra il fatto che in Germania e in Francia l’imposizione è più alta eppure si paga di più e quindi anche meglio.&lt;br /&gt;Allo stesso modo, la produttività – intesa come parte della retribuzione – e la contrattazione collettiva (come cause ei bassi stipendi) sono solo foglie di fico.&lt;br /&gt;La sostanza è che invece il lavoro italiano è, nella generalità dei casi, un lavoro “povero”. Un lavoro povero che  tieni in piedi un sistema di piccole o piccolissime aziende, poco strutturate, poco capitalizzate, poco propense alla spesa per investimento perché a corto (consolo da ora) di liquidità. Il lavoro poco pagato è, purtroppo, un compromesso a cui si è costretti per avare un lavoro. Ma così non va bene.&lt;br /&gt;Il problema  per il lavoratore italiano non si ferma qui. Perché ad uno stipendio basso corrisponde poi un’alta imposizione indiretta: dobbiamo compartecipare alla spesa sanitaria, paghiamo bollette per i rifiuti astronomiche, paghiamo bollette sull’energia carissime, la telefonia è un investimento, le tasse universitarie sono folli. Ci toccano anche il bollo, le rette degli asili nido, le tasse scolastiche alle superiori, un caro vita offensivo del buon senso. E alcune spese mediche, come ad esempio quelle dentistiche, che sono del 15% superiori alla media Ue, senza contare che siamo un paese in cui nei fatti il dentista della mutua non esiste. O se esiste qualche volta è meglio evitarlo.&lt;br /&gt;Tutto questo descrive una situazione  deprimente. Paghiamo tasse molto alte ma riceviamo servizi pessimi, o quando va bene scadenti. E ne riceviamo sempre meno. &lt;br /&gt;Lavoriamo tanto ma siamo pagati poco. E le famiglie non sono aiutate per nulla, visto che quanto ad assegni e sostegni economici stiamo in fondo alla classifica dell’Unione perché facciamo meglio solo di Portogallo e Grecia.&lt;br /&gt;Dobbiamo stare molto attenti: il lavoro mal pagato è la maniera migliore per farci scappare le teste migliori. E oramai da tempo stiamo assistendo ad una ripresa dell’emigrazione, soprattutto da parte dei giovani  con maggiore scolarizzazione e cultura, oltre che di maggiori competenze specifiche.&lt;br /&gt;Ora: tutti, sulla notizia che oggi abbiamo trovato nei nostri giornali &lt;strong&gt;http://www.corriere.it/economia/09_maggio_17/salari_ocse_437b9714-42e1-11de-94da-00144f02aabc.shtml&lt;/strong&gt;,  fanno la corsa per darle un senso rispetto alla propria posizione politica, o sindacale. Alla fine della fiera, tra chi attacca, chi giustifica e chi minimizza (pochi spiegano) restiamo noi con il cerino acceso.&lt;br /&gt;Se qualcuno chiedesse a me cosa farei io, posso solo rispondere sulla base della mia esperienza di imprenditore: io non strapago i miei dipendenti, ma credo di dare loro quanto è giusto ricevano per il lavoro e lo sforzo che fanno, e il contributo che danno alla sopravvivenza e al successo delle mie imprese. Non butto via i soldi, ma non faccio il tirchio. Né mi nascondo dietro alla parola flessibilità per cercare lavoro a buon mercato. Ovviamente loro vorrebbero di più, facendo i loro interessi. E io faccio i miei. Ma sono sicuro di una cosa: pagare male non è solo lesivo della dignità del lavoratore. E’ anche una offesa al suo tentativo di avere una esistenza che sia di più che semplicemente dignitosa. E pagare male è anche la maniera migliore per far lavorare male.&lt;br /&gt;Ovvio che, per pagare bene, bisogna fare cose che siano remunerative. &lt;br /&gt;Ecco il bivio a cui siamo: o migliorare e migliorarci, o continuare a fare economia di serie B. A pagare poco, a far vivere male. Se poi lo Stato, di suo, ci mette tasse alte e nessun servizio in cambio, il circolo vizioso è bello che chiuso. E il Paese va in crisi di suo, senza bisogno del crollo delle borse.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-3223357873219834472?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/3223357873219834472/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/05/i-nostri-bassi-stipendi.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3223357873219834472'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3223357873219834472'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/05/i-nostri-bassi-stipendi.html' title='I NOSTRI (BASSI) STIPENDI'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-3713338868264972143</id><published>2009-05-18T01:12:00.000-07:00</published><updated>2009-05-18T01:27:09.746-07:00</updated><title type='text'>TREVISO DI NOTE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/ShEbKXxV5bI/AAAAAAAAAEE/8HBmcBfM7LI/s1600-h/trevisodinote.bmp"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 227px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/ShEbKXxV5bI/AAAAAAAAAEE/8HBmcBfM7LI/s320/trevisodinote.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5337076898404361650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-3713338868264972143?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/3713338868264972143/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/05/treviso-di-note.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3713338868264972143'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3713338868264972143'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/05/treviso-di-note.html' title='TREVISO DI NOTE'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/ShEbKXxV5bI/AAAAAAAAAEE/8HBmcBfM7LI/s72-c/trevisodinote.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-2561183614364735868</id><published>2009-05-08T08:27:00.000-07:00</published><updated>2009-05-08T08:29:18.365-07:00</updated><title type='text'>CANONE FOGNARIO</title><content type='html'>Avrete, credo, letto la polemica sui giornali, relativa alla "querelle" tra me e l'assessore Zugno sulla questione dei requisiti necessari per richidere il rimborso. Per questo pubblico il comunicato stampa che ho inviato ai giornali, in cui spiego chiaramente cosa dice il parere della Corte dei Conti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;Per la restituzione del doppio canone fognario è illegittimo l’onere di allegare fatture e quietanze&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;em&gt;Lo dice proprio il parere inviato dalla Corte dei conti al Comune di Treviso.&lt;/em&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Proprio in ragione del contenuto del parere della Corte dei Conti confermo tutti i miei dubbi sulla modulistica approntata dal Comune per la restituzione del doppio canone fognario”.&lt;br /&gt;Paolo Camolei risponde così alle accuse dell’assessore Zugno.&lt;br /&gt;Spiega Camolei: “La Corte dei Conti Veneto, nel parere reso il 23 aprile proprio su richiesta del Comune di Treviso, dice esattamente il contrario di quello che continua inopinatamente a sostenere l’Assessore sull’onere di allegazione, cioè sull’obbligo, inesistente e se richiesto illegittimo di documentare le domande di rimborso con fatture e quietanze, relativamente al pagamento del canone e ai servizi di espurgo di vasche per utenze non collegate alla rete fognaria.&lt;br /&gt;La Corte evidenzia infatti che, mentre prima dell’emanazione della L. n. 13/2009 si poteva pensare che le domande di rimborso operassero sul piano privatistico, e che quindi il principio da applicarsi fosse quello dell’onere di allegazione proprio di ogni domanda di restituzione di indebito, dopo l’introduzione dell’art. 8 sexies della L. 13/2009  (cioè proprio la “disposizione-beffa” dovuta all’intervento del senatore trevigiano Stiffoni, che consente ai Comuni di dilazionare in cinque anni la restituzione e legittima un rimborso parziale prevedendo la deducibilità delle spese sostenute per la realizzazione degli impianti di depurazione) e l’obbligo imposto agli Enti locali di emanare atti amministrativi volti a quantificare l’importo da restituire hanno fatto mutare la prospettiva, determinando il passaggio dal piano del diritto privato a quello del diritto pubblico”.&lt;br /&gt;“Questo significa in maniera incontrovertibile che gli obblighi imposti all’Amministrazione dall’art. 8 sexies in ordine all’emanazione di atti determinativi del quantum “pongono a carico dell’Amministrazione pubblica i conseguenti adempimenti sulla base della documentazione già detenuta” (testuale, pag. 7-8 parere C.d.C.)”.&lt;br /&gt;“E tutto questo malgrado sia pur vero che la Corte precisi anche che si è ancora in attesa  (come previsto dal 4° comma dell’art. 8 sexies) dell’emanazione dei decreti con cui il Ministro dell’ambiente determinerà i criteri per il calcolo dei costi di progettazione da dedurre dal rimborso, e che quindi la problematica presenta ancora aspetti non completamente definiti. Ma è anche evidente che al momento attuale  risulta ormai del tutto illegittima l’imposizione dell’onere di allegazione”.&lt;br /&gt;“A questo punto -  ha detto Camolei -  c’è da auspicare che  l’Assessore Zugno si affretti, come egli stesso aveva preannunciato nel suo ultimo intervento in Consiglio, a comunicare ai cittadini di Treviso la superfluità dell’allegazione delle fatture e quietanze richieste fino ad oggi, rivendendo la modulistica già predisposta. Questa non è una questione politica, ma di rispetto per le regole e per i cittadini, a cui francamente non credo sia giusto applicare meccanismi burocratici onerosi e per certi versi persino persecutori”.&lt;br /&gt;“Quanto alla questione Aertre – ha concluso Camolei – Zugno può ben definirmi trombato. E’ un insulto che scivola senza fare danni sul piano inclinato della mia indifferenza. Del resto, se così si può dire, sono io stesso ad aver fatto e detto di tutto, come ricordano le cronache dei giornali, per essere trombato in una situazione che non corrispondeva più al lavoro che era stato da me svolto come presidente di Aertre, con un piano industriale e un assetto  su cui io non potevo più riconoscermi. Dell’associazione “Per Treviso”, poi, sono orgoglioso. E la nostra esperienza elettorale vale il 7,1% dei voti dei trevigiani. Secondo me non è poco”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Treviso, 5 maggio 2009&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-2561183614364735868?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/2561183614364735868/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/05/canone-fognario.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2561183614364735868'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2561183614364735868'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/05/canone-fognario.html' title='CANONE FOGNARIO'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-7102734120208598129</id><published>2009-04-27T02:38:00.001-07:00</published><updated>2009-04-27T02:39:30.549-07:00</updated><title type='text'>AEROPORTO DI TREVISO, PER NON DIMENTICARE (LA FREGATURA)</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SfV9S_9wSqI/AAAAAAAAAD8/6l7r2Ztqap8/s1600-h/TV_5.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 222px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SfV9S_9wSqI/AAAAAAAAAD8/6l7r2Ztqap8/s320/TV_5.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5329303499424418466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;da: il Gazzettino di Treviso, domenica 26 aprile&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Il presidente Marchi&lt;br /&gt;era stato molto chiaro:&lt;br /&gt;non avrebbe mai dato&lt;br /&gt;al comune di Treviso&lt;br /&gt;un posto dentro il cda»  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;--------------------------------------------------------------------------------&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La parte del profeta inascoltato, assicura, non gli si attaglia. Ma stavolta Paolo Camolei non può esimersi dall’affermare: «Io l’avevo detto».&lt;br /&gt;      Aveva detto, ricorda, «che l’aeroporto veniva svenduto». E l’aveva detto quasi due anni fa, quando il Comune e Save stavano mettendo a punto lo scambio di azioni che avrebbe assegnato il gruppo che controlla il "Marco Polo" la maggioranza di AerTre, la società di gestione dello scalo trevigiano, di cui lui, all’epoca era presidente. Aveva pure avvertito che la "contropartita" a favore di Ca’ Sugana non comprendeva una poltrona nel consiglio di amministrazione di Save: «Anzi Enrico Marchi (presidente della holding, ndr) su questo era stato ben chiaro: non avrebbe mai dato a Treviso un posto nel cda».&lt;br /&gt;      Proprio il rinnovo dell’organo dirigenziale del gruppo veneziano, senza alcun ingresso trevigiano, ha riattizzato le polemiche sul passaggio della partecipazione del Comune in AerTre: «Fa piacere che ora tutti si siano accorti che non è stata prestata l’attenzione che un’operazione di quel genere meritava - sottolinea oggi Camolei, entrato nel frattempo in Consiglio comunale per la civica "Per Treviso" -. Mi fa piacere, ma avrei preferito che se ne accorgessero allora».&lt;br /&gt;      E che magari lo sostenessero nella sua battaglia: «A suo tempo avevo ribadito che non sarebbero stati fatti investimenti in tempi brevi per ottenere la seconda categoria (una classificazione che autorizza gli aeroporti a decolli e atterraggi anche in condizioni di visibilità limitata, ndr). Che avremmo perso Ups e Dhl, con gli effetti oggi visibili sul nostro traffico cargo. Soprattutto che al cda di AerTre non restava alcun vero potere di governo».&lt;br /&gt;      Insomma non era garantito lo sviluppo futuro del "Canova": «Tutte le carte firmate e controfirmate, fissavano solo una certa quantità di passeggeri e di merci. Ma non stabilivano che cosa sarebbe successo se quelle quote non fossero state raggiunte. Dunque, non era tutelata la città, essendo l’aeroporto un servizio pubblico».&lt;br /&gt;      Camolei rivendica che per sostenere la sua idea, in polemica con l’amministrazione comunale che l’aveva nominato, lasciò la presidenza: «Per tutte queste cose ho litigato con Marchi, con cui pure negli anni precedenti avevamo realizzato delle eccellenti operazioni. E quando Gobbo ha confermato che l’intesa sarebbe stata andata avanti comunque, ho litigato anche con lui e per mantenere fede all’azienda che rappresentavo, che si chiamava AerTre e non Lega, me ne sono andato».&lt;br /&gt;      Le motivazioni di quella scelta le ritiene tuttora valide: «Era solo una questione di accordi: il Comune cede le sue quote per una certa somma, Save garantisce un certo numero di passeggeri, tutele per i dipendenti, il servizio pubblico per la città... Purtroppo non è stato fatto».&lt;br /&gt;      mzan&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-7102734120208598129?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/7102734120208598129/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/04/aeroporto-di-treviso-per-non.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7102734120208598129'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7102734120208598129'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/04/aeroporto-di-treviso-per-non.html' title='AEROPORTO DI TREVISO, PER NON DIMENTICARE (LA FREGATURA)'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SfV9S_9wSqI/AAAAAAAAAD8/6l7r2Ztqap8/s72-c/TV_5.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-828681562911789833</id><published>2009-04-23T01:44:00.000-07:00</published><updated>2009-04-23T01:47:46.231-07:00</updated><title type='text'>IL RECORD DEL G8</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SfAq_9I_YqI/AAAAAAAAAD0/8RbD3axlsiM/s1600-h/sfida%2520champagne.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 307px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SfAq_9I_YqI/AAAAAAAAAD0/8RbD3axlsiM/s320/sfida%2520champagne.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5327805637411693218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Magari non passerà alla storia per i risultati reali ottenuti, ma noi ci accontentiamo. O no? Alla fine del G8 quello che importa, pare, è dire che sia stato un successo della "promozione di questo territorio", come se il summit sull'agricoltura polanetaria devosse essere una parata ad uso e consumo della promozione turistica. Bah. Che sapore di provincialità.&lt;br /&gt;Comunque, tranquilli: alla storia siamo passati. Finalmente il prosecco ha battuto il precedente record dello champagne quanto a bottiglia più grande del mondo. Mondo che, da ieri, è evidentemente un posto migliore.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-828681562911789833?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/828681562911789833/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/04/il-record-del-g8.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/828681562911789833'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/828681562911789833'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/04/il-record-del-g8.html' title='IL RECORD DEL G8'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SfAq_9I_YqI/AAAAAAAAAD0/8RbD3axlsiM/s72-c/sfida%2520champagne.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-4271246457615504937</id><published>2009-04-15T01:52:00.001-07:00</published><updated>2009-04-15T01:55:54.348-07:00</updated><title type='text'>IL MIO G8 DELL’AGRICOLTURA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SeWgzSZ11yI/AAAAAAAAADs/3kYaRom73wM/s1600-h/miseria.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 219px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SeWgzSZ11yI/AAAAAAAAADs/3kYaRom73wM/s320/miseria.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5324838937409476386" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SeWggVapXAI/AAAAAAAAADk/lG4m7AGtw98/s1600-h/schemafame.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 294px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SeWggVapXAI/AAAAAAAAADk/lG4m7AGtw98/s320/schemafame.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5324838611800644610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Eccoci - quasi - arrivati all’appuntamento del G8 dell’agricoltura di  Cison di Valmarino, nella speranza che la sostanza prevalga sulla forma del grande evento. A questo proposito mi si permetta: un G8 non è roba da poco, ma c’è aria di compiacimento per il  grande evento, nella solita provinciale salsa, cioè ci imbellettiamo perché siamo noi ad ospitare il “grande appuntamento” e questo, retoricamente (già mi aspetto la conta: quante porzioni di Pevarada, quante bottiglie di vino locale bevute, magari qualcuno farà i conti dell’indotto economico e roba così) sembra essere predominante sull’importanza della riunione.&lt;br /&gt;Oggi ho dato una scorsa ai temi sul tavolo: prodotti standard e doc,  ruolo dell’economia agricola, Ogm, volatilità dei prezzi, competitività dei paesi del Terzo Mondo.&lt;br /&gt;Non mi aspetto, da un G8, altro che un ragionamento economico. E mi pare ovvio. Mi piacerebbe, ma non me la aspetto, una riflessione sul ruolo dell’agricoltura, che fa economia ma  è anche una attività dedita al sostentamento.&lt;br /&gt;La colonizzazione produttiva (ad esempio l’occupazione delle terre nei paesi poveri per produzioni ricche, a discapito di quelle per l’alimentazione di base, la questione africana, la calmierazione dei prezzi, la redistribuzione, il rapporto tra agricoltura, industria e urbanizzazione, le condizioni di lavoro di chi fatica sui campi, magari in Cina, magari gli operai tibetani costretti a piantare riso per due, ma davvero due lire), l’ingiustizia di un primo Mondo che, essendo un terzo della popolazione planetaria si prende due terzi delle risorse – anche agricole – hanno o non hanno dignità nella discussione?&lt;br /&gt;L’agricoltura sostenibile, a cui giustamente pensa il Ministro Zaia, non è solo quella dei prodotti locali da difendere, delle certificazioni di qualità (che spesso sono solo un motivo per tirare su i prezzi) e della lotta alla concorrenza “sleale”. E’ sostenibile l’agricoltura che, pur essendo attività economica, riesce a strutturarsi in una maniera equa, che non esclude, per colpa del suo essere mercato, parte della popolazione del Mondo dall’accesso al pane e all’acqua.&lt;br /&gt;Anche di questo mi piacerebbe si parlasse al G8. Raccogliendo quel monito di Papa Benedetto contro l’indifferenza degli Stati alle grandi tragedie di povertà e di fame, che sono un monumento al fallimento delle politiche agricole attuali. O no?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ps: leggo dichiarazioni (su Il Gazzettino di Treviso, pag. III) sul “ritorno di immagine” del G8,  per effetto dei 500 media accreditati. Come volevasi dimostrare ….&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-4271246457615504937?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/4271246457615504937/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/04/il-mio-g8-dellagricoltura.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/4271246457615504937'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/4271246457615504937'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/04/il-mio-g8-dellagricoltura.html' title='IL MIO G8 DELL’AGRICOLTURA'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SeWgzSZ11yI/AAAAAAAAADs/3kYaRom73wM/s72-c/miseria.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-5345891172208615904</id><published>2009-04-14T01:25:00.000-07:00</published><updated>2009-04-14T01:56:15.724-07:00</updated><title type='text'>IL BALZELLO AI DISABILI</title><content type='html'>Ieri, cioè il Lunedì di Pasqua, sono stato interpellato da un amico giornalista de La Tribuna di Treviso sull'ennesima evoluzione polemica della questione che riguarda il Park della Vittoria. Mi sarebbe piaciuto, ma ovviamente io sono solo un consigliere comunale e quello di cui di vi sto parlando è una vicenda a respiro provinciale,che Alessandro Zago mi avesse chiesto della "tassa" che gli istituti che si occupano dell'assistenza dei disabili hanno deciso di applicare sulle famiglie. da 30 a 90 euro, per l'esattezza.&lt;br /&gt;Petrchè capisco le argomentazioni di Liviana Scattolon, presidente della Conferenza dei Sindaci, che in mancanza di adeguata copertura finanziaria da parte degli enti locali - soprattutto la Regione - ha detto: o si chiedeva la compartecipazione alle famiglie o si chiudeva e non si erogavano più i servizi.&lt;br /&gt;Ma che Stato è quello che abbandona le persone in condizione di bisogno, che smette di garantire a tutti una copertura sanitaria e di assistenza di qualità e che discrimina sulla base del censo? Perchè la storia è esattamente così: chi non paga perderà il posto. Tradotto: chi non può pagare (30 o 90 euro forse non fanno una grande differenza, forse; ma per qualcuno si tratta di una spesa in più che comunque pesa sul bilancio familiare) non sarà assistito.&lt;br /&gt;Nello stesso giorno in cui Tribuna di Treviso riporta questa notizia, con il commento del consigliere regionale del Pd Bottacin che si "fa portavoce" di quelle famiglie,  a pagina 9 leggo dei superstipendi dei superdirgenti delle Usl regionali: circa 13 mila euro al mese.&lt;br /&gt;Guardate: non sarò io a fare polemica paupersista. Sono convinto che chi lavora bene, con professionalità, capacità e risultati, debba essere giustamente remunerato adeguatamente. Ma non posso nascondervi che davanti alla richiesta di pagare, fatta alle famiglie che hanno un disabile ospite di un centro di assistenza, i superstipendi dei supermanager, i super premi e tutti i superprivilegi della casta poltica, o di quella a nomina poltica, un po' fanno pensare ad uno Stato che sa riconoscere, tra virgolette, il merito dei potenti, ma che non sa più proteggere le persone deboli che hanno bisogno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-5345891172208615904?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/5345891172208615904/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/04/il-balzello-ai-disabili.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/5345891172208615904'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/5345891172208615904'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/04/il-balzello-ai-disabili.html' title='IL BALZELLO AI DISABILI'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-8492079322015926461</id><published>2009-04-07T01:09:00.000-07:00</published><updated>2009-04-07T01:29:46.267-07:00</updated><title type='text'>IL TERREMOTO ED IL PIANO CASA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SdsO9OxMqpI/AAAAAAAAADc/EhCLp-CuoDY/s1600-h/MARTA_b1.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 190px; height: 130px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SdsO9OxMqpI/AAAAAAAAADc/EhCLp-CuoDY/s320/MARTA_b1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5321863829767629458" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dire che il piano casa servirà alla ricostruzione dei paesi sconvolti dal terremoto dell'altra sera in Abruzzo è un po' come sostenere che un calcio nel culo è utile a curare un depresso. Ma non è questo il tempo delle polemiche. Semmai sarebbe il momento di fare tutti, in maniera responsabile, una riflessione, a proposito di case e di recuperi edilizi.&lt;br /&gt;Il nostro è un paese fortemente sismico, in cui però i criteri dell'edilizia anti-terremoti sono ampiamenti disattesi. Dai privati, certo, ma anche dallo Stato, che non controlla. Si dirà: mica siamo il Giappone. No, siamo peggio del Giappone, per "qualità" sisismica. Ma in Giappone un terremoto come quello dell'altra sera non avrebbe fatto il disastro che ha fatto all'Aquila.&lt;br /&gt;Invece di far costruire e ricostruire con i criteri strampalati del cosiddetto piano, il Governo farebbe bene a lanciare una grande manovra edilizia ma per incentivare la riqualificazione antisismica dell'Italia. Altro che villette più grandi del 30%: magari servirebbereo villette, e condomini, più sicuri.&lt;br /&gt;Qualcuno ci penserà? Dubito. Perchè in Italia tutto quello che ha a che fare con le regole non viene considerato economicamnente produttivo. Ma tutti quei morti dell'altra sera, quelli dell'altro terremoto che colpì Abruzzo e Molise ( la scuola crollata) e i fatiscenti edifici in cui spesso mandiamo a fare educare i nostri figli (ce ne sono, di scuole fuori norma, anche nella ricca Marca Trevigiana) dovrebbero farci riflettere su quello che davvero serve e quelle che sono davvero le priorità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-8492079322015926461?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/8492079322015926461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/04/il-terremoto-ed-il-piano-casa.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/8492079322015926461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/8492079322015926461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/04/il-terremoto-ed-il-piano-casa.html' title='IL TERREMOTO ED IL PIANO CASA'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SdsO9OxMqpI/AAAAAAAAADc/EhCLp-CuoDY/s72-c/MARTA_b1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-775347476099895307</id><published>2009-03-26T03:04:00.000-07:00</published><updated>2009-03-26T03:10:09.773-07:00</updated><title type='text'>I ROSPI DEL PRESIDENTE (il mio editoriale di oggi su Tribuna di Treviso)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SctUfK7IuNI/AAAAAAAAADU/RQeRB72K1ZY/s1600-h/bossi.bmp"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 224px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SctUfK7IuNI/AAAAAAAAADU/RQeRB72K1ZY/s320/bossi.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5317436679526070482" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Con il colpo di spugna con cui ha cancellato il consiglio comunale che doveva tenersi ieri per discutere del bilancio, si è alzato il sipario su quella  farsa teatrale a cui è oramai ridotta, e finalmente lo si vede tutti con chiarezza, la prassi delle istituzioni e della politica  a Treviso.&lt;br /&gt;Le Lega di regime ha nuovamente mostrato i muscoli, ha umiliato le regole e ridicolizzato i propri alleati del Popolo delle Libertà, diventati inconsapevoli co-protagonisti dell’ennesimo colpo di mano partitocratrico da parte di un ristretto direttorio padano che, in virtù del 50 più uno per cento di voti ottenuti alle elezioni, pensa che il mandato ricevuto non sia ad amministrare ma a comandare.&lt;br /&gt;Mai, neppure durante i due monocolore sotto la ferrea guida di Gentilini, la maggioranza in consiglio comunale aveva dimostrato un così coraggioso e sfacciato disprezzo delle regole e del  Consiglio, organo elettivo in cui si dovrebbe formare la volontà popolare dei trevigiani (anche di quelli che hanno votato per le minoranze) e che invece il Carroccio ha ridotto a inutile e fastidioso rituale a cadenza mensile, un mero  notaio delle decisioni della giunta. Anzi: sulla mattanza delle regole aveva  vigilato lo stesso Sceriffo, duro con gli avversari quanto era duro ed esigente nei confronti dei suoi assessori e della maggioranza consiliare.&lt;br /&gt;Al di là delle questione tecniche – il bilancio, le promesse di Maroni, l’allargamento dei vincoli del patto di stabilità, il pasticcio indecente dei piani finanziari, da cui si scopre anche quanto manchi all’Ente l’esercizio indipendente di un organo di controllo sulla legittimità e la forma degli atti amministrativi – il dato è tutto politico. La Lega sovietica, monolitica perché tenuta insieme da una severa e rigidissima disciplina di partito, è oramai una  vera oligarchia di potere che fa e disfa a proprio piacimento: fa e disfa i  programmi ma anche le regole, la forma come la  sostanza. E tratta il Popolo delle Libertà come i comunisti polacchi facevano con il Partito dei Contadini: un alleato di facciata, in realtà solo dei portatori d’acqua. “Utili idioti”, per dirla alla Togliatti. Come altro si spiega che il pidiellino Presidente del Consiglio, l’altra sera, non sapesse nulla della decisione di Gobbo, comunicata dal capogruppo leghista Zampese, di cancellare il Consiglio Comunale?&lt;br /&gt;Verrebbe da chiedersi quale sia la trama dei patti di potere che tiene in piedi questo simulacro di alleanza e che a Treviso ha convinto il centrodestra a costringersi di  guardare la politica dall’altezza di uno zerbino. &lt;br /&gt;E viene anche da chiedersi quanti altri rospi debba mandare giù in futuro gente per bene come il capogruppo Beppe Mauro e il presidente del Consiglio Renato Salvadori. Quest’ultimo, in particolare, è stato politicamente violato, spogliato delle  sue funzioni, delle sue  prerogative, della sua carica; ed è stato anche offeso rispetto al prestigio, niente affatto di facciata, che il suo ruolo istituzionale merita.&lt;br /&gt;Non ci sarebbe da stupirsi se, a stretto giro di posta, Salvadori presentasse sul tavolo della conferenza dei capigruppo e sulla scrivania del Sindaco le sue dimissioni. Che non sarebbero un atto di resa o una ammissione di debolezza, ma piuttosto lo scatto d’orgoglio e dignità, legittimo e condivisibile, di chi non vuole rendersi complice dei modi autoritari e padronali con cui i leghisti riescono a gestire, praticamente da sola, gli affari di Ca’ Sugana, come se il Municipio e la città fossero cosa loro.&lt;br /&gt;Negli ultimi giorni in tanti hanno scritto e detto su quale sia il modello di politica che si sta affermando in Italia, tra caudillismo a legittimazione popolare, democrazia autoritaria o vera e propria fine dell’esperienza democratica come l’abbiamo intesa fino ad oggi.&lt;br /&gt;Treviso, a questo dibattito, offre un contributo illuminante e inquietante, soprattutto in vista del federalismo che verrà, quando cioè le classi politiche locali diventeranno sempre più importanti nella gestione degli affari pubblici. Qui si è infatti oramai affermato il modello dell’oligarchia arrogante, purtroppo spesso anche incapace, autoritaria e presuntuosa. &lt;br /&gt;Il popolo, a maggior ragione se “delle libertà”, è ormai ampiamente avvisato, ma non per questo mezzo salvato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-775347476099895307?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/775347476099895307/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/03/i-rospi-del-presidente-il-mio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/775347476099895307'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/775347476099895307'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/03/i-rospi-del-presidente-il-mio.html' title='I ROSPI DEL PRESIDENTE (il mio editoriale di oggi su Tribuna di Treviso)'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SctUfK7IuNI/AAAAAAAAADU/RQeRB72K1ZY/s72-c/bossi.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-721223479335087369</id><published>2009-03-23T02:31:00.000-07:00</published><updated>2009-03-23T02:32:20.477-07:00</updated><title type='text'>IL RIMBORSO DEL DOPPIO CANONE</title><content type='html'>Lo scrivo a beneficio dei trevigiani, che conscono bene la vicenda ( mi scuso con gli altri). Quello che l'assessore Zugno ha detto a riguardo delle procedure ( e dei requisiti) per avere il rimborso sono inaccetabili. Ma che vuol dire che la gente deve essersi messa vi le bollette, le ricevute e tutte le cartine di questa terra? Il Comune sa bene di chi si tratta. Che sia il Comune a facilitare la vita dei cittadino, invece di complicarla. Che sia Zugno a individuare le utenze, e a predisporre le carte. Senza tentare colpi malandrini, a base di forma e carte bollate, per risparmiare qualche euro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-721223479335087369?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/721223479335087369/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/03/il-rimborso-del-doppio-canone.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/721223479335087369'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/721223479335087369'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/03/il-rimborso-del-doppio-canone.html' title='IL RIMBORSO DEL DOPPIO CANONE'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-1225961702684053161</id><published>2009-03-23T02:21:00.000-07:00</published><updated>2009-03-23T02:30:34.491-07:00</updated><title type='text'>LE ORDINANZE NON BASTANO (il mio editoriale di ieri su Tribuna di Treviso)</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/ScdWsYqewbI/AAAAAAAAADM/t0Vsx3n7ZPY/s1600-h/A-tutti-i-mendicanti-del-mondo-Bandiera-Rossa-di-Pier-Paolo-Pasolini_medium.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 200px; height: 142px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/ScdWsYqewbI/AAAAAAAAADM/t0Vsx3n7ZPY/s320/A-tutti-i-mendicanti-del-mondo-Bandiera-Rossa-di-Pier-Paolo-Pasolini_medium.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5316313205669020082" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Parlando di accattonaggio, carità chiesta fuori dalle chiese e pugno di ferro contro i mendicanti, la prima cosa da evitare è il bagno di ipocrisia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ vero: l’ordinanza della Giunta rischia di passare per il solito provvedimento “borghesotto” tagliato su misura per una città che si dice, e soprattutto si mostra, opulenta ma anche indifferente rispetto alla disperazione di chi invece sta ai margini della società. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E’ anche vero, però, che dietro ai tanti mendicanti che vediamo agli angoli delle strade, non solo di Treviso, non ci sono solo storie di miseria e disperata solitudine, ma c’è anche quella cosa spregevole e immonda che è il racket criminale delle persone. Usano bambini, portatori di disabilità e donne (anche incinte) per intenerire il cuore del passante e lucrare, spicciolo dopo spicciolo, come moderni schiavisti. Facevano scrivere, qualche anno fa, cartelli cartone in cui si faceva credere che il mendicante fosse un profugo della guerra in Bosnia; invocano oggi aiuto per figli, numerosi e sempre malati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il Comune non può, da solo, affrontare la guerra allo schiavismo, ma di certo è in grado di contribuire. Tenere fuori dalle città queste situazioni può indubbiamente essere utile, soprattutto se non si tratta di iniziative estemporanee di questo o quel municipio, ma di azioni coordinate, finalizzate a stroncare anche la migrazione degli infami, e purtroppo anche delle loro vittime, da una città all’altra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma c’è anche l’altra faccia della medaglia. Se è contro lo sfruttamento che ci si rivolge, se è l’immondo uso di bambini, di malati, donne e anziani quello contro cui ci si vuole rivolgere, buttare fuori i mendicanti dai centri storici non è abbastanza. Soprattutto non risolve i problemi di queste persone sfruttate. Limitarsi a mostre il pugno duro, la mano pesante dell’ordine e della legge, non cambia di molto le condizioni dei disperati. Ai quali, senza curarsi troppo della loro origine etnica o nazionalità, si dovrebbe dare un ricovero che non sia solo un tetto o un piatto di minestra calda calda, ma anche una occasione di riscatto. Questa sarebbe la vera carità di cui gli emarginati hanno bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fa bene la Giunta di Treviso a dichiarare guerra all’orrore del racket di uomini; ma farebbe ancora meglio se attrezzasse il Comune di strumenti di assistenza sociale più funzionali e meglio finanziati per i poveri, sfruttati o meno. E se, con lo stesso piglio combattente con cui annuncia e poi attua la crociata contro l’accattonaggio, si facesse promotore di iniziative coordinate in questo senso tra tutte le altre  amministrazioni comunali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per quanto riguarda Treviso ci sono però scelte che inducono a pensare che il capitolo del “sociale”, e in particolare le parti che riguardano più direttamente le situazioni di evidente e grave degrado e marginalità, siano tra gli ultimi pensieri di Sindaco, assessori e maggioranza. Non lo dico io: lo dicono gli stanziamenti scritti nel bilancio che il Consiglio Comunale. Qualche migliaio di euro per infanzia e donne in difficoltà, qualche migliaio di euro per il disagio degli anziani soli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se da un lato non si deve cadere nella trappola di quell’ipocrisia banale con cui qualcuno, semplificando al massimo, ha aspramente criticato l’ordinanza contro l’accattonaggio, dall’altra non possiamo chiudere gli occhi davanti alla doppia morale della giunta: che dice di non avercela con i poveracci, ma che per questi poveracci, fossero ad esempio bambini in grave stato di abbandono o donne sfruttate al limite dell’umanità e della dignità o anche solo poveri cristi davvero ridotti in miseria dalla sfortuna, fa la scelta, necessariamente “politica”, di non  mettere soldi veri per  veri strumenti di difesa e assistenza.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-1225961702684053161?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/1225961702684053161/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/03/le-ordinanze-non-bastano-il-mio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/1225961702684053161'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/1225961702684053161'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/03/le-ordinanze-non-bastano-il-mio.html' title='LE ORDINANZE NON BASTANO (il mio editoriale di ieri su Tribuna di Treviso)'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/ScdWsYqewbI/AAAAAAAAADM/t0Vsx3n7ZPY/s72-c/A-tutti-i-mendicanti-del-mondo-Bandiera-Rossa-di-Pier-Paolo-Pasolini_medium.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-7409878479355128110</id><published>2009-03-11T07:30:00.000-07:00</published><updated>2009-03-11T07:32:17.628-07:00</updated><title type='text'>LE AMNESIE DELLA LEGA (il mio editoriale di oggi su Tribuna di Treviso)</title><content type='html'>Non può passare inosservata la critica che il presidente della Provincia di Treviso ha mosso su questo giornale al Governo per la scarsa attenzione alle questioni che riguardano il Nord Est, soprattutto in questa fase di crisi.&lt;br /&gt;Non deve passare inosservata, perché l’amico Muraro è un rappresentante istituzionale, il presidente dell’Ente provincia di una delle aree economicamente più vitali dell’intero paese. E  perché si tratta di un esponente della Lega Nord, quindi uno dei partiti azionisti di maggioranza di questo esecutivo.&lt;br /&gt;A Muraro verrebbe da dire che le sue, peraltro giuste, lamentele dovrebbero essere mandate per raccomandata proprio al Carroccio. Del resto, se il Nord viene dimenticato, e la Lega è proprio il Nord che vuole rappresentare, chi può essere il primo responsabile di queste “disattenzioni” romane? Delle due l’una: o è condivisa la linea della maggioranza, o viene subita. E siccome è un leghista a dire che il Governo non fa abbastanza, la scelta fra le due possibilità fa la differenza del doppio.&lt;br /&gt;Che il Nord non sia oggetto di dovute attenzioni, né lo sia stato con il precedente esecutivo (e non va dimenticato che in passato più di qualche ministro ci ha fatto passare tutti per padronacci evasori) è un dato di fatto. Pensiamo al lavoro:  si fatica ad allargare il welfare a quelle figure che sono prevalenti proprio da queste parti, ad esempio i lavoratori delle piccole o piccolissime imprese. Oggi, complice la crisi, qualche provvedimento straordinario è stato adottato. Ma sono decenni che si parla del modello di sviluppo del capitalismo diffuso e familiare ma si continua a dare la cassa integrazione praticamente soltanto alle grandi imprese, che qui sono pochissime. Né si è fatto nulla per la dignità sociale dei piccoli imprenditori, il popolo delle aziende unipersonali e delle ditte individuali. Lavoratori, in proprio, senza assegni familiari, senza paracaduti sociali. Padroni, si potrebbe dire, e per questo in grado di badare a se stessi. Ma ragionando così si dimostra di non aver capito nulla del Nord Est.&lt;br /&gt;C’è poi la partita delle grandi opere, che per chissà quali strani motivi sembrerebbero essere solo strade per il sud, ponti per il sud, autostrade del sud. Per non parlare dei favolosi regali ai Comuni, ancora del centro sud, che hanno fatto baldoria con i soldi dei contribuenti, scavato voragini nei loro bilanci e che poi hanno chiesto, e ottenuto, di ripianare i loro debiti a spese di tutti noi.&lt;br /&gt;Dei 17,8 miliardi destinati alle grandi opere, per un intervento che cerca di rilanciare un po’ dell’ economia, sostiene Muraro che per noi c’è poco. Anzi, dice il bravo presidente della Provincia, non c’è nulla: restiamo, cito, “a bocca asciutta”.&lt;br /&gt;Peccato. Perché di implementazione e miglioramento delle infrastrutture, da queste parti, ce n’è bisogno. Lo sappiamo tutti e da tanto tempo: abbiamo o non abbiamo una rete stradale obsoleta, che penalizza la vitalità del tessuto economico?. E’ arrivato il Passante, non dimentichiamolo, ma guai a pensare che basti. Dovrebbe essere il primo pezzo del più ampio ridisegno del sistema infrastrutturale, aeroporti, porti e collegamenti ferroviari compresi, non una perla buttata nel porcile. &lt;br /&gt;Ma lamentarsi non serve poi a molto se non si va alla radice delle questioni. Se le cose stanno come dice Muraro, perché la Lega, il partito “nazionale” del Nord, non è riuscita a strappare di più? Forse perché a Roma si sta giocando, con la crisi sullo sfondo (e non è cosa da poco) una partita politica gigantesca e complicata. Che fa dimenticare tante cose: ad esempio  la battaglia del Carroccio nel 2005 contro il Ponte sullo stretto, l’urgenza di intervenire sugli studi di settori, che penalizzino, tanto più con la crisi, quel blocco sociale che aveva guardato proprio alla Lega nella speranza di “rifare” lo Stato italiano. Ed è una partita in cui entra anche  la riforma del federalismo, che secondo tanti verrà derubricata e depotenziata in estate, quantomeno allungata nei tempi di attuazione, a causa delle crisi del bilancio dello Stato, destinato a subire un forte contraccolpo dalla riduzione delle entrate a causa delle recessione.&lt;br /&gt;Una via di uscita ci sarebbe: essere un po’ meno “romani”, un po’ meno governativi  e un po’ più attenti ai propri territori. Nello stile, mi permetto di dire, del movimento dei sindaci del 20%, trasversale e che non guarda in faccia nessuno. Guardare ai propri interessi non è egoismo, ma un atteggiamento responsabile nei confronti di quelle comunità, di quelle imprese, di quell’area geografica, a cui ancora una volta si chiede ingiustamente di pagare il conto del lauto pranzo di altri.&lt;br /&gt;L’arma da caricare, inutile dirlo, è quella elettorale: la stessa con cui in passato  abbiamo cercato di mandare segnali al pessimo centralismo romano. Al prossimo giro di elezioni, se solo volessimo prestare un po’ più di attenzione a quello che ci succede intorno e che succede a casa nostra, sarebbe più difficile per lorsignori confonderci e blandirci. A cominciare da quando ci dicono che dobbiamo essere  padroni a casa nostra. Padroni sì, ma di fare cosa?&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-7409878479355128110?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/7409878479355128110/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/03/le-amnesie-della-lega-il-mio-editoriale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7409878479355128110'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7409878479355128110'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/03/le-amnesie-della-lega-il-mio-editoriale.html' title='LE AMNESIE DELLA LEGA (il mio editoriale di oggi su Tribuna di Treviso)'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-1517304330406447678</id><published>2009-03-09T02:32:00.000-07:00</published><updated>2009-03-09T02:34:18.201-07:00</updated><title type='text'>RONDE TREVIGIANE, IL QUESTORE E IL PREFETTO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SbTik-A71CI/AAAAAAAAADE/pxR-U3LrunI/s1600-h/ronde.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SbTik-A71CI/AAAAAAAAADE/pxR-U3LrunI/s320/ronde.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5311118985326744610" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sarò onesto: non mi straccio le vesti per la presenza di autorità alla "prima" della cosiddetta scuola di ronde di Forza Italia. Indubbiamente però, quella presenza "qualificata" dovrebbe ripetersi se, e in ogni circostanza in cui, qualche altro soggetto (anche politico) facesse la stessa cosa. Ovvviamente la si può considerare una cosa inopportuna, in attesa  che gli interessati spieghino al loro partecipazione.&lt;br /&gt;Io sulle ronde ho la mia idea: non ci credo. Sono un segnale, certo, che i cittadini non si sentono sicuri e che alcuni di loro, lasciando perdere le intenzioni di propaganda della politica, possano pensare ad una specie di "fai da te". Penso invece che tutti, compresi i cittadini che sostengono le ronde o che hanno intenzione di parteciparvi, dovrebbero mobilitarsi affinchè fossero garantite adeguate risorse alle forze di pubblica sicurezza, cioè ai professionisti della sicurezza. Mezzi, risorse e personale.&lt;br /&gt;Tutto il resto, francamente, ha un po' il sapore dell'improvvisazione. Non c'è paese civile, democratico e sviluppato al mondo che per fare sicurezza per le vie, le strade e le piazze, si affida alle ronde. Piuttosto le ronde richiamano esperienze e prassi di stati di dubbia democrazia e stabilità istituzionale.&lt;br /&gt;Le ronde sono il sintomo da un lato della regressione della qualità dell'offerta politica, troppo spostata sulla demagogia, dall'altro del distacco, della disaffezione e della sfiducia dei cittadini nei confronti delle istituzioni. Sono segnali importanti, da prendere in considerazione. Perchè annunciano come in italia sia in atto, oltre che la crisi economica, anche una grave crisi della politica, della capacità di governare e della società.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-1517304330406447678?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/1517304330406447678/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/03/ronde-trevigiane-il-questore-e-il.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/1517304330406447678'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/1517304330406447678'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/03/ronde-trevigiane-il-questore-e-il.html' title='RONDE TREVIGIANE, IL QUESTORE E IL PREFETTO'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SbTik-A71CI/AAAAAAAAADE/pxR-U3LrunI/s72-c/ronde.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-174939717937205181</id><published>2009-03-03T02:49:00.000-08:00</published><updated>2009-03-03T02:53:45.775-08:00</updated><title type='text'>SULLA PEDONALIZZAZIONE DI TREVISO, IL MIO EDITORIALE SU TRIBUNA DI TREVISO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/Sa0MB46_5uI/AAAAAAAAAC8/XFlAUHDp1lA/s1600-h/tribuna.JPG"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 102px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/Sa0MB46_5uI/AAAAAAAAAC8/XFlAUHDp1lA/s320/tribuna.JPG" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308912762338928354" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Tutto quello che permette di fruire meglio delle aree di pregio della città è  bene accetto e da sostenere. Questo potrebbe valere anche per il progetto dell’assessore Zanini, cioè l’idea di far partire un’altra ondata di chiusure o limitazioni al traffico, a cominciare dalla Riviera Garibaldi. A condizione di dare una risposta chiara a qualche domanda: limitare il traffico per fare cosa? E come si sposa la chiusura delle strade, a cominciare con la Riviera, con il mega parcheggio interrato in Piazza Vittoria, tanto più se, come dice Zanini, si dovrà arrivare anche alla pedonalizzazione completa della vicina Piazza Duomo?&lt;br /&gt;Le domande tendono a sottolineare una cosa banale: l’idea di città non può marciare e svilupparsi attraverso interventi estemporanei. Serve, lo si ripete da tempo, un progetto di città che sia complessivo. &lt;br /&gt;Treviso non è più il paesotto di 20 anni fa. Non solo le condizioni sono mature per cominciare a immaginarsi come uno spicchio metropolitano; ma abbiamo due gravi problemi da affrontare e risolvere urgentemente: la mobilità caotica e l’inquinamento dell’aria. Quest’ultima cosa, il deterioramento di quello che noi e i nostri figli respiriamo ogni giorno, è una emergenza di salute pubblica. E meriterebbe una attenzione particolare. Ma anche su questo fronte si procede per piccoli provvedimenti, piccoli e parziali blocchi. Senza una visione organica.&lt;br /&gt;Chi deve decidere che cosa debba essere il centro storico, se un autodromo, un parcheggio, una isola pedonale, un tesoretto da valorizzare, spetta alla politica cittadina, attraverso il confronto non solo con le categorie economiche, ma anche con i cittadini. &lt;br /&gt;Ci sono tante opzioni sul tavolo: c’è chi pensa che sarebbe giusto portare i centri commerciali dentro ai centri storici, c’è chi sostiene di dover valorizzare invece il piccolo commercio locale, c’è chi pensa ad un centro tutto pedonalizzato. Che strada prenderemo noi a Treviso?&lt;br /&gt;Torno allora alla domanda di partenza: perché pedonalizzare Riviera Garibaldi? Solo per accogliere una vecchia richiesta di Fondazione o perché alle spalle c’è un pensiero su come vorremmo far fruire, anche socialmente, il nostro capoluogo?&lt;br /&gt;Un buon punto di partenza, come metodo, sarebbe recuperare, sul piano della mobilità, lo slancio, pur solo abbozzato, che caratterizzò l’ultima amministrazione con Sindaco Gentilini. Quando cioè si  cominciò a prendere misure organiche con l’adozione del Piano urbano del Traffico. Fare due anelli di circolazione e invertire qualche senso di marcia in città, ovviamente, non è abbastanza. Lo sapeva e lo diceva anche il progettista del Put, lo disse chiaramente lo stesso Gentilini. Da allora, però, si è fermato tutto: non si parla più di metropolitana di superficie, di razionalizzazione e implementazione del trasporto pubblico (anche di quello provinciale) e soprattutto non si sta conducendo vera battaglia contro l’inquinamento atmosferico, di cui le macchine sono i principali responsabili.&lt;br /&gt;Nel frattempo, malgrado la proposta di Vittorio Zanini fosse una occasione ghiotta per aprire un dibattito vero e serio, utile per un salto di qualità, è apparsa all’interno della maggioranza una specie di voglia di frenata, come se il tema non fosse una delle priorità di questo mandato amministrativo.&lt;br /&gt;Immagino che il timore sia quello  di pestare i piedi a questi o a quei residenti, a questo o a quel commerciante. Ma vincere questo ricatto elettorale, che la politica si fa da sola, è lo scatto riformatore che serve per governare e dare futuro a Treviso. &lt;br /&gt;Complicato o no che sia, è arrivato il tempo delle scelte: parcheggi dentro o fuori le mura, città pedonalizzata o solo a traffico limitato, aria solo ripulita di tanto in tanto o vera guerra all’inquinamento che ci avvelena. &lt;br /&gt;Sono, sfido a dire il contrario, priorità. Perché la città, le nostre strade e le nostre piazze, non sono solo il parco giochi delle ronde.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Camolei&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-174939717937205181?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/174939717937205181/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/03/sulla-pedonalizzazione-di-treviso-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/174939717937205181'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/174939717937205181'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/03/sulla-pedonalizzazione-di-treviso-il.html' title='SULLA PEDONALIZZAZIONE DI TREVISO, IL MIO EDITORIALE SU TRIBUNA DI TREVISO'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/Sa0MB46_5uI/AAAAAAAAAC8/XFlAUHDp1lA/s72-c/tribuna.JPG' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-2063599061900003748</id><published>2009-03-02T01:02:00.000-08:00</published><updated>2009-03-02T01:04:22.095-08:00</updated><title type='text'>LA PEDONALIZZAZIONE DEL CENTRO (O SOLO DI PEZZI?)</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SauhD1khC1I/AAAAAAAAAC0/FI8AWzbbvq8/s1600-h/riviera_1746.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SauhD1khC1I/AAAAAAAAAC0/FI8AWzbbvq8/s320/riviera_1746.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5308513673078180690" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Gustosa la discussione (che a dire il vero non ha ancora preso piede come dovrebbe) sulla pedonalizzazione della riviera a Treviso.&lt;br /&gt;Dico gustosa perchè, ancora una volta, stiamo a discutere di un intervento circoscritto. Tutto quello che aiuta a godere di parti della città, le più belle, in maniera adeguata (e quindi anche senza auto) è certamente positivo. M per metodo credo che, in realtà, il ragionamento da fare dovrebbe essere un altro: cioè tentare di approcciare a una visione complessiva sulla città. Si può pedonalizzare di quà, pedonalizzare di là. Poi, magari, si decide di costruire un enorme parcheggio in pieno centro. Isomma: quello che si guadagna da una parte, lo si perde dall'altra.&lt;br /&gt;Serve una idea di città, e una idea di mobilità. Serve una visione generale, non una somma interventi.&lt;br /&gt;Detto questo, anche a me piacerebbe la riviera pedonalizzata. Lo apprezzerei di più se fosse strumentale a qualche cosa: magari a tenere le auto il più possibile fuori dalla città, realizzando un sistema di parcheggi scambiatori esterni. Voi cosa ne pensate?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(camolei.blogspot.com)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-2063599061900003748?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/2063599061900003748/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/03/la-pedonalizzazione-del-centro-o-solo.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2063599061900003748'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2063599061900003748'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/03/la-pedonalizzazione-del-centro-o-solo.html' title='LA PEDONALIZZAZIONE DEL CENTRO (O SOLO DI PEZZI?)'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SauhD1khC1I/AAAAAAAAAC0/FI8AWzbbvq8/s72-c/riviera_1746.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-4123225288011607079</id><published>2009-02-27T08:13:00.001-08:00</published><updated>2009-02-27T08:14:26.452-08:00</updated><title type='text'>DOMANI A TREVISO RACCOLTA DI FIRME PER IL 20% DELL'IRPEF AI COMUNI</title><content type='html'>(comunicato stampa di oggi)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Sosteniamo la proposta per una legge che destini il 20% dell’Irpef ai Comuni, come provvedimento federalista necessario e urgente per far continuare a lavorare i nostri Sindaci”.&lt;br /&gt;Lo ha detto  il  capogruppo in Consiglio Comunale a Treviso del di “Per Treviso – Udc” Paolo Camolei, annunciando l’iniziativa del gruppo che, domani, raccoglierà firme a supporto della riforma veramente  federalista del fisco, sostenuta dal cosiddetto movimento dei Sindaci del 20%.&lt;br /&gt;Dalle ore 8,30 alle 13, in  collaborazione con  segreteria provinciale di Treviso dell’Unione di Centro, verranno allestiti un gazebo e un banchetto presso la parte esterna della Porta S. Tommaso.&lt;br /&gt;“Il finanziamento dei bilanci dei Comuni è una questione attualissima – ha detto Camolei –tra oggi e l’approvazione della riforma federalista votata al Senato può passare un tempo anche molto lungo, mentre le amministrazioni comunali hanno bisogno di finanziamenti certi ed adeguati adesso. Chi vuole il federalismo sta dalla parte dei nostri Sindaci, la raccolta di firme è fondamentale per convincere la politica riluttante ad affrontare e sciogliere questo nodo subito”.&lt;br /&gt;Nell’occasione, il gruppo di “Per Treviso-Udc” raccoglierà anche firme a sostegno del progetto di riforma dello statuto del Comune di Treviso, per l’introduzione, tra gli strumenti di democrazia diretta, delle Delibere di iniziativa popolare.&lt;br /&gt;“Per noi questo sarebbe un passo fondamentale per aumentare la partecipazione della popolazione al buon governo della città, riavvicinando la gente alla politica attraverso una maggiore responsabilizzazione”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-4123225288011607079?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/4123225288011607079/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/domani-treviso-raccolta-di-firme-per-il.html#comment-form' title='2 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/4123225288011607079'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/4123225288011607079'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/domani-treviso-raccolta-di-firme-per-il.html' title='DOMANI A TREVISO RACCOLTA DI FIRME PER IL 20% DELL&apos;IRPEF AI COMUNI'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>2</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-3926745865106749138</id><published>2009-02-23T03:33:00.000-08:00</published><updated>2009-02-23T03:35:20.572-08:00</updated><title type='text'>«A Firenze votare Renzi è possibile Pd, dopo le Europee qualcosa avverrà»</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SaKJ46C3WJI/AAAAAAAAACs/H9n2PIeFjlM/s1600-h/casiniweb.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 150px; height: 81px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SaKJ46C3WJI/AAAAAAAAACs/H9n2PIeFjlM/s320/casiniweb.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5305954921742817426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;intervista a Pierferdinando Casini pubblicata oggi dal Corriere della Sera&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Pier Ferdinando Casini non ha fretta. Lui sta già al centro e «gli altri stanno capendo», anzi qualcuno «ha già capito». Arriveranno. Ma perché forzare i tempi? «Il Pd con Franceschini ha fatto la sua scelta», si sta spostando più a sinistra, e «le europee saranno lo spartiacque: allora si capiranno quali sono i rapporti di forza». E le decisioni saranno più facili. Ma l'appello per i cattolici è pressante: «Lontano dal centro rischiano di essere irrilevanti ». Perché non hanno spazio i temi «che più contano». E cioè la difesa della vita, che sia il testamento biologico o la salute degli immigrati. In altre parole: i vari Francesco Rutelli, Enrico Letta, insieme a teodem di varia origine e ispirazione, forse anche qualche ex popolare, sanno bene che, al momento opportuno, saranno accolti con tutti gli onori nel progetto centrista, avviato dall'Udc con l'autonomia da Berlusconi alle ultime Politiche. Nel frattempo, via libera ad altre alleanze locali con il Pd «che ragiona», tipo quella del Trentino attorno a Dellai: «A Firenze, con Matteo Renzi, è possibile».&lt;br /&gt;Cosa cambia con l'arrivo di Franceschini alla testa del Pd? &lt;br /&gt;«È un carissimo amico e compagno di vecchie battaglie. Basta ricordare che mi aiutò ad entrare in Parlamento a 27 anni facendo campagna per me a Ferrara contro Nino Cristofori. Gli faccio i miei migliori auguri. Detto questo il suo discorso all'Assemblea del Pd è tutt'altro che entusiasmante: con la collocazione nel gruppo socialista europeo e una posizione sul testamento biologico vicina a quella di Ignazio Marino sembra essere condizionato dalla sinistra e da Di Pietro».&lt;br /&gt;O da D'Alema che gli chiedeva «contenuti» di sinistra? &lt;br /&gt;«Mi interessano poco le dinamiche interne al Pd, ma se nel rapporto con i sindacati si preferisce la piazza della Cgil alla concertazione della Cisl e sulla riforma della giustizia si sta con Di Pietro e non con Violante, allora il dialogo diventa difficile ».&lt;br /&gt;E così diventano più difficili anche le alleanze a livello locale, tipo quella con Dellai in Trentino? &lt;br /&gt;«Nient'affatto. Se ci sarà la possibilità di alleanze positive, come quella di Dellai, le faremo. Faccio due esempi. È fuori strada il sindaco di Bari, Emiliano, che parla di alleanze con noi e al tempo stesso con Rifondazione. Con Matteo Renzi a Firenze, invece, è tutto un altro discorso: al momento abbiamo un nostro candidato, appoggiato da una lista civica, ma se Renzi avesse coraggio di completare la sua svolta si potrebbe ragionare... ».&lt;br /&gt;Fabrizio Cicchitto, invece, rilancia l'alleanza con il Pdl. &lt;br /&gt;«Cicchitto ha fatto un discorso serio. Ma dimentica che la scelta preferenziale del Pdl alle ultime Politiche verso la Lega ha avuto conseguenze. Non sarebbe serio sottovalutarle, né per noi, né per loro».&lt;br /&gt;Nel convegno di Todi, che si è concluso sabato, c'erano autorevoli esponenti del Pdl, come la Poli Bortone, e del Pd, come Rutelli e Letta. Si tratta di grandi manovre al centro? &lt;br /&gt;«Sono persone che concordano sul fatto che il bipartitismo è un'illusione. Come anche l'omogeneità interna dei due principali partiti è una chimera: lo si è visto in modo chiaro sui temi eticamente sensibili. E pensare che sia Berlusconi che Veltroni hanno esplicitamente sostenuto in campagna elettorale che certi argomenti dovevano essere lasciati alla coscienza individuale e non ai partiti».&lt;br /&gt;Non a caso gli esponenti del Pd che stavano a Todi erano gli stessi che avevano espresso posizioni vicine alle vostre sul diritto alla nutrizione e all'idratazione di fronte al caso Englaro. &lt;br /&gt;«I cattolici devono fare una riflessione. È più importante l'appartenenza ad uno schieramento o la propria coscienza? E ancora: finita l'unità politica dei cattolici siamo più rilevanti o meno?».&lt;br /&gt;Occorre quindi che i cattolici riprendano presto a camminare insieme? &lt;br /&gt;«Non c'è fretta, ma saranno i fatti ad accelerare il processo in corso. Il Paese è più avanti dei partiti, percepisce già che senza il centro non si governa in modo credibile. Si inseguono illusioni e si riproducono emozioni, non scelte di governo. Credo che nel Pd la linea di Franceschini non sarà indolore: qualcosa succederà dopo le Europee, che, con il sistema proporzionale e le preferenze, faranno emergere i reali rapporti di forza. Noi stiamo già gettando le basi per un grande partito nazionale. E, attenzione, non un semplice terzo polo, ma un partito con cultura e ambizioni di governo. Del resto non si riesce più a capire perché persone con la stessa sensibilità, come Rutelli e Letta e alcuni esponenti di Forza Italia, non stiano insieme, in particolare durante le intemperie che stiamo vivendo».&lt;br /&gt;E se qualcuno arrivasse da voi prima delle Europee? &lt;br /&gt;«Vedremo. Noi, ripeto, non abbiamo fretta: dobbiamo radicarci nel Paese e porre le premesse per governare, insomma per il dopo Berlusconi. Ma per vincerlo, se lo ricordi il Pd, è sbagliato demonizzarlo. Occorre invece contestarlo sui contenuti, dire che la polemica sulle ronde è fuori misura perché la soluzione è dare più mezzi alle forze dell'ordine e che anche agli immigrati irregolari non può essere preclusa la visita medica: il diritto alla vita non vale a giorni alterni. Inoltre la crisi economica e la necessità di essere uniti per affrontarla, evocata dalle forze più responsabili e moderne del Paese, potrebbe farci ritrovare insieme...&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-3926745865106749138?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/3926745865106749138/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/firenze-votare-renzi-e-possibile-pd.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3926745865106749138'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/3926745865106749138'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/firenze-votare-renzi-e-possibile-pd.html' title='«A Firenze votare Renzi è possibile Pd, dopo le Europee qualcosa avverrà»'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SaKJ46C3WJI/AAAAAAAAACs/H9n2PIeFjlM/s72-c/casiniweb.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-2857802039738735872</id><published>2009-02-23T03:31:00.000-08:00</published><updated>2009-02-23T03:32:17.974-08:00</updated><title type='text'>Casini rilancia al centro: «Verso il partito della Nazione"</title><content type='html'>TODI - Il terremoto nel Pd apre nuovi varchi all'ipotesi di un centro moderato. Pier Ferdinando Casini lo sa e mette di fronte all'Udc l'obiettivo di una nuova formazione politica di cui si è parlato a Todi, al seminario della Fondazione Liberal. C'è già anche indea di nome, o quantomeno di ispirazioen: il partito della nazione. «La terza Repubblica - dice Casini chiudendo il convegno- nasce all'insegna dell'unitá della nazione e il progetto del partito della nazione nasce all'insegna della soluzione dei problemi del Paese fuori dalla demonizzazione dell'avversario». Che, dice, aiuta Berlusconi: «Oggi i più grandi alleati di Berlusconi sono Di Pietro e Travaglio, che consentono a Berlusconi di non rispondere ai cittadini che non arrivano a fine mese, mentre noi dobbiamo chiedere a Berlusconi di portare agli italiani il suo rendiconto di metá legislatura sulle cose concrete. Dobbiamo fare il partito della nazione. questa è l'espressione che a me piace, in un Paese che deve recuperare il senso identitario del proprio cammino»&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;OLTRE IL BIPARTITISMO - Al di là deelle definizioni, a cosa punta Casini? A raccogliere una fetta di eventuali fuoriusciti del Pd? Spiega: non sarà una nuova «Margherita» e neanche un centro che abbia un percorso predeterminato con uno «strabismo a sinistra», ma un progetto «alto» all'insegna dell'unità della Nazione e nel suo esclusivo interesse. Ma in concreto? Il primo obbiettivo è smontare il bipartitismo. «Il principale errore di Veltroni- dice - a cui non sono attribuibili tutti gli errori del Pd, è stato quello di accettare di essere il contraddittore di comodo di Berlusconi che ha una potenza di fuoco senza eguali». Casini ammonisce: «Il bipartitismo senza partiti, e lo testimonia in queste ore il Pd, è finito con l'errore di credere che la sommatoria di forze possa costituirne l'identità. E invece l'identità ci vuole e non bisogna rinnegarla, insieme alle proprie radici 'che non sono un impicciò». Quindi punta anche al Pdl, dove immagina che un dopo berlusconi apra enormi crepe nell'unità apparente di oggi. «Le contraddizioni ci sono e s'incaricheranno le intemperie politiche di farle emergere». L'obiettivo è puntato anche verso imprese e associazionismo. Il richiamo di Montezemolo «è il nostro - dice Casini - mettere al centro i problemi dell'Italia vera variabile politica è anche il nostro richiamo».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-2857802039738735872?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/2857802039738735872/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/casini-rilancia-al-centro-verso-il.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2857802039738735872'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2857802039738735872'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/casini-rilancia-al-centro-verso-il.html' title='Casini rilancia al centro: «Verso il partito della Nazione&quot;'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-2817251716111650970</id><published>2009-02-20T01:25:00.000-08:00</published><updated>2009-02-20T01:27:04.551-08:00</updated><title type='text'>LE REGOLE DEL CONSIGLIO COMUNALE</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SZ53YORChFI/AAAAAAAAACk/9Ns4o37KYy8/s1600-h/p300.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SZ53YORChFI/AAAAAAAAACk/9Ns4o37KYy8/s320/p300.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5304808669119153234" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Ai cittadini presenti all’ultimo consiglio comunale, che si attendevano, come era nei programmi, una seduta tematica su questioni importanti per la città, è stato offerto purtroppo uno spettacolo penoso.&lt;br /&gt;Non solo se ne sono andati con un pugno di mosche, considerato che di risposte non ne hanno praticamente ricevute, ma soprattutto hanno lasciato Palazzo dei Trecento con l’idea di una politica locale di serie C, capace solo di esaltarsi nella gazzarra. Cioè lo scontro, vivacissimo, tra presidenza del consiglio e minoranza su una serie di questioni procedurali che meritano un attimo di riflessione.&lt;br /&gt;Se si riesce a scannarsi in quella maniera per l’interpretazione delle regole è perché lo Statuto, in molti punti, non è chiaro. Questo è penalizzante per i lavori dell’assemblea e anche per le responsabilità che il consiglio deve assumersi.&lt;br /&gt;Viene allora da chiedersi se questo, alla luce di fatti e atti che tendono a ripetersi, non debba essere il mandato amministrativo in cui Giunta, Presidenza del Consiglio e Consiglio Comunale, si assumano  l’onere di affrontare una riforma dello Statuto stesso. O quantomeno avviare una discussione sul merito, che ci porti fuori dalle secche in cui ci costringono da un lato il piglio  del Presidente Salvadori e dall’altro le “pretese”  che vengono dall’opposizione.&lt;br /&gt;Se questo non fosse il caso, cioè se lo Statuto è invece perfettamente leggibile e interpretabile, ai cittadini è giusto far sapere  se è tra i banchi della minoranza o nello scranno della Presidenza che vive e si agita  la non conoscenza delle regole o, peggio,  il tentativo di imbrogliare le carte per portare acqua a questo o a quel mulino.&lt;br /&gt;Con tutte le materie importanti di cui l’ultimo consiglio comunale doveva occuparsi, e tra queste credo che il nodo del doppio canone fognario e del decreto-truffa votato al Senato fosse di grande rilevanza, il parlamentino della città ha finito invece per spargere sangue, in un vergognoso clima da baruffa, su nodi procedurali. E’ una caduta che non deve ripetersi.&lt;br /&gt;Non è della politica introflessa in se stessa che la città e i trevigiani hanno bisogno, sempre che non si voglia la cosiddetta società civile sempre più lontana, indifferente se non infastidita dai modi che la politica stessa esprime. Quella  della maggioranza, che a congelare il consiglio, riducendolo ad notaio delle scelte della giunta, e quella dell’opposizione, una parte se non tutta, che oggi pare tentata di giocarsi la carta dello scontro personale con il Presidente del Consiglio.&lt;br /&gt;Questi affari di bottega non sono a costo zero. Li pagano i cittadini. Li pagano quelli che si sono costituiti in una cooperativa per costruirsi la casa e che adesso rischiano i loro soldi. Quelli preoccupati delle condizioni dell’aria in città, che è sempre peggio, e che si ritroveranno un buco in mezzo al centro che attrarrà ancora più traffico di quanto già non ne circoli. E quelli presi in giro due volte: prima con una tassa che non dovevano pagare e che adesso chissà come potranno farsi restituire, poi con il colpo di mano  che ha fatto rientrare dalla finestra del Senato quello che era uscito dalla porta della Corte Costituzionale.&lt;br /&gt;La posta in gioco, se mai interessasse a qualcuno, è alta: un altro consiglio comunale come l’ultimo, un’altra gazzarra sulle regole, che la colpa sia dell’opposizione, della maggioranza o del Presidente del consiglio non importa, sarebbe come mettere il sigillo sulla dichiarazione di fallimento del Consiglio stesso.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-2817251716111650970?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/2817251716111650970/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/le-regole-del-consiglio-comunale.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2817251716111650970'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2817251716111650970'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/le-regole-del-consiglio-comunale.html' title='LE REGOLE DEL CONSIGLIO COMUNALE'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SZ53YORChFI/AAAAAAAAACk/9Ns4o37KYy8/s72-c/p300.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-6590283913804263565</id><published>2009-02-13T02:32:00.000-08:00</published><updated>2009-02-13T02:35:32.863-08:00</updated><title type='text'>IL MIO COMUNICATO STAMPA DI OGGI SUL DECRETO RELATIVO ALLA RESTITUZIONE DEL DOPPIO CANONE FOGNARIO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SZVM4iurCII/AAAAAAAAACc/yN9Poj_V5Us/s1600-h/merda.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 89px; height: 95px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SZVM4iurCII/AAAAAAAAACc/yN9Poj_V5Us/s320/merda.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5302228670577576066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;“Il decreto sul doppio canone è una beffa, ci trattano da sudditi deficienti”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“Ma che Stato è quello che ti fa pagare una tassa ingiusta, te la restituisce con il contagocce e si trattiene anche una parte per finanziare nuovi interventi? Ma cosa contano i cittadini? Un bel niente”.&lt;br /&gt;Paolo Camolei, capogruppo di “Per Treviso – Udc”  ha commentato così l’approvazione, in Senato, del decreto che spalma in cinque anni i rimborsi per il doppio canone fognario e che prevede anche la possibilità per le amministrazioni comunali di trattenerne una parte per nuove opere di realizzazione della rete fognaria.&lt;br /&gt;“Una vera e propria una tantum, una tassa di scopo camuffata. Ma soprattutto una ingiustizia. Quella tassa non doveva essere pagata, lo ha detto la Corte Costituzionale. Ma in Italia la legalità vale una beffa: fatta la legge, trovato l’inganno. Così i cittadini di Treviso si scoprono cornuti e pure bastonati, mentre il governo si prepara all’elargizione di 200 milioni a Palermo. Ma la Lega dov’è? Bastano un paio di ministri per non riconoscere più il profilo  opprimente e vessatorio di uno Stato che tratta di cittadini da sudditi deficienti?”. &lt;br /&gt;“Ancora una volta dobbiamo piegare la testa, pagare e tacere. Comprendiamo il problema finanziario legato ai rimborsi, ma potevano pensarci prima: il doppio canone fognario è materia controversa da anni, non è una scoperta di ieri. Chi è andato in campagna elettorale, a livello nazionale o locale, dicendo che non avrebbe messo le mani delle tasche della gente, raccontava balle. E’ gente che dovrebbe chiedere scusa e dimettersi”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-6590283913804263565?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/6590283913804263565/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/il-mio-comunicato-stampa-di-oggi-sul.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6590283913804263565'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6590283913804263565'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/il-mio-comunicato-stampa-di-oggi-sul.html' title='IL MIO COMUNICATO STAMPA DI OGGI SUL DECRETO RELATIVO ALLA RESTITUZIONE DEL DOPPIO CANONE FOGNARIO'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SZVM4iurCII/AAAAAAAAACc/yN9Poj_V5Us/s72-c/merda.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-7841453236584725236</id><published>2009-02-13T02:31:00.000-08:00</published><updated>2009-02-13T02:32:17.731-08:00</updated><title type='text'>ELUANA, DOPPIA INVASIONE (il mio editoriale di oggi su La Tribuna di Treviso)</title><content type='html'>Il caso di Eluana Englaro è il segno, comunque la si pensi,  di una doppia, pesantissima  invasione di campo sulla vita. Una entrata con il piede a martello, si direbbe nel linguaggio calcistico, compiuta da un lato dalla scienza, dall’altro dalla politica.&lt;br /&gt;Il progresso della medicina e delle conoscenze tecnologiche è certamente un fatto positivo; oggi sono guaribili malattie che non lo erano 20 anni fa. Ci sono situazioni di grande gravità a cui si può porre rimedio. E’ possibile, evidentemente, dare più speranza alla vita. Il rischio è però anche quello di creare delle figure intermedie, di essere umano e di vita stessa. Senza rispondere  alla domanda: ma che cosa è davvero la vita, e soprattutto la vita umana?&lt;br /&gt;La questione morale che ha che fare con questa vicenda e le tante altre simili, di cui poco o nulla si parla e si dice, è delicata e il tema  merita una discussione scientifica ma anche tanto umana. Perché è giusto applicarsi e battersi quando c’è speranza; ma di fronte ad un destino fatale e certo, senza possibilità di tornare indietro, quando la vita è la finzione che ci inventiamo per consolarci di un corpo inanimato, la scelta di una “non sofferenza” è e resta una scelta, e non merita di essere degradata, a mo’ di insulto morale,  a suicidio o eutanasia.&lt;br /&gt;Comunque la si pensi, sono temi delicatissimi che chiedono l’applicazione dell’intelligenza, non  del cinismo. E qui arriviamo alla seconda invasione di campo: quello della politica.&lt;br /&gt;Come cittadino, come uomo qualunque, mi sento francamente disorientato, turbato e confuso dal modo con cui la politica si è impadronita della vicenda di Eluana Englaro. Se ne è impadronita non per assolvere al ruolo di regolatore, in nome e per conto della società, delle vicende umane, ma per declinarla al modo della politica italiana di questi tempi: il modo peggiore.&lt;br /&gt;Sono mesi che in parlamento giace un progetto di legge sul cosiddetto testamento biologico. Evidentemente i sondaggi dicevano però che non era una questione che stava in testa alla lista delle priorità dell’elettore-consumatore. Quindi la questione è stata lasciata lì. Poi, d’improvviso, quando il “fatto” è divenuto di straordinaria e terribile attualità, ecco scattare una gara, tutta elettorale e tristemente bipartisan, a raccattare  voti. Ne è venuto fuori  un pasticcio istituzionale indegno di un paese democratico e liberale del primo mondo.&lt;br /&gt;Ora penso sia quasi impossibile che questo Parlamento, in queste condizioni, possa partorire una buona legge sul fine vita. Il buon senso, da una parte e dall’altra degli schieramenti, è in minoranza. Prevale invece l’opportunismo di fare di ogni occasione quella buona per imporre la  politica che oggi piace fare di più: quella della rottura, del muro contro muro, gli appelli al “con me o contro di me”. La politica della  costituzione da cambiare a piacimento come si trattasse di un paio di mutande, del  facile e ridicolo allarme sul golpe, delle emozioni private ostentate pubblicamente per far quadrare il calcolo delle convenienze. &lt;br /&gt;Non stupiamoci: abbiamo voluto la politica del candidato, perché i partiti erano un male. Eccoci serviti: oggi non si mettono al confronto le idee, ma l’appeal personale del candidato, del segretario di partito, del premier come del leader dell’opposizione. Ne viene fuori una baruffa tra aspiranti  “prime donne”, più simili, a dire il vero, a galline  che si contendono i favori del gallo elettore.&lt;br /&gt;Per non passare da gallo a pollo, il cittadino  oggi è chiamato ad uno sforzo di memoria, che dovrà essere anche sforzo di informazione ed educazione per i più giovani. Per non cadere nell’inganno, mentre fuori infurierà la tempesta con toni da crociata,  dobbiamo aggrapparci  a quelle stagioni di grande passione che coincisero con le battaglie, accese ma civili, su divorzio e aborto. Erano altri anni, ma erano temi che per i tempi dividevano e laceravano tanto quanto, se non di più, la questione del fine vita.&lt;br /&gt;Era una contrapposizione aspra, ma istituzionalmente composta e rispettosa delle regole e della dignità dell’avversario. &lt;br /&gt;Di tutto questo oggi non c’è più traccia. Per convincere non ci si affida più alla forza delle idee, ma al degrado delle parole. Vince chi insulta di più, chi urla di più. La ragione si misura sulla lunghezza di un articolo o di un servizio al tiggì. &lt;br /&gt;Penso che la vicenda di Eluana avrebbe meritato di essere ricordata nell’intimità personale di ciascuno di noi per quello che è: una tragica e umana storia vita che ci pone di fronte a domande a cui non credo che riusciamo a dare facilmente risposta. Poteva, forse doveva, porre anche nella società una questione oramai attualissima che non può più essere evitata. &lt;br /&gt;Purtroppo resterà impressa nella memoria di tanti di noi per essere stata l’ennesima occasione in cui la politica italiana ha fatto l’unica cosa che da tempo riesce a fare, cioè dare il dare il peggio di sé.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-7841453236584725236?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/7841453236584725236/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/eluana-doppia-invasione-il-mio.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7841453236584725236'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7841453236584725236'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/eluana-doppia-invasione-il-mio.html' title='ELUANA, DOPPIA INVASIONE (il mio editoriale di oggi su La Tribuna di Treviso)'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-1299874074958594816</id><published>2009-02-09T06:07:00.000-08:00</published><updated>2009-02-09T06:08:11.171-08:00</updated><title type='text'>MALATTIE CLANDESTINE</title><content type='html'>Verrebbe da dire che non è la poltrona di governatore del Veneto quella a cui Giancarlo Galan dovrebbe aspirare per il prossimo futuro. Rigore e buon senso, visione e strategia, forza della provocazione ma anche capacità di essere concreti andrebbero spesi meglio e, soprattutto, dove ne abbiamo più bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al governo di Roma, per esempio. Più Galan e meno pasdaran, potrebbe essere lo slogan, visti e considerati alcuni capolavori normativi che la politica dell’apparenza, tutta spostata sulla forma e la propaganda più che sull’intelligenza, riesce a sfornare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’ultimo di questi prodigi è il decreto sicurezza. Soprattutto in due punti: usare i medici come maglia della rete di controllo contro i clandestini e legalizzare le ronde di cittadini a rafforzamento del presidio del territorio.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla prima il giudizio più netto e più giusto lo ha espresso proprio Galan: andremo a creare malattie clandestine, ha detto il governatore. Ed ha centrato il problema: se un disperato che viene da un paese sottosviluppato, dove esistono malattie endemiche che da noi non ci sono mai state, o non ci sono più, viene a sapere che andando a curarsi rischia di essere rispedito a casa (dove peraltro, e probabilmente, non lo curerebbero comunque) cosa pensate che farà? Se ne starà nascosto, ovviamente. Si  terrà la malattia e così, forse, la diffonderà pure.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Possibile che a Roma non ci abbiano pensato? E’ possibile. Perché quello che conta non è l’efficacia del provvedimento in sé, ma apparire rigorosi e severi all’elettorato, alla gente spaventata. Essere più cattivi, se riferito agli immigrati, come ha auspicato, o forse solo anticipato, il ministro Maroni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutto si può dire del governatore Galan, ma non che sia uno che strizza l’occhio alla clandestinità, che sia affetto da estremismo “terzomondista”, che non stia dalla parte di chi ha fatto del rigore, della necessità del  rispetto del diritto e dell’affermazione  intransigente della legalità valori fondamentali della politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non è un irragionevole, né un pasdaran. Accuse invece che si possono muovere alla maggioranza a Roma, che con  quel provvedimento ha compiuto un clamoroso autogol: spinge gli irregolari nel profondo della clandestinità, crea sacche di invisibili, persino irrintracciabili. Non solo senza patria, senza diritti, facili preda, purtroppo, anche di fenomeni di criminalità; ma anche potenziali e inconsapevoli untori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Se la clandestinità è un problema, se non riusciamo ad opporre un muro all’esercito di disperati che non vogliamo far entrare in maniera disordinata ed illegale nel nostro paese, è evidente che la legge esistente , ed il suo sistema di controlli, hanno qualche cosa che non funziona. Questo sarebbe il vero nodo da sciogliere. Esporre la popolazione ai rischi di una caduta dei livelli minimi di sicurezza sanitaria è invece un gesto di grave irresponsabilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma non è finita qui. Perché il governo, nell’ansia di mostrare i muscoli del rigore e della fermezza, dopo aver spedito l’esercito nelle città adesso vuole arruolare anche le ronde di civili. Bella trovata: non vogliamo potenziare le forze dell’ordine, quindi mandiamo l’esercito a fare cose con cui l’esercito non c’entra nulla. E non potendo mettere più pattuglie per la strada, e dal momento che non possiamo proteggere i cittadini con carabinieri e polizia, chiediamo alla gente di proteggersi da sé. Non ci sono soldi, si dice. Certo, ma i cinque miliardi regalati a Gheddafi  non stavano meglio nelle tasche del ministero dell’Interno per acquistare mezzi, arruolare personale, migliorare la rete dell’infrastruttura delegata al controllo dei nostri territori?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Al contrario, per mettere in sicurezza strade e vicoli della nostra città dovremo contare sui cittadini. E, piaccia o non piaccia ammetterlo, dovremo affidarci non al cittadino spaventato e volenteroso, ma a tanti  Rambo locali con la testa calda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è dubbio che contro i clandestini serva la mano ferma.  Ed è fuori questione che serve più presidio del territorio, più capacità di controllo e prevenzione. Ma questi sono compiti da affidare a professionisti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci sono due modi di affrontare queste questioni: le sparate pubblicitarie, che oramai sono il sale della politica italiana, o il buon senso. Il modo di Galan, o  quello dei pasdaran. Peccato che a Roma abbiano scelto il secondo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-1299874074958594816?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/1299874074958594816/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/malattie-clandestine.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/1299874074958594816'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/1299874074958594816'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/malattie-clandestine.html' title='MALATTIE CLANDESTINE'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-5459615778444750537</id><published>2009-02-05T05:31:00.001-08:00</published><updated>2009-02-05T05:34:12.705-08:00</updated><title type='text'>ALTRO CHE SANTORO</title><content type='html'>Alle domande scomode di un giornalista americano, il ministro Tremonti risponde andandosene. 10+&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(il link)&lt;br /&gt;http://video.corriere.it?vxSiteId=404a0ad6-6216-4e10-abfe-f4f6959487fd&amp;vxChannel=Dall%20Italia&amp;vxClipId=2524_53eb8c0c-f387-11dd-a8aa-00144f02aabc&amp;vxBitrate=300&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-5459615778444750537?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/5459615778444750537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/altro-che-santoro.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/5459615778444750537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/5459615778444750537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/altro-che-santoro.html' title='ALTRO CHE SANTORO'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-2860050936238667087</id><published>2009-02-04T07:13:00.001-08:00</published><updated>2009-02-04T07:17:33.264-08:00</updated><title type='text'>PRIMA LA CASTA, POI LE FAMIGLIE</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SYmxg6UTMkI/AAAAAAAAACU/wQLyPU47GOY/s1600-h/mi-dissocio.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 94px; height: 90px;" src="http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SYmxg6UTMkI/AAAAAAAAACU/wQLyPU47GOY/s320/mi-dissocio.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5298961615546430018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt; (il mio editoriale di oggi su La Tribuna di Treviso)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sulla questione dei mancati, o in ritardo, finanziamenti pubblici alle scuole paritarie, sarà bene mettersi al riparo dal rischio di impantanarsi nella  polemica “privata sì, privata no”, tenuta in piedi da quella disposizione costituzionale secondo cui in Italia esiste la libertà di educazione, e quindi anche di costituire scuole, purché senza oneri per lo Stato.&lt;br /&gt;Farne una faccenda di rango costituzionale, un’altra bella baruffa tra “laicisti” e “clericali” (visto che il 60% delle scuole paritarie sono cattoliche) sposta il problema su un piano che non è sostanziale. Semmai il nodo sono le famiglie, la loro prosperità, i costi di cui devono sobbarcarsi, che crescono mentre cala il lavoro.&lt;br /&gt;La sostanza, ad esempio, è che  le scuole paritarie di primo grado, cioè gli asili, ospitano la maggior parte dei bambini che frequentano le materne: 7 su 10, per l’esattezza. La ragione è semplice: lo Stato gli asili non li fa! Per questo grado dell’istruzione, insomma, la libertà di scelta di fra pubblico e privato praticamente non esiste. E’ una questione in sé? Io penso di sì.&lt;br /&gt;Nel 2000 il governo D’Alema regolamentò le scuole paritarie, fissando  i criteri perché potessero dirsi tali e quindi fare parte a pieno titolo, con quelle statali, del sistema nazionale di istruzione. Siccome ne venne riconosciuta la funzione pubblica, fu anche articolato il complesso dei finanziamenti: 347 miliardi di lire, all’epoca, pari a 179 milioni di euro, di cui 280 miliardi di lire, quindi circa 140 milioni di euro, per le materne.&lt;br /&gt;E’ un dato giuridicamente incontrovertibile, perché legge dello Stato, che le scuole paritarie, anche gli asili che sono quasi esclusivamente parrocchiali, fanno parte del nostro sistema della scuola e quindi sono degni di ricevere finanziamenti.&lt;br /&gt;Il fatto che queste scuole oggi si trovino  costrette ad aumentare perché non finanziate nei termini di legge  le rette ha conseguenze dirette sui bilanci delle famiglie. E anche degli enti locali. Le prime, se chiamate alla compartecipazione della spesa o a sostenerla tutta sulla base dei criteri adottati per gli aiuti a chi ha redditi medio bassi, si vedranno scivolare via dalle tasche fino anche a 400 euro all’anno. I secondi dovranno aumentare la quota di contribuzione sostitutiva rispetto a quanto dovrebbero pagare i poveri o quasi poveri, che invece giustamente non pagano. Il saldo, in tempo di crisi nera per i bilanci delle famiglie, è negativo comunque la si veda. &lt;br /&gt;Che poi gli aumenti delle rette dipendano dal fatto che lo Stato e le Regioni – i Comuni invece pagano – si “dimentichino” di onorare i finanziamenti previsti dalla legge, rende tutta questa vicenda ancora più sgradevole.&lt;br /&gt;Il vero problema è che da noi, quando si parla di famiglia, non si riesce mai ad andare alla sostanza. Tanti paroloni ma poi si scopre che ad assegni famigliari, nella Ue, ci battono tutti; cha a sgravi fiscali, sempre nell’Unione, stiamo sopra solo a Grecia e Portogallo. E anche nel sostegno alle scuole “paritarie”, anche le superiori, siamo superati di gran lunga da Portogallo, Spagna, Gran Bretagna, Germania, Francia, Austria e Svezia. Allegria!&lt;br /&gt;A qualcuno interessa che le famiglie, a causa dei problemi economici provocati dallo Stato – a causa dei tagli – dovranno pagare di più per mandare i figli a scuola? Non mi pare. Prepariamoci allora all’ l’ennesimo balzello in più, malgrado le paritarie svolgono un ruolo fondamentale ed eroghino formazione e educazione ad una platea di bambini e ragazzi che, se si riversassero sulle statali, costerebbero all’erario sei miliardi in più di spesa scolastica all’anno.&lt;br /&gt;Non si può non dare ragione a Don Carlo Velluto, coordinatore delle scuole materne paritarie di Treviso. Ma purtroppo noi e Don Carlo dobbiamo arrenderci all’evidenza: queste non sono priorità. &lt;br /&gt;La politica ha altro per la testa:  limitare le intercettazioni ai danni di chi delinque, fare accordi a voce bassa sulle leggi elettorali. E difendere, ostinatamente e in maniera trasversale, la casta. &lt;br /&gt;Quanto ci costano le province, ad esempio, ce lo siamo già detti. Quanto utili (o inutili) siano lo sappiamo. Ma sono la cittadella di tante piccole, e locali, classi politiche e di potere e per questo il salvagente di cui godono, malgrado le sbandierate intenzioni di sopprimerle, è trasversale, bi e anche tripartisan.&lt;br /&gt;Si possono eliminare posti di lavoro, aziende, si possono mortificare i precari bilanci famigliari, come ad esempio con la pistola puntata degli aumenti della spesa scolastica. Ma la casta, la nuova aristocrazia della democrazia decadente, se ne frega. E’ il riparo da tutto e da tutti. Governa per slogan, proclami e fa tante  promesse. Il problema è che noi cittadini comuni, quelli più o meno ricchi come quelli più o meno poveri, ci caschiamo sempre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Camolei&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-2860050936238667087?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/2860050936238667087/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/prima-la-casta-poi-le-famiglie.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2860050936238667087'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2860050936238667087'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/prima-la-casta-poi-le-famiglie.html' title='PRIMA LA CASTA, POI LE FAMIGLIE'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SYmxg6UTMkI/AAAAAAAAACU/wQLyPU47GOY/s72-c/mi-dissocio.gif' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-5803098278830045956</id><published>2009-02-02T01:34:00.000-08:00</published><updated>2009-02-02T01:36:33.688-08:00</updated><title type='text'>LE PROVINCE, LA CASTA E IL PD (CHE FLIRTA CON LA LEGA)</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SYa-ip4Mh4I/AAAAAAAAACM/yEMj8kBQRnM/s1600-h/483a8d457c0fb_normal.jpg"&gt;&lt;img style="float:right; margin:0 0 10px 10px;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 258px;" src="http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SYa-ip4Mh4I/AAAAAAAAACM/yEMj8kBQRnM/s320/483a8d457c0fb_normal.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5298131514214352770" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dice un mio amico: in Italia si possono cancellare posti di lavoro, diritti, libertà, ma non i privilegi della casta politica.&lt;br /&gt;Ha ragione. E il motivo sta proprio in quella parola: casta. La casta non è una questione di centrodestra o centrosinistra, è trasversale. La casta è privilegi, è lavori politici e dati per ragione politiche. E’ l’insieme di tutte quelle classi di piccoli e grandi politici che affollano il parlamento, le regioni, le province, i comuni, le comunità montane. Che si spartiscono le municipalizzate, le partecipate. Una malattia costosa per il cittadino, che si diffonde in tutto il corpo del Paese e finisce per controllarlo.&lt;br /&gt;In questo orizzonte si colloca benissimo la difesa delle Province. Inutili organi elettivi, che potrebbero benissimo essere sostituiti da organizzazioni burocratiche, magari di controllo prefettizio. O semplicemente le si potrebbe cacellare, affidando i compiti di coordinamento alle Unioni dei Comuni. Meglio ancora se in un quadro in cui il numero dei Comuni venisse ridotto. Mica per tagliare, così a caso, ma per realizzare una razionalizzazione delle istituzioni locali. Come in economia, la dimensione conta. E più piccoli si è, meno si vale e meno si è efficaci.&lt;br /&gt;Io non mi sono sorpreso per il voto di “sostegno” al documento Upi (praticamente un salvagente per le province) dato dal Pd in consiglio provinciale a Treviso. Se quello che raccontano è vero, ci sono serie e avviate trattative tra Lega e Pd per accordi elettorali alle prossime elezioni. In che forma non lo so, ma ultimamente questo cosa la raccontano anche i sassi. E allora perché dovrebbero farsi i dispettucci? Tanto, mica pagano loro. Paga pantalone, cioè noi. Paga pantalone e paga per niente. Per le province, inutili. Per mantenere un pezzo di casta. Ah, chissà se la Lega degli anni ’90, la forza che aveva portato fuori le sacrosante ragioni del Nord contro lo stato centralista e sprecone,  sarebbe stata dalla parte della casta, o del popolo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-5803098278830045956?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/5803098278830045956/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/le-province-la-casta-e-il-pd-che-flirta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/5803098278830045956'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/5803098278830045956'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/02/le-province-la-casta-e-il-pd-che-flirta.html' title='LE PROVINCE, LA CASTA E IL PD (CHE FLIRTA CON LA LEGA)'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SYa-ip4Mh4I/AAAAAAAAACM/yEMj8kBQRnM/s72-c/483a8d457c0fb_normal.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-7733036060497057391</id><published>2009-01-30T01:19:00.000-08:00</published><updated>2009-01-30T01:24:25.543-08:00</updated><title type='text'>L'ANTISEMITISMO IN CANONICA</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SYLHImQS43I/AAAAAAAAACE/m5LoT9eQmlA/s1600-h/untitled.bmp"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 304px; height: 250px;" src="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SYLHImQS43I/AAAAAAAAACE/m5LoT9eQmlA/s320/untitled.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297015062262899570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SYLG072AXtI/AAAAAAAAAB8/R0ZVToDgXAM/s1600-h/olocausto.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 314px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SYLG072AXtI/AAAAAAAAAB8/R0ZVToDgXAM/s320/olocausto.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5297014724460830418" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Don Floriano, il sacerdote di Silea (provincia di Treviso) convinto che le camere a gas fossero aree di sterilizzazione dei campi di concentramento, che a morire nell'Olocausto furono in 2-300 mila invece che sei milioni (ma il numero esatto è così importante?) è solo uno sciocco. Sciocco, definizione benevola, che Don Floriano non merita.&lt;br /&gt;Delle sue idee personali non mi importa nulla: ma quelle parole offendono il ruolo che ha, quello di ministro di un culto improntato all'amore, alla tolleranza, al rispetto del prossimo, alla vita, contro ogni violenza.&lt;br /&gt;Il suo invece è un ministero medioevale, che si appoggia sui più stupidi preconcetti. e' il lato oscuro del cristianesimo: quello dei roghi, delle conversioni fatte con la violenza, della misogenia, della caccia alle streghe.&lt;br /&gt;Se Don Floriano pensa ancora che gli ebrei siano rei di deicidio è affare suo. Oggi ho letto sui g iornali reazioni dure da parte delle gerarchie cattoliche, anche di quelle locali. Spero che dalle parole si passi ai fatti. L'importante non è riportare questo sacerdote bizzarro all'interno del magistero della Chiesa, ma riparare l'offesa che questo irresponsabile con la toga ha procurato. In partucolare ai cristiani come me, che a questo punto non possono che ritenerlo indegno dell'abito che porta. Indegno, offensivo, insopportabile, inaccettabile, da vomito.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-7733036060497057391?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/7733036060497057391/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/lantisemitismo-in-canonica.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7733036060497057391'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7733036060497057391'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/lantisemitismo-in-canonica.html' title='L&apos;ANTISEMITISMO IN CANONICA'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SYLHImQS43I/AAAAAAAAACE/m5LoT9eQmlA/s72-c/untitled.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-2402720640566256824</id><published>2009-01-27T08:54:00.001-08:00</published><updated>2009-01-27T08:55:05.147-08:00</updated><title type='text'>IL GIORNO DELLA MEMORIA</title><content type='html'>&lt;iframe src='http://beta.youdem.tv/witv/Default.aspx?id_video=61b17bc4-d570-41ab-8fa7-fa10d0145d65&amp;isDotTV=true' width='425' height='355' frameborder='0'&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-2402720640566256824?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/2402720640566256824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/il-giorno-della-memoria.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2402720640566256824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2402720640566256824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/il-giorno-della-memoria.html' title='IL GIORNO DELLA MEMORIA'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-4127442282003037423</id><published>2009-01-26T07:42:00.000-08:00</published><updated>2009-01-26T07:43:46.453-08:00</updated><title type='text'>VERSO IL FEDERALISMO, MA ORA AIUTIAMO I COMUNI</title><content type='html'>(il mio editoriale su La Tribuna di Treviso)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La prima cosa che appare evidente, dopo il “sì” del Senato, è che quasi 20 anni dall’inizio di un vero dibattito sulla questione ha finalmente vinto il federalismo.&lt;br /&gt;Ha vinto il federalismo perché, come hanno fatto notare molti osservatori e commentatori, le astensioni e anche i voti contrari sono riferiti ad alcuni contenuti del decreto, condivisibili o meno. Ma nei fatti, che sia perché nessuno vuole mettersi a remare in direzione opposta all’opinione pubblica, nella stragrande maggioranza federalista, o per vera convinzione, resta il fatto che tutti i partiti politici italiani riconoscono che il vero riformismo  oggi passa per una valorizzazione concreta delle autonomie locali. Questo è infatti l’unico modo di governare con efficienza, e nell’interesse della società, un Paese che non è diviso ma che è indubbiamente diverso, quindi con caratteristiche e bisogni molti distinti tra le diverse aree.&lt;br /&gt;E’ poi importante mettere l’accento sul lavoro politico condotto dalla Lega. Il Carroccio ha imparato bene la severa lezione del referendum sulla Devolution. Ed è stato il soggetto che ha trascinato tutta la maggioranza verso una posizione responsabile e giusta: fare le riforme discutendo sul serio con l’opposizione. Non per trovare una vuota unanimità, ma per cercare dialogo e convergenze, che sono gli ingredienti di una riforma costituzionale degna di questo nome.&lt;br /&gt;Ora, però, restano da definire due questioni. &lt;br /&gt;La prima: in effetti il governo, e in particolare il ministro Tremonti, devono dare alle regole del federalismo fiscale, di per sé condivisibili, un contenuto di numeri. Non è in discussione se riformare in senso federalista, ma il senso di responsabilità, soprattutto in questa fase molto delicata per la tenuta dei conti dello Stato e delle famiglie, impone un principio di cautela per cui la dichiarata intenzione di non aumentare la pressione fiscale per effetto della riforma deve essere dimostrata con i fatti. Ci sono 7 anni per la piena entrata a regime, un anno per il sì definito al decreto di legge, 24 mesi per tutti i decreti delegati. C’è insomma il tempo, sapendo con buona approssimazione qual è il quadro dei conti, per spalmare la riforma e fare sì che davvero si producano risparmi e miglioramenti e non un aumento della pressione fiscale  e una moltiplicazione pericolosa dei centri di spesa.&lt;br /&gt;La seconda è che in attesa che tutto questa prenda corpo, resta l’emergenza degli enti locali.&lt;br /&gt;Ora: se l’impianto federalista è condiviso, ci si deve comportare di conseguenza. Questo significa che, a maggior ragione in presenza della crisi e sapendo che questa avrà effetti sociali importanti, non possiamo lasciare soli gli enti locali.&lt;br /&gt;Cioè quei comuni e quelle province che, con questo patto di stabilità, hanno soldi che non possono spendere e che in realtà avrebbero invece il bisogno di destinare ad una serie di provvedimenti importanti.&lt;br /&gt;La coerenza federalista ci dice che il patto di stabilità non può essere un modo di far finanziare alle autonomie locali il deficit dello Stato. La coerenza federalista impone di affrontare il problema dei comuni virtuosi e di smetterla di fare regali ai cialtroni della finanza locale. E’ al Comune di Treviso, ad esempio, che ha milioni di euro fermi e inutilizzabili, che il ministro Tremonti deve spiegare come svolgere le competenze proprie dell’amministrazione comunale se non ci sono le risorse per farlo. A Catania la risposta la si è già data: si sono presi 140 milioni di tutti, anche nostri, e si è ripianato il buco.&lt;br /&gt;Ultima osservazione. Lo stesso testo approvato dal Senato parla di compartecipazione di una quota dell’Irpef e dell’Iva. Quindi la richiesta dei sindaci di compartecipare subito al 20% dell’Irpef non è al di fuori dello schema che si vuole applicare. Può essere, come è stato detto, una misura transitoria. Non è il 20%? Tremonti ci dica a quanto si può arrivare. Non è la compartecipazione dell’Irpef? Lo stesso ministro dica cosa altro si può fare. Lo dica all’assessore Zugno, responsabile del bilancio di un Comune virtuoso, perché agli spreconi – Catania e Roma insegnano – abbiamo già dato.&lt;br /&gt;La palla, ancora una volta, passa alla Lega, che è stata il più strenuo oppositore del movimento dei Sindaci. Ha vinto la sua battaglia: ha portato a casa il federalismo, è riuscita persino ad ottenere l’astensione del maggiore partito di opposizione. Ora dissotterri l’ascia di guerra: si metta via il “no” strumentale, e tutto politico, al movimento dei sindaci. E si assuma il compito di contribuire ad una soluzione, magari temporanea, ma che in questo momento è l’unica che può consentire ai Comuni di fare il loro lavoro, senza essere costretti allo sforamento del Patto di Stabilità, e la relativa confusione e instabilità istituzionale che verrebbe pagata, salatissima, non dai partiti e dai sindaci, ma dalle nostre comunità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-4127442282003037423?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/4127442282003037423/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/verso-il-federalismo-ma-ora-aiutiamo-i.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/4127442282003037423'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/4127442282003037423'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/verso-il-federalismo-ma-ora-aiutiamo-i.html' title='VERSO IL FEDERALISMO, MA ORA AIUTIAMO I COMUNI'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-2935767195143534293</id><published>2009-01-22T08:48:00.000-08:00</published><updated>2009-01-22T08:51:32.155-08:00</updated><title type='text'>CRISI: INTERVENTI PER FAMIGLIE, OPERE PUBBLICHE E PRECARI</title><content type='html'>&lt;object width="480" height="295"&gt;&lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/BpMXVe1v1sA&amp;hl=it&amp;fs=1"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowFullScreen" value="true"&gt;&lt;/param&gt;&lt;param name="allowscriptaccess" value="always"&gt;&lt;/param&gt;&lt;embed src="http://www.youtube.com/v/BpMXVe1v1sA&amp;hl=it&amp;fs=1" type="application/x-shockwave-flash" allowscriptaccess="always" allowfullscreen="true" width="480" height="295"&gt;&lt;/embed&gt;&lt;/object&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-2935767195143534293?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/2935767195143534293/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/crisi-interventi-per-famiglie-opere.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2935767195143534293'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2935767195143534293'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/crisi-interventi-per-famiglie-opere.html' title='CRISI: INTERVENTI PER FAMIGLIE, OPERE PUBBLICHE E PRECARI'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-8850779227480079568</id><published>2009-01-22T01:41:00.000-08:00</published><updated>2009-01-22T01:48:54.909-08:00</updated><title type='text'>MI SONO ROTTO LE BALLE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SXhA9NSWvaI/AAAAAAAAABc/gUZLFKUM3Rw/s1600-h/Justice.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5294052782256864674" style="DISPLAY: block; MARGIN: 0px auto 10px; WIDTH: 300px; CURSOR: hand; HEIGHT: 300px; TEXT-ALIGN: center" alt="" src="http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SXhA9NSWvaI/AAAAAAAAABc/gUZLFKUM3Rw/s320/Justice.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Apprezzo molto la posizione di Giancarlo Gentilini, prosindaco di Treviso, sul patto di stabilità. Infatti: a che serve protestare, minacciare ribellioni, ventilare sforamenti? La questione è politica, dato che il patto di stabilità fa riferimento ad una legge dello Stato. E le leggi dello Stato di rispettano: se non piacciono, non vanno bene o non funzionano, si cambiano. Ma tutto questo agitare proteste, alla fine, è una casino che serve a non cambiare nulla.&lt;br /&gt;Ci si prenda invece, e lo faccia chi di dovere, la responsabilità, politica, di mandare al patibolo le amministrazioni comunali e le popolazioni di quei comuni, o si intervenga per cambiare una norma pensata per ridurre il debito e che oggi funziona invece da freno alla possibilità dei sindaci di compiere il loro mandato, cosa questa resa ancora più difficile dopo l’assurda cancellazione dell’Ici a tutti.&lt;br /&gt;Non so quanti siano d’accordo: ma io mi sono stufato della politica del bla bla bla, dei gesti eclatanti fatti ad uso e consumo dei media, che servono solo a strappare un titolo sul giornale o a farsi pubblicare il nome e una foto. Alla forma preferisco la sostanza. Insomma: un po’ mi sono rotto le balle!&lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-8850779227480079568?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/8850779227480079568/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/mi-sono-rotto-le-balle.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/8850779227480079568'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/8850779227480079568'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/mi-sono-rotto-le-balle.html' title='MI SONO ROTTO LE BALLE'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SXhA9NSWvaI/AAAAAAAAABc/gUZLFKUM3Rw/s72-c/Justice.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-6808040080492704690</id><published>2009-01-21T01:31:00.000-08:00</published><updated>2009-01-21T01:40:41.270-08:00</updated><title type='text'>LA LEZIONE DI OBAMA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SXbtjhpoNiI/AAAAAAAAABU/xSm3M0onINY/s1600-h/obama_08_color.jpg"&gt;&lt;img id="BLOGGER_PHOTO_ID_5293679606604772898" style="FLOAT: right; MARGIN: 0px 0px 10px 10px; WIDTH: 320px; CURSOR: hand; HEIGHT: 320px" alt="" src="http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SXbtjhpoNiI/AAAAAAAAABU/xSm3M0onINY/s320/obama_08_color.jpg" border="0" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Dico una cosa: non capisco l'entusiasmo dei democratici italiani per l'elezione prima e adesso l'entrata in carica di Obama. Sembra che il nuovo presidente sia "uno di loro": e da quando il partito democratico italiano è lontanamente parente di quello americano? E poi, chi sarebbe l'Obama italiano? Dove si nasconde?&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Piuttosto: credo che nel suo discorso di investitura, il presidente degli Stati Uniti ci abbia dato una grande lezione di unità, di senso dello stato, della nazione, di rispetto per l'ufficio che andrà a ricoprire. Ha parlato ad un paese, non ad una parte politica. Non ha usato "noi" opposto a "voi". ha criticato le scelte del passato con lucidità, senza faziosità inutile.&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;div&gt;Lui è riconosciuto come IL presidente di tutti gli americani, ora. E come tale si è comportato. &lt;/div&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-6808040080492704690?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/6808040080492704690/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/la-lezione-di-obama.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6808040080492704690'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6808040080492704690'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/la-lezione-di-obama.html' title='LA LEZIONE DI OBAMA'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/_KCPBYdX_JAk/SXbtjhpoNiI/AAAAAAAAABU/xSm3M0onINY/s72-c/obama_08_color.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-7654820862541266250</id><published>2009-01-19T04:41:00.000-08:00</published><updated>2009-01-19T04:48:14.691-08:00</updated><title type='text'>I POVERI? SOLO AL SUD, DOVE PIOVONO LE SOCIAL CARD</title><content type='html'>Lo avevo pensato, io che di economia non mi vergogno di dire di  non saperne abbastanza come i tanti professori che di questi tempi girano per i giornali (e i bar); e ne avevo anche parlato con qualche mio amico, con cui ero arrivato alla stessa conclusione: i soldi, al Nord, non valgono tanto quanto al sud.&lt;br /&gt;Oggi ho letto su repubblica che finalmente, facendo le pulci alla "beneamata" social card, qualcuno ha avuto il buon senso di accorgersi che i 400 euro di pensione minima a Treviso non valgono come gli stessi 400 euro a Foggia o Caltanisetta. Ma che ci si fa molto meno.&lt;br /&gt;Insomma: a Nord si è poveri con un reddito più alto rispetto al Sud. E siccome la social card viene data sulla base del reddito, indipendentemente da quanto sia il costo della vita, ecco che, come per magia, al sud le carte anti-povertà sono il triplo che al Nord.&lt;br /&gt;Lo sapevamo: aiutando i solo poverissimi non si risolve un granchè. E i poveri del Nord, nelle statistiche del ministro Tremonti, non ci sono. Perchè per lui con 600 euro al mese, a Villorba o a Montebelluna, si sta da dio.&lt;br /&gt;Meno male che al governo c'è pure la Lega, che si fregia di fare gli interessi della gente del Nord. Pensate se non ci fosse stata!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-7654820862541266250?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/7654820862541266250/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/i-poveri-solo-al-sud-dove-piovono-le.html#comment-form' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7654820862541266250'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7654820862541266250'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/i-poveri-solo-al-sud-dove-piovono-le.html' title='I POVERI? SOLO AL SUD, DOVE PIOVONO LE SOCIAL CARD'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-7120672385355223707</id><published>2009-01-19T03:01:00.000-08:00</published><updated>2009-01-19T03:02:05.139-08:00</updated><title type='text'>IL MIO EDITORALE DI DOMENICA SU "LA TRIBUNA DI TREVISO"</title><content type='html'>Che strano che è un Paese dove, per ottenere qualche cosa da chi governa, bisogna sempre protestare: in piazza per difendere le pensioni ( o i privilegi da pensione, a seconda dei punti di vista), per rafforzare i diritti dei lavoratori, contro la vessazione della minimum tax prima e degli studi di settore poi; e adesso per fare sì che i Comuni continuino ad esistere.&lt;br /&gt;Viviamo uno stato di minacciata ribellione perenne: se il centrodestra è all’opposizione va a fare le manifestazioni in mezzo alle strade, quando è invece il centrosinistra a stare in minoranza vanno in piazza pure loro..&lt;br /&gt;In piazza ci vanno pure i sindacati, le associazioni di categoria, persino i poliziotti. Tutto come se il legislatore vivesse in un mondo proprio  e non si accorgesse mai di nulla. Insomma: per avere qualche cosa, il più delle volte qualche cosa di giusto, serve gridare.&lt;br /&gt;C’è stata una fase storica dell’Italia, a partire dalla metà-fine degli anni ’80, in cui la Lega si è dimostrata il partito che si è fatto carico di affrontare con decisione la distanza tra esigenze dei governati e politica dei governanti. Lo ha fatto rappresentando il Nord quando questo guardava alla Mitteleuropea mentre a Roma si parlava ancora di Cassa del Mezzogiorno (e relative “una tantum”) senza peraltro risolvere il problema del sud. Noi costruivamo il modello del Nordest, inventando e pure improvvisando tanto, mentre nella capitale si pensava alla grande industria dell’auto (casse integrazioni incluse) e a come salvare l’elefantiaca siderurgia di Stato.&lt;br /&gt;La Lega gridava il bisogno, soprattutto del Nordest, di aria nuova, protestando e cercando di proporre, localmente lì dove governava. Così ha ottenuto risultati elettorali importanti, che poi ha utilizzato per puntellare le maggioranze di centrodestra nell’era Berlusconi.&lt;br /&gt;Purtroppo, quella forza politica, e di popolo, non ha portato a risultati veri: vabbè, c’è la Bossi-Fini, e neppure funziona tanto bene. Ma sono 15 anni, cioè dal ’94, che si parla di federalismo imminente  e non succede nulla. Peggio: l’unica riformina l’ha fatta Bassanini, al tempo un Ds. Una beffa!&lt;br /&gt;Perché, all’interno dei complicatissimi equilibri di maggioranze mai tanto coese e tenute in piedi solo da Berlusconi, il Carroccio non sia riuscito ad incidere sul federalismo, che è la sua ragione sociale, è materia da politologi, anche se la verità la sanno probabilmente solo Bossi e Berlusconi.&lt;br /&gt;Oggi siamo ancora allo stesso punto: ancora reduce dalla cocente sconfitta nel referendum sulla devolution, la Lega da un po’ è alle prese con l’ennesimo progetto di riforma costituzionale, quello della famosa Bozza Calderoli. Nel frattempo Berlusconi vuole impegnare il Parlamento in altro, cioè la giustizia. Nel frattempo le autonomie locali muoiono, strangolate da scelte sbagliate di politica economica e fiscale: l’abolizione dell’Ici, i criteri di determinazione dei trasferimenti, su cui pesa anche la contingenza economica che riduce le entrate a livello locale, mentre cresce il bisogno di spesa, soprattutto sociale.&lt;br /&gt;Se davvero il ministro Tremonti crede davvero, praticamente  solo in Europa, che questa sia soltanto una crisi da debito, e che quindi non la si cura con altro debito, è evidente perché il patto di stabilità imposto ai Comuni rimarrà un punto fermo della politica finanziaria di questo paese.&lt;br /&gt;Di fronte a tanto, mentre a Roma si regala lo sforamento, e a Catania si è fatta una donazione da 140 milioni per coprire una situazione che invece di un aiutino meritava l’intervento della Corte dei Conti, la Lega oggi torna alla protesta. Ma come: invitano a sforare il patto di stabilità anche contro le concessioni alla capitale, e quei provvedimenti se li sono votati in parlamento insieme al resto della maggioranza? Che fanno, quelli del Carroccio: protestano contro se stessi?&lt;br /&gt;Sembrerebbe che la formula sia quella comunista del “partito di lotta e  di governo”, peccato che la lotta la facciano contro il governo di cui sono una componente importante.&lt;br /&gt;Se la maggioranza non riesce a decidere su niente, a parte i regalini agli amici degli amici, che decida la Lega: via i ministri, appoggio esterno, valutazione caso per caso dei provvedimenti.&lt;br /&gt;Questa, se non proprio l’opposizione, sarebbe o dovrebbe essere  la scelta coerente e conseguente a quello che sta succedendo a proposito del patto di stabilità, dopo che a Roma il Carroccio vota favori alla politica di spesa della capitale, mentre a Venezia l’autorevole consigliere regionale Caner presenta un ordine del giorno per lo sforameno di tutte le amministrazioni comunali venete.&lt;br /&gt;Sentire la nostalgia della Lega  degli anni ’90 non è un peccato. Quella era una Lega che con il movimento dei sindaci del 20% sarebbe andata d’amore e d’accordo. Dimostrandosi tanto lucida e propositiva da  risultare molto più di governo che di pura e semplice lotta. E per questa ragione molto più apprezzabile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Paolo Camolei&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-7120672385355223707?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/7120672385355223707/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/il-mio-editorale-di-domenica-su-la.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7120672385355223707'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/7120672385355223707'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/il-mio-editorale-di-domenica-su-la.html' title='IL MIO EDITORALE DI DOMENICA SU &quot;LA TRIBUNA DI TREVISO&quot;'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-2993091663648821466</id><published>2009-01-15T06:32:00.000-08:00</published><updated>2009-01-15T06:33:04.188-08:00</updated><title type='text'>DL ANTICRISI: CASINI, SERVONO 15 MLD PER AGGREDIRE L’EMERGENZA</title><content type='html'>"Abbiamo apprezzato la prudenza del ministro Tremonti, che in verita’ ha fatto poco per aggredire la crisi nella speranza che questa passi. Noi, invece, proponiamo un piano di 15 mld per fronteggiarla. Se il governo avra’ il coraggio, noi dall’opposizione ci saremo". Lo ha sostenuto il leader dell’Udc, Pierferdinando Casini, intervenendo in aula alla Camera nelle dichiarazioni di voto sul dl anticrisi. Le gravi difficolta’ economiche in atto "possono essere devastanti per l’Italia e per gli altri Paesi europei", ha ammonito l’esponente dell’Udc. Servirebbero misure forti, invece, ha aggiunto Casini, il decreto "e’ solo acqua fresca", in modo particolare in termini di aiuti alle famiglie e alle piccole e medie imprese. "Invoco un Berlusconi decisionista -ha detto Casini- e mi auguro che lo diventi davvero. Noi intendiamo aggredire la crisi, non subirla". Casini ha riproposto una serie di misure gia’ indicate dall’Udc per il sostegno alle famiglie (6 mld di euro di investimenti), un rafforzamento degli ammortizzatori sociali per il lavoro precario e a tempo determinato (2 mld) e il finanziamento di 7 mld per il rilancio delle opere pubbliche.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-2993091663648821466?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/2993091663648821466/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/dl-anticrisi-casini-servono-15-mld-per.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2993091663648821466'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/2993091663648821466'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/dl-anticrisi-casini-servono-15-mld-per.html' title='DL ANTICRISI: CASINI, SERVONO 15 MLD PER AGGREDIRE L’EMERGENZA'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-4997651911358354480</id><published>2009-01-15T06:29:00.000-08:00</published><updated>2009-01-15T06:30:42.795-08:00</updated><title type='text'>I FRANCESI E I LA CRISI (E LA POVERTA')</title><content type='html'>(da Lavoce.info)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;REDDITO MINIMO ALLA FRANCESE&lt;br /&gt;di &lt;a href="http://www.lavoce.info/lavocepuntoinfo/autori/pagina984.html"&gt;Andrea Garnero&lt;/a&gt; 13.01.2009&lt;br /&gt;L'estate prossima entrerà in vigore in Francia il Revenu de Solidarité Active, un nuovo sussidio pubblico ideato per semplificare la giungla delle misure di sostegno, lottare in modo efficace contro la povertà ed evitare fenomeni di disincentivazione al lavoro. Anche in Italia da tempo circolano proposte di reddito minimo garantito. La riforma francese può essere un esempio anche per noi? Due i problemi: i costi per le esangui casse statali e l'imponente tasso di lavoro sommerso e di evasione fiscale, che potrebbero mettere in dubbio l'efficacia di un simile strumento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo scorso ottobre in Francia è stato approvato un nuovo sussidio pubblico, il Revenu de Solidarité Active (Rsa), che entrerà in vigore dal 1ºluglio 2009 cancellando il Revenu Minimum d'Insertion (Rmi): l’obiettivo è semplificare la giungla di sussidi, lottare efficacemente contro la povertà e al tempo stesso evitare fenomeni di disincentivazione al lavoro.&lt;br /&gt;VECCHIO E NUOVO STRUMENTO&lt;br /&gt;L'Rmi esiste fin dal 1988. Èun contributo means-tested differenziale, cioè uguale alla differenza tra un reddito minimo calcolato secondo la composizione del nucleo familiare e l'insieme dei redditi della famiglia. (1) L'Rmi è una forma di trasferimento pensata come contributo alle fasce più povere, tuttavia nel 2007 è stato percepito da 1.229.754 di cittadini francesi.Il promotore principale del Revenu de solidarité active è Martin Hirsch, ex presidente di Emmaus Francia e attualmente alto commissario alle solidarietà attive del governo Fillon.L'Rsa sostituirà i minimi sociali esistenti, Rmi e Allocation parents isolés, e sarà accompagnato da un meccanismo di incentivo al lavoro, la Prime Pour l’Emploi. Per chi non lavora si tratta un reddito minimo, per chi ha un’occupazione retribuita, invece, di un complemento al reddito. Èstrutturato, dunque, come un sistema misto che da una parte garantisce un livello decente di sussistenza, dall'altra evita la “trappola della povertà”. (2)A differenza dell'Rmi, infatti, l'Rsa garantisce a chi lavora il 60 per cento o il 70 per cento (varia a seconda dei *départements*) del reddito supplementare senza che questo riduca il sussidio pubblico: da una parte, un tale strumento lotta contro la piaga dei lavoratori poveri, che in Francia sono aumentati del 20 per cento negli ultimi anni, garantendo loro un'integrazione significativa. Dall'altra, incita al ritorno al lavoro perché il reddito rimane piuttosto debole.Per essere più chiari ricorriamo a un esempio numerico: a una persona sola che guadagna 513 euro (impiego a tempo parziale pagato al salario minimo orario) la Rsa garantisce un reddito di 713 euro. Per chi, invece, non percepisce alcun tipo di reddito le cifre rimangono quelle del Rmi. Economicamente, dunque, si presenta come una negative income tax alla Milton Friedman: a tutti i cittadini francesi o immigrati regolari al di sopra dei 25 anni è garantito un reddito minimo, coloro che non lo raggiungono ricevono un sussidio, mentre chi lo supera paga le tasse.La Rsa costerà 13 miliardi, a carico dell’amministrazione centrale, ma sarà gestita a livello “provinciale”. Ben 11,5 miliardi saranno recuperati dai precedenti sussidi: 5,5 dall'Rmi, 4,5 dalla Prime pour l’Emploi più 1,5 miliardi da altri contributi. Dunque, il costo aggiuntivo ammonterà solo a 1,5 miliardi di euro.Anche il processo che ha portato al nuovo sussidio è particolarmente interessante: è attualmente in sperimentazione in 34 départements, le nostre province, e sottoposto all’esame di una commissione di esperti presieduta dall’ex vicepresidente della Banca Mondiale François Bourguignon, che entro la fine del 2008 dovrà valutarne l'efficacia.&lt;br /&gt;CRITICHE&lt;br /&gt;L'Rsa ha incontrato un successo bipartisan inedito anche per la politica transalpina. Tuttavia, alcuni economisti di rango, come Thomas Piketty, pur sottolineando la bontà dell’idea, hanno espresso dubbi sulla sua efficacia reale: sarà sufficiente a incitare al lavoro e a lottare contro la povertà con cifre così limitate?Inoltre, parrebbe che le sperimentazioni, i cui risultati non sono ancora pubblici, non abbiano riscontrato effetti statisticamente significativi che giustifichino la riforma.Altro punto in sospeso è quello della cosiddetta precarizzazione degli impieghi: la Rsa aiuterà sicuramente i lavoratori a tempo parziale, ma potrebbe anche trasformarsi in un incentivo per i datori di lavoro ad assumere solamente a tempo parziale, trasformando la “trappola della povertà” in “trappola del part-time”. Per il momento, l’alto commissariato alle solidarietà attive non ha saputo dare una risposta chiara, ma ha previsto la semplice creazione di un osservatorio dedicato a questo problema.&lt;br /&gt;E IN ITALIA?&lt;br /&gt;La riforma francese può essere un utile spunto anche in Italia. Nel nostro paese sono ormai diverse le proposte di un reddito minimo destinato a sostituire l’insieme di interventi a carattere assistenziale che più che uno strumento di lotta contro tutti i fenomeni di esclusione sociale, finiscono per  sovrapporsi in maniera disordinata e frammentata. (3) Rispetto alla Francia, in Italia  esistono tuttavia due ordini di problemi più marcati e sentiti: la creazione di un reddito minimo con una soglia di 400 euro per single senza figli potrebbe costare tra i 3 e i 6 miliardi di euro alla casse statali già notevolmente indebitate. (4) Inoltre, l’imponente tasso di lavoro sommerso e di evasione fiscale mette in dubbio l’efficacia di un tale strumento.&lt;br /&gt;(1) In Francia, tutto il sistema fiscale e sociale si basa sul cosiddetto quoziente familiare: le tasse con annesse detrazioni e deduzioni, i sussidi, i contributi vengono tutti calcolati in base alla composizione del nucleo familiare. L'Rmi è calcolato in base a questa tabella:&lt;br /&gt;Numero di figli                   Persona sola      Coppia&lt;br /&gt;0                                             447,91€                  671,87 €&lt;br /&gt;1                                             671,87 €                 806,24 €&lt;br /&gt;2                                             806,24 €                 940,61 €&lt;br /&gt;Per ogni figlio in più           179,16 €                 179,16 €&lt;br /&gt;(2) Per il beneficiario è più interessante non lavorare perché le aliquote marginali di imposta effettive sarebbero molto alte (100 per cento e oltre) perché oltre al sussidio, si perdono le riduzioni e i vantaggi a esso collegati.(3) Tra le diverse proposte, cito quella dettagliata di Rizzi, D e Rossi N., Minimo vitale e imposta sul reddito proporzionale in da Empoli D. e Muraro G. Verso un nuovo stato sociale. Tendenze e criteri, Franco Angeli 1997 e quella di Tito Boeri e Pietro Garibaldi in Un nuovo contratto per tutti, Chiarelettere 2008.(4) A seconda del reddito considerato e dell’aggiustamento per potere d’acquisto a livello regionale. Stime in T. Boeri, O. Dessy, P. Garibaldi, P. Monti e M. Pellizzari, Per un atterraggio morbido, Preparato per il convegno della Fondazione Rodolfo Debenedetti “I Vantaggi dell’Italia”, Roma 22 marzo 2007.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-4997651911358354480?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/4997651911358354480/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/i-francesi-e-i-la-crisi-e-la-poverta.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/4997651911358354480'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/4997651911358354480'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/i-francesi-e-i-la-crisi-e-la-poverta.html' title='I FRANCESI E I LA CRISI (E LA POVERTA&apos;)'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-6653710735680824187</id><published>2009-01-15T06:21:00.000-08:00</published><updated>2009-01-15T06:22:40.951-08:00</updated><title type='text'>BRAVA (FINALMENTE) LA LEGA...E PURE L'OPPOSIZIONE</title><content type='html'>Anticrisi, governo sotto sui comuniConfindustria: "Pochi quattro mld"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il premier Berlusconi e il leader della Lega Bossi alla Camera durante il dibattito sulla fiducia&lt;br /&gt;ROMA - Governo battuto in aula alla Camera su un ordine del giorno al decreto legge anticrisi, che oggi ha ottenuto l'approvazione definitiva di Montecitorio, passando così al Senato. L'odg riguarda il rispetto del patto di stabilità per gli enti locali. Si tratta di un ordine del giorno del Pd che "impegna il governo a valutare la possibilità di escludere dai saldi utili del patto di stabilità interno degli enti locali i pagamenti a residui concernenti spese per investimenti effettuati nei limiti delle disponibilità di cassa a fronte di impegni regolarmente assunti ai sensi dell'articolo 183 del testo unico degli enti locali". 283 sì, 237 no. L'odg era a firma, tra gli altri, della deputata del Pd Paola De Micheli e del deputato Pier Paolo Baretta. L'approvazione dell'ordine del giorno è stata possibile grazie all'astensione della Lega. I sì all'approvazione al decreto anticrisi sono stati 283, i no 237, 2 gli astenuti. L'Mpa, per esprimere il proprio dissenso, non ha partecipato al voto. Il provvedimento, da convertire in legge entro il 28 gennaio, passa ora all'esame del Senato. La protesta dei sindaco della Lega. Ieri il governo &lt;a href="http://www.repubblica.it/2009/01/sezioni/economia/dl-anticrisi/fini-napolitano/fini-napolitano.html?ref=search"&gt;aveva incassato la fiducia della Camera sul dl anticrisi&lt;/a&gt;, ma era emerso l'intento dei sindaci e degli amministratori del Carroccio di sforare il patto si stabilità in segno di protesta dopo che una deroga speciale è stata concessa nei giorni scorsi al Campidoglio. "Questo - hanno sottolineato alcuni esponenti leghisti - è un'evidente autorizzazione morale per tutti i sindaci che hanno ben gestito i loro bilanci, erogando servizi di ottima qualità ai loro cittadini, a tenere lo stesso comportamento".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Veltroni, maggioranza in difficoltà. L'approvazione dell'odg presentato dal Pd, e non solo, ha sottolineato il segretario del partito Walter Veltroni, fa emergere tutte le difficoltà nelle quali si dibatte la maggioranza: "Quando è iniziata la crisi economica e finanziaria, - ha detto nel suo intervento in Aula - come hanno fatto altri miei colleghi europei dell'opposizione di tutti gli schieramenti, ho proposto al governo la collaborazione del Pd. Berlusconi ha risposto con tre parole, 'Me ne frego'... che ripensando alla storia di questo paese fanno venire i brividi. E' questa la profonda differenza che esiste tra noi e voi". Confindustria: 4 miliardi insufficienti. Le misure messe a punto dai governi europei per far fronte alla crisi economica in atto sono inadeguate. E' questo il giudizio di Confindustria che sottolinea la necessità di misure che stabilizzino i mercati, alimentino il credito, sostengano la domanda, migliorino le condizioni strutturali. Per gli industriali, quindi, sono "inadeguate le azioni dei governi perché lente, contenute, incerte, con tensioni e divisioni interne e tra i Paesi". In particolare gli industriali definiscono "controproducente il tempismo delle decisioni tedesche".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(repubblica.it)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-6653710735680824187?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/6653710735680824187/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/brava-8finalmente-la-legae-pure.html#comment-form' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6653710735680824187'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/6653710735680824187'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/brava-8finalmente-la-legae-pure.html' title='BRAVA (FINALMENTE) LA LEGA...E PURE L&apos;OPPOSIZIONE'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-130318264184401282.post-4471939924458323328</id><published>2009-01-15T05:44:00.000-08:00</published><updated>2009-01-15T05:48:27.327-08:00</updated><title type='text'>IL COMUNICATO STAMPA DI OGGI</title><content type='html'>“PER TREVISO-UDC”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;COMUNICATO STAMPA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;“La Lega vuole cambiare le regole del patto di stabilità? Vada a chiederlo a Berlusconi, invece di continuare a minacciare proteste”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Chi si assumerà la grave responsabilità per le conseguenze, altrettanto gravi, che seguirebbero la violazione del patto di stabilità da parte del Comune di Treviso?&lt;br /&gt;Lo chiede il capo gruppo di “Per Treviso- Udc” in consiglio comunale Paolo Camolei.&lt;br /&gt;“La Lega – ha detto Camolei – dovrebbe cominciare ad  assumersi la responsabilità politica di aver avvallato le decisioni del governo su Roma, così come sul “regalo” da 140 milioni a Catania, mentre per i comuni della nostra provincia, compreso quello di Treviso, ci sono solo tagli”.&lt;br /&gt;“La protesta montata dal Carroccio e la minaccia di sforare il patto di stabilità sono solo propaganda, aria fritta con cui giustificarsi davanti a quegli elettori che speravano che la Lega li rappresentasse e che sono invece costretti e rassegnati ad assistere alla più totale passività leghista davanti alle regalie che continuano a piovere sui soliti fortunati: il sud e la capitale”.&lt;br /&gt;“Non abbiamo bisogno di pasdaran della lotta continua, ma di politici responsabili che agiscono con coerenza rispetto al mandato ricevuto dagli elettori. Se davvero la Lega vuole cambiare le regole del Patto di stabilità vada a chiederlo a Berlusconi e vada a farlo subito”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(&lt;a href="http://it.youtube.com/watch?v=Krya-k--h_8"&gt;http://it.youtube.com/watch?v=Krya-k--h_8&lt;/a&gt;)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/130318264184401282-4471939924458323328?l=camolei.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://camolei.blogspot.com/feeds/4471939924458323328/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/il-comunicato-stampa-di-oggi.html#comment-form' title='7 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/4471939924458323328'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/130318264184401282/posts/default/4471939924458323328'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://camolei.blogspot.com/2009/01/il-comunicato-stampa-di-oggi.html' title='IL COMUNICATO STAMPA DI OGGI'/><author><name>Paolo Camolei</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06492089538736079000</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='16' height='16' src='http://img2.blogblog.com/img/b16-rounded.gif'/></author><thr:total>7</thr:total></entry></feed>
